Bulldog Tuffnuts Snow Angel grandsonsBulldog Tuffnuts StrikerRobin Hood Mister Les ThorpeBulldog Lord Byron and Bulldog Tully Bulldog Tully and Bulldog Robin Hood

BULLDOG

Bulldog Inglese

 

The Original Bulldog Club

Bulldog Razze, Origini Bulldog, Cenni Storici Bulldog, Cane da Presa, Cane da Combattimento, Allevamento Bulldog

Riproduzione

Riproduzione nei bulldog

Come molti sanno le conosciute difficoltà di accoppiamento dovute alla mole, la bassa percentuale in cui la femmina di bulldog rimane gravida, il fatto che raramente il parto è facile e naturale, i pericoli connessi all'anestesia totale, lo sconvolgimento dell'ambiente domestico costituiscono problemi su cui il proprierario di una bulldog deve ben riflettere prima di decidere se è il caso di accoppiare la propria femminuccia. Se a tutto questo aggiungiamo la cifra non indifferente, richiesta quasi sempre con pagamento in contanti prima della monta, necessaria per incrociare la propria fattrice con uno stallone possessore di un pedigree completamente inglese ci rendiamo conto del perchè moltissimi proprietari, anche se ben intenzionati, rinuncino a far partorire la propria bulldoggina.

Il problema della riproduzione rappresenta un serio limite per la razza ,dovuto a particolari anatomici a fisiologici fissati dalla selezione.

Accoppiamento difficile-Molto pesante e compatto il maschio ha difficoltà nell'accoppiamento naturale.L'aiuto dell'uomo è quasi sempre necessario.

La percentuale in cui la fattrica rimane gravida è bassa. Nonostante si conoscano i cicli ormonali delle cagne, nei bulldog la data della ovulazione è estremamente variabile. Esiste una percentuale molto alta di femmine poco fertili.

Raramenta il parto è facile e naturale
E' spesso necessario il taglio cesareo in anestesia generale.
Notoriamente è una razza con problemi di riproduzione; lo standard richiede richiede il terzo anteriore del corpo ampio e potente e la parte posteriore stretta e leggera, inoltre nessuna altra razza ha una testa cosi' grande rispetto al corpo contribuendo a rendere il parto ancora più difficile, che avviene normalmente effettuando il taglio cesareo. La selezione fu basata sulla grandezza della testa e sulla larghezza delle spalle senza preoccuparsi del parto.Statistiche realizzate indicano una percentuale molto bassa per una femmina di bulldog di partorire naturalmenta una cucciolata intera. Molti cuccioli vengono persi per soffrimento fetale da chi non conosce questa statistica o preferisce non considerarla.

L'ACCOPPIAMENTO
E' giunto il momento dell'accoppiamento!
Scelto precedentemente il partner giusto per caratteristiche e linea di sangue, si fanno incontrare i due solitamente tra l'11° ed il 13° giorno dall'inizio del calore della femmina, che in questo periodo presenta un mestruo più chiaro. Bene sarebbe se i due potessero correre insieme per qualche minuto per affiatarsi prima dell'atto. Di solito l'accoppiamento avviene senza l'aiuto dell'uomo, ma qualora necessario, il proprietario della femmina la tiene con fermezza, mentre il proprietario del maschio lo guida. Importante è che la femmina sia tenuta ferma durante il tempo della monta per evitare lesioni.
Un accoppiamento normale dura in genere dai 5 ai 30 minuti durante il quale il maschio ha la prima eiaculazione densa, seguita a diversa distanza da altre eiaculazioni, emettendo in questo tempo da 7 a 15 cc. di liquido seminale nell'utero della femmina. Questo liquido viene diluito da una secrezione prostatica che ne accelera il trasporto degli spermatozoi nelle tube aumentandone la probabilità di fecondazione. Circa 0,7-1,5 miliardi di spermatozoi di cui solo 6-12 arrivano a fecondare l'ovocita.
Dopo l'accoppiamento i cani restano uniti per distaccarsi poi naturalmente, l'unione finale è auspicabile ma non indispensabile per il successo della monta. Prima della formazione del nodo, avviene la prima eiaculazione densa di 1 cc. di liquido seminale pari a 100 mila spermatozoi, sufficienti per la fecondazione.
La sopravvivenza dello spermatozoo all'interno dell'apparato genitale femminile è di circa 5-6 giorni, quindi risulteranno fecondati tutti gli ovuli compresi tra 1-2 giorni prima e 5-6 giorni dopo l'accoppiamento che supponiamo sia avvenuto il 12° giorno dall'inizio del calore della femmina, pertanto saranno fecondati gli ovuli prodotti tra il 11°-12° giorno e 17°- 18° giorno.
Forse dopo 4-5 settimane sarà possibile per il veterinario sentire i minuscoli embrioni, grandi come noci, mentre si vedranno i capezzoli della cagna diventare più grandi e rosa e aumenterà l'appetito della nostra amica. Un esame ecografico è consigliabile intorno ai 30 giorni di gravidanza.
Attenzione a non farla ingrassare, 1/3 in più di alimento, specie se proteine andranno benissimo, integriamo vitamine A, E, ferro e calcio, quest'ultimo sottratto in grande quantità dai cuccioli. La femmina gravida andrebbe sverminata. La consueta attività fisica, senza esagerare, l'aiuterà a tenere i muscoli in esercizio ed a rimettersi in forma dopo il parto.
Verso la 7^ settimana, la cucciolata scenderà verso il basso ventre e la cagna potrebbe mostrare segni di inappetenza a causa della riduzione di spazio nell'addome, aiutiamola somministrando cibo più digeribile e distribuendolo su tre pasti. E' consigliabile un secondo esame ecografico circa 10 giorni prima della data presunta del parto. Lo stato di gravidanza dura normalmente 63 giorni (può variare da 60 a 66 giorni), qualche giorno in più non è preoccupante al contrario l'anticipo del parto è sempre spiacevole e pericoloso sia per i cuccioli che per la madre. La cassa-parto da predisporre deve misurare cm. 100x90 con sponde alte almeno cm. 20.
A grandi passi si avvicina il momento fatidico!!! Tranquilli, la natura farà il suo corso. Si consiglia di contattare il Veterinario ed aprire con lui un filo diretto. Termometro alla mano; se la temperatura è di 38,5°, il momento del parto non è ancora arrivato, se la temperatura sale e sintomatico di un parto che presenterà delle complicazioni più o meno gravi ma, se la temperatura scende, è imminente un parto probabilmente senza problemi.
La cagna potrà impiegare anche circa 2 ore per mettere alla luce il primo cucciolo che si presenterà al mondo esterno dentro un sacco (placenta). La mamma provvederà a lacerarlo e leccando il cucciolo lo stimolerà alle funzioni vitali, taglierà il cordone ombelicale ed il primo cucciolo sarà pronto ad attaccarsi alle mammelle per un lauto pasto che dividerà con i fratelli, che verranno alla luce con le stesse modalità mediamente a distanza di 20-50 minuti l'uno dall'altro. Se i tempi si allungano o insorgono complicazioni è meglio affidarsi al Veterinario preventivamente allertato per il parto. Non allarmarsi inutilmente, ma vigilare.
E' necessario rammentare che i cuccioli vengono alla luce da un ambiente molto più caldo ed è quindi opportuno posizionare la cassa-parto in un luogo dove sia possibile mantenere una temperatura di circa 25° al momento della nascita e che non scenda sotto i 20° per le prime tre settimane di vita. La loro posizione sparpagliata nella cassa è sintomo di benessere.
Con le prime poppate i cuccioli ricevono dalla madre gli anticorpi (gammaglobuline) che hanno il compito di neutralizzare i germi patogeni invasivi. In aiuto dei cuccioli può intervenire il Veterinario somministrando gammaglobuline entro 24 ore ed il 10° giorno di vita. La presenza degli anticorpi va via via scemando fino a scomparire quasi del tutto alla 10^ settimana, è da questo momento che il cucciolo inizia a produrne per proprio conto ed è il momento giusto per vaccinarlo contro il cimurro, l'epatite e la leptospirosi.
All'inizio della 4 settimana può iniziare lo svezzamento dei cuccioli con mangime secco inumidito con brodo e carne omogeneizzata (frullata). Alla 4 settimana e da ripetere dopo 15 giorni, è consigliato sverminare madre e cuccioli con prodotti idonei in quanto sono quasi certamente presenti gli Ascaridi. A 28, 35 e 40 giorni si porteranno i pasti giornalieri di svezzamento a 2, 3 e 4 distribuiti regolarmente nelle 12 ore. A 40 giorni verrà lasciata la madre insieme ai cuccioli solo di notte e 45 giorni verrà allontanata del tutto, lasciando una ciotola di latte vicino ai cuccioli. A 60 giorni i pasti giornalieri diventeranno tre distribuiti nelle 12 ore.

IL CICLO ESTRALE DELLA CAGNA

Il ciclo estrale o calore, rappresenta una importante fase della vita della
cagna, tanto che sarà una costante ciclica che l'accompagnerà per tutto il
resto della sua esistenza, nelle cagne infatti,non si verifica una fine
precisa del ciclo, e le femmine di questa specie continueranno ad andare in
estro per tutta la vita.
Per molte persone , soprattutto alle prime esperienze, l'inizio della
attività estrale della propria cagnolina può risultare motivo di ansia, sia
perché non sanno bene come si manifesterà esteriormente questo calore sia
perché dovranno cominciare a pensare che da quel giorno la loro cagnolina
diventerà pubere..si insomma.. una cagna a tutti gli effetti.
Ricordo ancora quella volta in cui una anziana signora mi disse piena di
gioia " dottore la mia Lilly è diventata donna, ha avuto le sue prime
mestruazioni.." certo la mia cliente aveva un pochino esagerato nell'
umanizzare la sua cagnolina, comunque il senso di questo evento è lo stesso,
un passaggio da una fase di silenzio ormonale ad una di esplosione ormonale
, la maturità sessuale e quindi la capacità di procreare illimitatamente.
Il cane è l'unico tra gli animali domestici ad essere monoestrale
stagionale, per essere più chiari, ha un solo estro durante un ciclo
riproduttivo che dura in media sei mesi. ,la durata infatti, non è uguale
per tutte le razze, anzi è soggetta a considerevoli variazioni ( considerate
che razze come il Basenji presentano il ciclo una volta all'anno, razze
come il pastore tedesco e il rottweiler hanno periodi interestrali di durata
ridotta e al contrario Labrador e Collie intervalli tra i cicli più lunghi).
Ma quand'è che la nostra cagnolina diventa "adulta"?
Diciamo subito che, anche in questo caso, dovremmo considerare un range di
tempo che va dai 6 ai 24 mesi di vita, da un punto di vista generale si può
dire che l'inizio del primo estro si verifica a 10-12 mesi e che nelle razze
di piccola taglia, l'estro puberale inizia prima che in quelle grandi.
Le razze di piccola taglia,infatti, tendono a presentare il loro primo
calore tra i 6 e i 10 mesi, mentre le razze di taglia maggiore possono non
avere il primo ciclo fino ai 18-20 mesi d'età.
Da un punto di vista statistico, per quanto riguarda l'inizio dell'estro,
non si hanno influenze stagionali ad eccezione di alcune razze ( Basenji per
esempio) che hanno dei cicli annui.
Vediamo ora quali sono le varie fasi che si ripetono durante il ciclo
estrale della cagna:

- Proestro
- Estro
- Diestro
- Anestro

PROESTRO

L'inizio del proestro coincide con quello di una perdita vulvare ematica (
sanguinamento vaginale) e dell'ingrossamento vulvare e termina quando
comincia la recettività all'accoppiamento , la durata di questa fase è
estremamente variabile, ma in media si protrae per 8-13 giorni.
Durante questa fase, i maschi sono attratti dalla femmina ( quando
cominciamo a vedere un sospetto traffico di cani davanti alla nostra casa il
dubbio ci deve venire.. che stia per andare in calore la nostra
cagnolina?..), ma la femmina, per ora, non ne vuol sapere mostrando
aggressività nei confronti dei cani che esaminano la sua regione posteriore,
oppure, verso la fine del proestro si siede per evitare l'accoppiamento.
Sicuramente un occhio esperto può accorgersi dell'imminenza dell'inizio del
calore già qualche settimana prima in seguito a piccole modificazioni
comportamentali e anche da un aumento della frequenza delle minzioni.
Tralasciando l'aspetto endocrinologico e citologico ( per evitare che la
scheda diventi troppo complessa e tecnica), bisogna precisare che l'entità
del sanguinamento proestrale è molto variabile tra le razze e tra i vari
individui e che raramente le perdite di sangue sono tali da causare anemie.

ESTRO
E' il periodo in cui la cagna accetta di accoppiarsi ( attenzione, accettare
di accoppiarsi non vuol dire solo che non rifiuta il maschio, ma vuol dire
anche che è lei stessa che lo può andare a cercare!!), anche qui però
bisogna fare una precisazione, non è detto che la cagna accetti tutti i
maschi che si fanno avanti, infatti, può respingere vigorosamente le
"avances"di un certo maschio,mentre invece accetta con entusiasmo quelle
fatte da un altro maschio!..insomma verrebbe da dire che non è solo una
"questione di sesso"..
In questo periodo la vulva si presenta più morbida e piccola, rispetto al
proestro, le perdite vaginali si manifestano anche durante questo periodo e
possono contenere ancora del sangue oppure assumere un colore paglierino.
La durata media dell'estro è di 9 giorni, e può andare dai 4 ai 15 giorni,
questo periodo è molto importante in quanto ( ed è l'unico accenno che farò
sull'endocrinologia del ciclo)coincide con la secrezione dell'ormone
luteinizzante ( LH), fenomeno a cui fa seguito l'ovulazione entro le 24-72
ore, dati che gli allevatori conoscono benissimo in quanto determinare il
momento dell'ovulazione della cagna è sinonimo di riuscita fecondazione e
quindi di nuovi nati.
La percentuale più alta ( superiore al 95%) di concepimento si registra
quando l'accoppiamento ha luogo nell'arco di tempo compreso fra i 4 giorni
che precedono l'ovulazione e i 3 giorni successivi e la quantità di cuccioli
è ottimale ( il 96% degli ovuli liberati diventa un cucciolo) quando l'
accoppiamento viene effettuato 2 giorni dopo l'ovulazione.
Esistono molti modi per determinare quando una cagna ovula e tralasciando
tutti quelli per gli addetti ai lavori, vorrei soffermarmi su alcuni che
definiremo

Momenti empirici per determinare l'ovulazione della cagna

- Contare 12 gg dall'inizio delle perdite ematiche
- Contare 2 giorni dall'inizio della recettività della cagna o dall'inizio
dell'estro ( citologia)
- Contare 63 gg indietro rispetto alla data di un parto precedente per
sapere a quale giorno, dall'inizio delle perdite, aveva ovulato.Questo
metodo, rispetto agli altri, è più accurato in quanto nella maggior parte
delle cagne il momento della ovulazione durante il ciclo è abbastanza
costante per tutta la vita ( soprattutto tra i 2-5 anni). Lo svantaggio,
chiaramente, è quello di avere dati relativa alla gravidanza precedente e
soprattutto che in alcune cagne l'ovulazione avviene in momenti diversi dal
ciclo per tutta la vita.

Tanto per fare un esempio:
se la cagna ha partorito 58 giorni dopo un accoppiamento avvenuto il
giorno 12, e l'intervallo fra l'ovulazione e il parto è di 63 gg, essa deve
aver ovulato 5 giorni prima dell'accoppiamento, ovvero il giorno 7
( 58-63= -5; g12-5=g7)

DIESTRO
Il primo giorno di diestro (inizia con il primo giorno di non recettività)
ha luogo mediamente circa 6 giorni dopo l'ovulazione oppure 9 giorni dall'
inizio del calore, e può andare da 3 a 17 giorni dopo il primo comportamento
di accettazione, o dall'inizio dell'estro, la durata è di circa 60 giorni, e
può variare dai 50 agli 80 giorni.
Chiaramente questo stadio si verifica se la cagna non è gravida ed è in
questo periodo che la femmina può mostrare segni di pseudo-gravidanza

ANESTRO
Rappresenta il momento di quiescenza riproduttiva ( inattività sessuale tra
i cicli) e termina con l'avvio del proestro successivo, la durata quindi è
di circa 4.5 mesi.
E' quindi la variazione della durata dell'anestro che determina la frequenza
dei calori nella cagna e tanto per ricordarlo ancora, il normale intervallo
tra due cicli è di 5-10 mesi.
PRECAUZIONI
Può esserci molta variabilità individuale nella durata di queste fasi. Alcune femmine hanno calori di quattro settimane, altre di due soltanto. Alcune hanno un proestro molto lungo seguito da un estro breve, altre fanno il contrario. La maggior parte delle femmine però segue le fasi lunari, con calori di 21 giorni suddivisi in proestro, estro e metaestro della durata di una fase lunare ciascuno. Se il calore compare regolarmente in corrispondenza di una nuova fase lunare, si può star certi che l'ovulazione avrà inizio con la fase lunare successiva.
Ricapitolando, sebbene il calore duri una ventina di giorni, il periodo fertile è abbastanza limitato: normalmente dall'ottavo al tredicesimo giorno, ma con probabile piena fertilità solo dall'ottavo al decimo. Nei casi più dubbi, quando le perdite di sangue permangono durante tutto il calore o non vi sono per nulla, e comunque, soprattutto quando si debbono percorrere molti chilometri per raggiungere il maschio, è possibile verificare l'ovulazione attraverso uno striscio vaginale o con un'analisi del progesterone. Se la cagna ha calori molto lunghi o molto irregolari è meglio fare un controllo (ecografia) per scongiurare la presenza di cisti ovariche.
Consigliati per tutte invece sono invece gli esami batteriologici per assicurasi che non vi siano infezioni che possano compromettere l'esito della gravidanza. Opportunissimo, sia per il maschio che per la femmina, quello per la brucellosi, che potrebbe essere trasmessa con l'accoppiamento. E' bene valutare anche la presenza/assenza dell' herpes virus canino che potrebbe compromettere la cucciolata e se opportuno testare la cagna per accertarsi dell'assenza di filaria e eventualmente leishmania.Le vaccinazioni dovrebbero essere fatte in un periodo sufficientemente anteriore al momento in cui la cagna è coperta, ma tale da evitare di dover fare richiami durante la gravidanza. E' altresì importante che la cagna sia sverminata affinché non trasmetta ai cuccioli larve di vermi durante la gestazione o l'allattamento, compromettendone la crescita regolare o provocandone addirittura la morte. Ma non si pensi che questo accorgimento basti a preservare i cuccioli dai vermi: alcuni di essi passano anche la barriera placentare, per cui i cuccioli nascono già parassitari e la loro sverminazione è sempre necessaria.
Per quanto riguarda l'alimentazione della cagna in gravidanza, non c'è molto di più da dire se non ciò che potrebbe essere intuito da una persona di normale buon senso: dalla quinta settimana di gravidanza, si deve aumentare la quantità del cibo e migliorarne la qualità, fornendo alimenti più energetici. Attenzione però a non fare ingrassare la cagna oltremodo, perché sarebbe controproducente: le cagne grasse partoriscono con più difficoltà. Nelle ultime due settimane, si consiglia, inoltre, di aumentare la frequenza di pasti.
Se opportuno chiedere al veterinario per un'eventuale integrazione vitaminica/minerale, ma senza esagerare: un eccesso di calcio potrebbe portare effetti collaterali.
La gravidanza non è una malattia e la cagna dovrebbe vivere, per quanto possibile una vita normale. Solo quando la pancia è notevolmente ingrossata si deve fare attenzione a non farla affaticare troppo, evitando corse e salti, anche se di regola questi sforzi sono spontaneamente rifiutati dalla cagna. E' però importante assicurare alla futura mamma una corretta quantità di moto. Senza esagerazioni e assecondando la sua volontà non devono mancare le frequenti passeggiate che tonificheranno la muscolatura dell'addome favorendo un parto rapido e senza problemi.
Preparazioni per il lieto evento
Nel corso della gravidanza è opportuno predisporre uno spazio adatto alla nascita e alla crescita della cucciolata. E' meglio abituare la femmina già due settimane prima del parto a dormire in questo luogo affinché, il fatidico giorno, si senta perfettamente a suo agio. Per quanto possibile, cerchiamo di intuire le sue preferenze e di assecondarle. Alcune cagne, per mancanza di istinto materno, o per alcuni, solo per minore sensibilità cutanea, a volte schiacciano i cuccioli col loro corpo. Se si intravede il rischio di questa possibilità, sono in commercio casse di legno appositamente studiate per il parto, con bordi antischiacciamento alle pareti. Non è questa la sede per richiedere un impegno, da parte degli allevatori di tutte la razze, a selezionare brave madri, morfologicamente predisposte alla riproduzione e con istinto integro. Non può però non trapelare da questo mio articolo la mia opinione sull'opportunità di conservare nel cane la capacità di riprodursi in modo naturale.
Molte cagne dimostrano di non gradire casse per il parto, ceste o giacigli scoperti e, seguendo istinti ancestrali cercano d'intanare i cuccioli in un rifugio più protetto (sotto qualche mobile, o in anfratti naturali). E' bene cercare di assecondare i desideri della cagna e tenere pronta, in ogni caso, anche una cuccia coperta di tipo tradizionale, nel caso fosse maggiormente gradita.
Si cerchi di accoppiare nella stagione più propizia (primavera) perché i cuccioli possano essere allevati come in natura, evitando il più possibile interferire con la normale selezione naturale. I cuccioli deboli e poco vitali moriranno da soli nelle prime 48 ore dopo il parto, senza troppe sofferenze.
Se, per qualsiasi ragione, ci trovassimo nella condizione di affrontare un parto (anche non programmato) in pieno inverno o se malauguratamente il parto avvenisse in una primavera particolarmente fredda, ci sono invece serie possibilità che il parto non abbia buon esito, senza particolari aiuti da parte dell'uomo. Un accessorio molto utile in questi casi è la lampada a raggi infrarossi per il riscaldamento dei cuccioli, indicato anche in tutti i casi in cui si debbano far crescere cuccioli senza mamma.
Per quanto riguarda il momento del parto, un colloquio col veterinario ci darà chiarimenti riguardo a tutti i comportamenti che dovremmo tenere in caso di particolari emergenze.
Può essere utile tenere a portata di mano: un termometro per misurare la febbre, un orologio per verificare e annotare gli intervalli tra ogni espulsione, bilancia, forbici disinfettate, disinfettanti a base di sali di ammonio quaternario, borsa dell'acqua calda e salviette pulite. Generalmente la femmina fa tutto da sola; è bene tenersi pronti per intervenire in caso di necessità, ma se tutto procede regolarmente, è meglio non interferire.
Se decidessimo di eliminare speroni o accorciare la coda (io sono contro) è necessario organizzare un appuntamento col veterinario che coglierà l'occasione per fare un controllo generale sulla mamma e sui cuccioli.
Il parto
La gestazione dura mediamente nove settimane; per calcolare la presunta data del parto si contano, quindi, 63 giorni dalla data della monta, sempre supponendo che questa sia avvenuta in corrispondenza dell'ovulazione. Anche a causa della possibile discrepanza di alcuni giorni tra monta e ovulazione, sono documentati parti normalissimi a soli 58 giorni dopo la monta, e altri in cui si è arrivati a 70 giorni. Molte cagne partoriscono in corrispondenza dell'inizio di una nuova fase lunare.
Quando il parto è imminente la cagna diviene ansiosa e rifiuta il cibo o vomita ciò che ha mangiato. La temperatura corporea si abbassa al di sotto dei 38,5 gradi fino a 37 gradi. A volte si può già notare fuoriuscita di latte dalle mammelle che si presentano piuttosto gonfie già alcuni giorni prima. Le cagne che vivono all'aperto frequentemente scavano, quasi volessero costruire una tana e non gradissero la cuccia dove poi finiranno per partorire.
Si tratta di un comportamento atavico, dettato dal DNA di alcune zone cerebrali, retaggio del periodo "brado".
E' importante non arrecare disturbo alla cagna in questa fase. Il parto ha inizio con la rottura delle acque.
Il primo cucciolo compare invece entro due ore dalla rottura delle acque, avvolto da una pellicola aderente, che viene subito lacerata e mangiata dalla madre che provvede anche a recidere il cordone ombelicale con gli incisivi.
Di regola non si dovrebbe aiutare la femmina in quest'operazione. Se (e soltanto se!) dovessimo costatare una sua totale mancanza d'istinto, provvederemo a liberare subito la testa e massaggeremo il cucciolo per favorire il primo respiro (vedi paragrafo sulla rianimazione del cucciolo). Per quanto possibile è meglio fare tutto con le mani imitando ciò che la madre dovrebbe fare con la lingua. Le forbici, seppur sterilizzate, sono rischiose, se messe in mani inesperte o che tremano per l'emozione. . Se la femmina non dovesse nemmeno recidere il cordone ombelicale, questo va prima schiacciato con le unghie a qualche centimetro dal cucciolo, poi strappato (non con troppa forza) Lo strappo imita l'effetto del morso che ha proprietà cicatrizzanti. Se si decide di tagliare con forbici, si consiglia prima di annodare o se si hanno strumenti adatti clampare o almeno pinzare. La mancanza di istinto materno si ricollega più a un fattore fisico che mentale: si tratta di mancanza di prolattina. In ogni caso è sempre meglio escludere dalla riproduzione futura le femmine che abbiano manifestato comportamenti di questo tipo.
I cuccioli possono presentarsi indifferentemente con la testa o con il posteriore (parto podalico). Sono avvolti dal sacco come se fossero un uovo ed escono comunque facilmente.
Il parto può durare poche ore o protrarsi per un'intera giornata, anche in relazione al numero dei cuccioli, ma non ci sono regole fisse. Di norma, nasce un cucciolo ogni 15-30 minuti. Nelle primipare, nelle cagne piuttosto anziane o quando il numero di cuccioli è molto elevato l'intervallo tra un cucciolo e l'altro tende ad allungarsi.
Comunque, non è nemmeno detto che questi intervalli siano regolari: alcune femmine hanno intervalli crescenti nel corso del parto (es. 10 minuti dal primo al secondo, 15 dal secondo al terzo.. fino ad arrivare a quasi un'ora con gli ultimi nati). Altre cagne partoriscono velocemente due o più cuccioli, fanno seguire una pausa e riprendono con il resto della cucciolata. L'importante è che, una volta che il cucciolo che ha impegnato il canale pelvico, l'espulsione avvenga in poco tempo.
E possibile qualche tempo prima del parto, fare un'ecografia o ancor meglio, qualche giorno prima del parto una lastra per sapere quanti cuccioli ci sono. Tuttavia i risultati non sono mai certi e un cucciolo può sempre non essere visto. Capiremo quando il parto è finito dall'atteggiamento della femmina ha un'espressione rilassata e spesso si addormenta allattando.
Ogni placenta (1 per cucciolo) viene generalmente espulsa nell'arco di 15-30 minuti ed è prontamente mangiata dalla cagna. Questo comportamento corrisponde a un istinto ancestrale che ha la finalità di eliminare ogni traccia che possa attirare predatori. Mangiando le placente, inoltre, la madre provvede a una reintegrazione proteica che favorisce la produzione del latte. Perciò è' bene lasciarglielo fare. Sarebbe bene, se possibile, controllare se il numero di cuccioli partoriti corrisponda al numero di placente espulse. Infatti, qualora, malauguratamente, la placenta dovesse essere ritenuta, si deve interpellare il veterinario senza indugio: per la cagna potrebbe anche essere fatale.
Dopo 25 giorni dall'accoppiamento si possono rilevare formazioni embrionali e il battito cardiaco dei feti.
Dopo 50 giorni si rilevano i nuclei di ossificazione dei feti tramite l'esame radiografico.
1-2settimane prima le mammelle si inturgidiscono
12-24 ore prima la temperatura rettale scende di un grado.Normalmente da 38.5 fino a 37.5.
Da un cucciolo all'altro normalmente passano 2-3 ore, tra il primo e il secondo, poi l'intervallo diminuisce.
L'ultimo cucciolo potrebbe nascere anche dopo 18 ore di distanza dal primo.
Parti problematici
Non sempre tutto procede regolarmente. Ci troviamo di fronte ad una situazione "problematica" se:
a) ci sono 20/60 minuti di forti contrazioni senza la nascita di alcun cucciolo
b) passano più di 4-6 ore dalla nascita di un cucciolo all'altro
c) non vi sono nascite 24 ore dopo l'abbassamento della temperatura corporea
d)la gestazione è durata più di 70 gg dal primo accoppiamento o più di 60 gg dal primo giorno di diestro.
Trovandosi di fronte a situazioni simili il veterinario può tramite, palpazione, esame vaginale e eventualmente radiografia valutare la posizione in cui si presentano i feti e la loro grandezza. Se appaiono correttamente posizionati e di taglia non eccessiva rispetto al canale del parto, si può attendere ponderando l'eventuale somministrazione di appositi farmaci per aiutare le contrazioni, a seconda delle valutazioni del veterinario.
In certi casi di malposizionamento o taglia eccessiva si valuta la possibilità di effettuare un cesareo.
Di fronte ad un cucciolo che sta uscendo ma che fatica ad uscire (la pozione più problematica è se il cucciolo si presenta di "spalla")
Meglio manipolare piuttosto che tirare. Si tiri solo in caso di presentazione cefalica o podalica e lo si faccia in concomitanza delle contrazioni. Non si tiri dalla testa o dal collo, ma si cerchi di far presa, molto delicatamente, sul corpo o, in casi estremi, anche sugli arti, ma procedendo molto delicatamente. La stesso procedimento è indicato anche per i cuccioli rimasti chiusi nelle placente.
Se, una volta estratto il cucciolo ci si accorgesse che questi non respira, si seguano le seguenti istruzioni:
1) liberare le vie aree aprendo delicatamente la bocca con un dito e, se necessario, usare una peretta per aspirare i liquidi nelle vie aeree. Mettere il cane a testa in giù può aiutare la fuoriuscita del liquido dai polmoni;
2) soffiare delicatamente (e non eccessivamente) mettendo la bocca sul cucciolo in modo di soffiare sia nel suo naso che nella sua bocca;
3) controllare la presenza del battito cardiaco (con le dita o con lo stetoscopio) se il battito è assente premere rapidamente e rapidamente sul cuore (la posizione la si trova in prossimità del gomito sx) , premere e lasciare velocemente: la frequenza dei battiti di un cucciolo varia dai 120 a oltre i 180 al minuto.
Ogni 15-20 secondi soffiare di nuovo nella bocca e nel naso. Controllare ogni minuto se il battito è presente.
Proseguire per 5 minuti con la rianimazione cario polmonare; se il cuore non inizia a battere autonomamente in questo lasso di tempo, c'è poco da fare.
Se il cuore batte lentamente cercare di stimolarlo strofinandolo con una salvietta e continuare queste procedure per circa 20 minuti. Si può anche dare qualche goccia di atropina sulle mucose o somministrare cortisone in piccolissime dosi.
Dopo la nascita.
Alcuni giorni dopo il parto, possono comparire perdite di materiale bruno-rossastro che possono durare fino a due o tre settimane, calando in quantità e presentandosi sempre più scure. Alcune cagne, in seguito al parto possono perdere una notevole quantità di pelo. Questo è dovuto alle secrezioni acide al momento del parto. Per ovviare all'inconveniente, si possono fare spugnature con una soluzione di acqua e bicarbonato. In ogni caso, la cosa non deve preoccuparci più di tanto: il pelo ricrescerà senza problemi tornando ad essere quello che era in 4 o 5 mesi.
Ci si preoccupi già dai primi giorni a tenere la cuccia pulita e igienizzata il più possibile. Benché la stessa cagna provveda alla pulizia dei cuccioli, le sue cure non sono certo sufficienti ad evitare infestazioni di parassiti.
Per sincerarsi che tutto proceda regolarmente è consigliabile tenere sott'occhio il peso dei cuccioli, annotandone la crescita.
Il primo latte della cagna è detto colostro e ha un'importanza fondamentale per i cuccioli, poiché contiene anticorpi materni che vengono passati al cucciolo. Gli anticorpi sono presenti nel colostro la cui produzione avviene per un periodo variabile tra le prime 36- 48 ore dopo il parto.
L'immunità fornita dal colostro è un'immunità "passiva" in quanto gli anticorpi vengono importati dal corpo della madre e non vengono prodotti direttamente dal cucciolo. L'immunità "passiva" a differenza dell'immunità "attiva" (suscitata direttamente dalla malattia o dal vaccino) ha durata limitata nel tempo (poche settimane) e di efficacia variabile. La quantità di anticorpi presenti nel colostro è infatti legata al tipo e alla concentrazione di anticorpi presenti nella madre. Se una cagna non è stata vaccinata per una particolare malattia (o non ha elaborato difese naturali per la stessa) il cucciolo non sarà protetto. I "titoli anticorpali" indicano orientativamente la qualità e il tipo di anticorpi presenti nella madre: in linee generali un titolo elevato si associa ad un maggior numero di anticorpi presenti e garantiscono quindi una miglior protezione al cucciolo.
Nella normalità, le femmine allattano per quasi due mesi, anche se è opportuno iniziare a integrare l'alimentazione dei cuccioli con pappine ad alto contenuto proteico e facilmente digeribili già dopo trenta giorni, o addirittura prima in caso di cucciolate particolarmente numerose. La produzione del latte comporta un notevole dispendio d'energie per la cagna. L'alimentazione deve essere energetica, abbondante (circa 2-4 volte la dose normale) e ricca di alimenti ad alto contenuto di calcio. Una corretta alimentazione a volte non è sufficiente a evitare tutti i problemi che possono anche essere dovuti a fattori metabolici e a una predisposizione della cagna.
L'allattamento artificiale
Se la cagna non avesse latte, si consiglia la somministrazione ai cuccioli di un preparato polivitaminico per poi proseguire l'allattamento artificiale con latte in polvere in commercio nei negozi specializzati; un metodo molto approssimativo per riprodurre il latte di cagna è mescolare latte di mucca diluito e tuorlo d'uovo. Molti cuccioli sono sopravvissuti a questa alimentazione, che è certamente meno idonea del latte in polvere specifico per cani.
I cuccioli dovrebbero essere allattati ogni due ore utilizzando un biberon di giuste dimensioni. Man mano che i cuccioli crescono il latte sarà integrato con pappe a base di carne o appositi cibi per lo svezzamento dei cuccioli, seguendo indicativamente la tabella dietetica preparata dal veterinario, ma regolandosi anche sulla taglia , la fame, ed il temperamento del cucciolo. All'età di circa 2/3 settimane i cuccioli inizieranno a bere acqua. Nel malaugurato caso in cui cuccioli dovessero crescere senza madre è necessario anche massaggiare regolarmente la zona genitale dei cuccioli con una spugna umida per favorire la minzione e la defecazione. I cuccioli poppanti, infatti, non sono in grado di provvedere autonomamente a regolare le loro funzioni corporee che sono provocate dallo stimolo esterno apportato dalla madre quando li lecca per tenerli puliti.
La tetania da ipocalcemia
La tetania da ipocalcemia si presenta genericamente da 1 a 3 settimane dopo la nascita, ma può manifestarsi anche nell'immediatezza del parto Può colpire tutte le cagne, anche se le indagini più recenti attestano una maggior frequenza nelle razze di piccola taglia, specie al primo parto, e nelle cagne che partoriscono un numero elevato di cuccioli. Le cagne colpite da questa patologia mostrano segni di nervosismo, rigidità muscolare, appaiono disorientate, hanno un'andatura molto rigida, respiro accelerato e innalzamento della temperatura, tachicardia, si strofinano contro i muri. Possono essere salvate solo con un intervento tempestivo del veterinario, che somministrerà in endovena un preparato a base di calcio e glucosio. Nella convalescenza è necessario somministrare integratori di calcio, dare un'alimentazione ricca di questo elemento ( latte, formaggi, ricotta) e interrompere l'allattamento nei casi più gravi e resistenti alle terapie, cosa tutt'altro che facile in un periodo in cui l'istinto materno è così fortemente radicato e con cuccioli non ancora indipendenti e psicologicamente vulnerabili. Se siamo fortunati potremo trovare una balia e i piccoli non avranno a soffrirne. Per la madre invece è una sofferenza atroce, venire separata dai cuccioli anzitempo. Per questo, almeno con le razze più a rischio, è bene farsi prescrivere dal veterinario dei farmaci di sostegno e degli integratori alimentari che servano come prevenzione per i problemi sopraddescritti.
Nel caso una cagna abbia avuto in passato problemi in gravidanza, quali crisi convulsive, insufficienza renale, e perdita di albumine con le urine è probabile che questi si ripetano con le cucciolate future. In questi casi la somministrazione di calcio durante la gravidanza va ben valutata, al contrario di quanto si possa pensare, può essa stessa essere un fattore predisporre a questi problemi.
Inoltre, l'integrazione di calcio deve essere opportunamente combinata con il fosforo. La dose ideale è 1:1 (una parte di calcio e una di fosforo). Alcune ricerche hanno dimostrato che i cibi industriali ricchi di soia possono favorire l'ipocalcemia poiché alcuni componenti della soia (fitati) si combinano al calcio rendendolo indisponibile. E' bene controllare che il cibo con cui si alimenta la cagna abitualmente non contenga elevate quantità di soia.
Cura dei cuccioli e prime vaccinazioni
La prima sverminazione dei cuccioli può avvenire all'età di 2 settimane da ripetersi poi a 4, 6 e 8 settimane. Quando si procede alla sveriminazione dei cuccioli è bene effettuare lo stesso trattamento anche sulla madre. Bisogna inoltre fare attenzione a non diventare noi stessi (o chi entra in casa) "veicolo" di trasmissione di infezioni pericolose. Se si frequentano luoghi dove vi sono altri cani (canili, ambulatori veterinari, mostre, parchi ad alta densità canina ecc), è opportuno cambiarsi le scarpe (e se possibile disinfettare le suole con candeggina). Certi virus, come il Parvovirus (parvovirosi) sono molto resistenti e si attaccano anche alle gomme dell'auto.
La prima vaccinazione si effettua generalmente intorno alle 8 settimane , ma è possibile in caso il rischio di contrarre la parvovirosi (e/o il cimurro) sia elevato, vaccinare i cuccioli con speciali vaccini, generalmente chiamati "Puppy", all'età di 6 settimane. Se i cuccioli sono nati nella stagione estiva e in zone a rischio, il primo trattamento antifilarico può essere effettuato all'età di 8 settimane.
Un'altra cosa a cui occorre badare è la mastite, sintomo di un'infezione che può essere trasmessa ai cuccioli durante l'allattamento. E' opportuno controllare quotidianamente i capezzoli. Se risultano arrossati, di colore anomalo, induriti e se vi è fuori uscita di pus ci si trova di fronte ad una mastite. Se la mastite interessa una singola mammella ed è presa agli inizi sono possibili trattamenti locali, se il problema interessa tutti (o la maggior parte) dei capezzoli è necessario interrompere temporaneamente l'allattamento e farsi descrivere dal veterinario antibiotici idonei al trattamento.


Dott. Fabio Vergoni
Rossella Di Palma
Denis Ferretti

Inbreeding nel Bulldog:

 

Per "inbreeding" si intende l' accoppiamento tra riproduttori legati da rapporti di parentela diretta: genitori e figli o fratelli. Premetto che vi sono casi in cui non sono state riscontrate conseguenze negative con l'uso prolungato dell' inbreeding. Questo esercita comunque un effetto sulle frequenze genotipiche portando alla progressiva eliminazione dei soggetti eterozigoti, riduce, inoltre la variabilità genetica entro la popolazione che quindi può risultare meno suscettibile ad una azione di miglioramento genetico. Ad esempio la cucciolata di Bulldog realmente eccezionale prodotta da Tuffnuts Snow Angel con Ch Ocobo Pearly Boy, era perfettamente eterogenea: aveva prodotto quattro Campioni (Tully, Striker, Jubilant e Living Legend) tutti profondamente diversi (fenotipo) l'uno dall' altro ma con un eccezionale numero di qualità equamente ripartite, era, quindi molto facile ottenere un miglioramento genetico nella direzione desiderata. Inoltre, con un livello di omozigosi così basso tra i fratelli e con una grandissima quantità di caratteristiche qualitative presenti è possibile pensare di effettuare cucciolate in inbreeding o line breeding senza, presumibilmente, subire troppi danni. Ben diversamente sarebbe stato se i quattro fratelli fossero stati identici e se avessero avuto solo una caratteristica di qualità (ad esempio la testa corretta). L' eccessivo utilizzo dell' inbreeding viene segnalato anche da un fenomeno chiamato "depressione da inbreeding" che potrebbe essere evidenziata dal declino della fertilità, dall' aumento della mortalità neonatale e giovanile o da un alto grado di tumori o malattie. Comunque gli animali “inbred” tollerano i trapianti reciproci di tessuto e sono fondamentali per lo studio dell’immunologia dei trapianti, questa tecnica è utile anche nelle sperimentazioni per ottenere una popolazione omogenea. Le razze canine sono state create con questo strumento ed, in ogni caso, un certo grado di consanguineità è necessario per poter fissare i caratteri al punto che l'incrocio tra due cani della stessa razza dovrebbe essere comunque considerato un inbreeding, avendo evidentemente un patrimonio genetico comune oltre che fenotipicamente simile: la razza stessa per mantenere se stessa opera costantemente sulla omozigosi dei soggetti. L' importante, a mio avviso è controllare il grado di questa omozigosi e cercare cucciolate in cui siano presenti il maggior numero di qualità o caratteristiche omogeneamente suddivise; potrebbe, inoltre, essere prudente effettuare qualche cucciolata in inbreeding, ogni tanto, per verificare lo stato del proprio allevamento e dei riproduttori.

Comportamento del Bulldog:

Le caratteristiche del Comportamento del Bulldog sono piuttosto complesse, dipendendo anche dalle Linee di Sangue e dalle scelte dei singoli Allevatori, in questo senso generalizzando troppo si rischia di non aderire alla realtà. Conviene effettuare valutazioni individuali.

Premetto che vi non vi è¨ nessuna traccia storica di alcuna Razza Canina che si sia estinta a causa del suo Comportamento. Alcuni testi affermano che nel 1860 iniziarono le selezioni per addolcire il carattere ( incroci col Carlino, Dogue de Bordeaux e Mastiff ) del Bulldog Inglese e che queste selezioni ne causarono la estinzione per avere, però, oggi un Bulldog veramente buono e mansueto. Questa ipotesi piacerebbe molto a Edmondo de Amicis e a Gianni Rodari, ma si dimostra molto superficiale e poco supportata dai fatti:

1) Il Bulldog era considerato un cane coraggioso almeno fino a quando io ero bambino e questo posso testimoniarlo, i Bulldog erano rarissimi e incutevano molto timore.

2 ) Ritengo che gli allevatori inglesi siano sempre stati , chi ne era in possesso, orgogliosi del loro Bulldog.

3) Recenti studi hanno dimostrato che sono proprio i cani di piccola taglia quelli potenzialmente più aggressivi ( Carlino).

4)Allo stesso tempo il Dogue de Bordeaux e il Mastiff, hanno una Storia secolare nei Combattimenti e hanno spiccate propensioni alla Guardia, di certo non sono i cani indicati per ottenere un Cane da Compagnia.

5) I cani sono tutti cani e obbediscono agli stessi istinti all' interno di un comportamento influenzato dall' indole, ma non secondariamente da fattori ambientali come le dinamiche che si determinano all' interno della Cucciolata, lo Stile di vita del cane, il Comportamento del padrone,l'esempio degli altri cani, come la madre, etc .

6) Un cane a cui e stato assegnato il compito di proteggere il branco dalle aggressioni esterne non può non andare incontro al pericolo per aggredire il potenziale aggressore ( ad esempio un altro maschio ).

7) Nessuno volle ottenere un Cane da Compagnia con una struttura fisica come il Bulldog, sarebbe stato un controsenso, vietati i combattimenti il Bulldog venne evidentemente utilizzato per la Guardia.

8 ) Nell' Ottocento l' Inghilterra era un paese prevalentemente rurale e non esisteva ancora la figura del Milanese col Porsche Cayenne e il Bulldoghino, i cani venivano utilizzati per scopi precisi secondo la taglia e le attitudini, infatti in Inghilterra il Bulldog è classificato come un Utility Dog.

9) Il Bulldog aveva fama di essere il Cane migliore del Mondo, veniva venduto a caro prezzo e fu per questo sottoposto a notevoli esportazioni proprio nella seconda metà dell' Ottocento, di conseguenza chi lo incrociò con altre razze non disse niente a nessuno, almeno in un primo momento.

10 ) Il Bulldog divenne il simbolo dell'Inghilterra e raggiunse una grande popolarità durante un periodo bellico, la seconda guerra mondiale, come simbolo di quelle qualità che sono evidentemente necessarie per vincere una guerra, quasi cento anni dopo queste ormai leggendarie selezioni effettuate per addolcirne il carattere.

11) Il Bulldog era classificato come cane da Combattimento fino a qualche anno fa e solo adesso viene classificato come cane da Guardia e da Compagnia. 12 ) I cani da Compagnia di solito sono di piccola taglia non sono dei molossoidi che possono arrivare al peso di 40 kilogrammi, ben difficili da gestire, quindi, anche i questo caso non ci sono prove che avvalorino la tesi delle selezioni mirate per ottenere un cane da Compagnia. 13) Il Bulldog incute, tuttora, molto timore, in particolare nelle donne, le persone tendenzialmente si spostano quando passa un Bulldog, anche questa non e una caratteristica da Cane da Compagnia o da Salotto.

14 ) La mia esperienza personale indica che io lascio i miei cuccioli da soli con il Bulldog Originale, mentre non li lascio da soli con il Bulldog Classico, quindi non credo che ci siano voluti 150 anni di selezioni mirate da parte dei migliori allevatori del mondo e l' estinzione di una razza per arrivare a questo. 15 ) Gli Inglesi rispettano gli animali e nell' ottocento era realmente di moda in Inghilterra possedere gli animali più strani provenienti dalle regioni più disparate del mondo, non penso che in questo clima di apertura e rispetto, quasi sacro, verso tutto il mondo animale, insetti e rettili, acquisito direttamente dall' India, la colonia più importante e conosciuta in quel periodo, se la andassero a prendere, a livello da deciderne pubblicamente la estinzione, contro il povero Bulldog Inglese, razza autoctona, il migliore amico dell'uomo.

16) Un cane non è una tigre e per quanto aggressivo può essere controllato dal padrone che ne può limitare i danni. In ogni caso, i soggetti a qualsiasi livello troppo pericolosi per l' uomo sono stati sempre, storicamente, abbattuti. Per questo la posizione del Governo Inglese fu perentoria, sin dal 1835, asserendo che potevano essere dannosi i combattimenti, proteggendo gli animali, non le razze che ne erano protagoniste. Non risulta infatti nessuna legge, decreto o presa di posizione del Governo Inglese riguardante la presunta eccessiva aggressività o pericolosità sociale del Bulldog.

17) Concludendo, compiendo una valutazione oggettiva, dovremmo dire che il carattere del Bulldog Inglese è rimasto, in fin dei conti, nel 2006, quasi immutato e che questa mitica opera di selezione cosi drasticamente supermirata, l' Addolcimento del Bulldog Inglese, a costo di estinzioni o di incroci con altre razze è iniziata quasi duecento anni orsono e, di questo passo, potrà , tra qualche secolo essere definita Eterna, o, quanto meno, La Opera Umana più Lunga della Storia dell' Uomo, più delle Piramidi, della Grande Muraglia, della Fabbrica del Duomo di Milano o del Cantiere per la costruzione della Basilica di San Pietro, anche perchè in Inghilterra, chi l' ha posseduto, è stato sempre contento e orgoglioso del suo Bulldog Inglese e non ha mai pensato di cambiarlo.

18) In definitiva le uniche prove storiche riguardano l' eccezionale valore del Bulldog Inglese che per questo venne utilizzato per fare spettacolo ed esportato anche in America nel 18° secolo, venne utilizzato per incrociare moltissime razze moderne nel 19° secolo, venne mantenuto in vita nel Lincolnshire da Mr. Les Thorpe, il Presidente del British Bulldog Club, nel 20° secolo ed è stato riesumato dal sottoscritto nel 21° secolo, questa è la Storia dimostrabile ed ancora testimoniabile del Bulldog Inglese Originale di Razza Pura. Le accuse svalorizzanti, invece, non appoggiano su nessuna realtà concreta( nessuno le ha mai testimoniate e nessuno le può, oggi, testimoniare), se non nel fatto che venne utilizzato per i combattimenti fino al 1835, quando peraltro era già stato sostituito dal Bull-Terrier che si era dimostrato ben più determinato e feroce senza, per questo, essere destinato al macello, l' ipotesi dell' estinzione causata dalla eccessiva aggressività per essere sostituito da un cane migliore o più commerciabile, non poggia su dati concreti e, soprattutto, potrebbe essere un' ipotesi facilmente strumentalizzata, ad esempio, da parte di chi vorrebbe vendere un Facsimile, non possedendo l' Originale e le ipotesi strumentalizzabili, come la Storia insegna, raramente si sono dimostrate quelle corrette di fronte alle analisi più approfondite, quindi non diamo le colpe ai cani anche quando le colpe sono solo delle persone. Al contrario, il Bulldog Originale di Razza Pura era apparentemente scomparso proprio a causa della sua perfezione, del suo estremo valore e della sua netta e visibile superiorità morfologica rispetto al Bulldog di Londra in particolare nel momento in cui gli effetti del deleterio incrocio con il Carlino cominciarono ad essere troppo evidenti e gli allevatori, del Bulldog di Londra, furono costretti a cercare le qualità morfologiche nell' ipertipo.

19) La mia sensazione è che con l' affermazione dell' ipertipo furono di volta in volta esasperate tutte le caratteristiche del Bulldog Originale, anche l' aggressività , per poi compiere qualche passo indietro.

20) Ma allora perchè i grandissimi allevatori inglesi utilizzarono proprio il Carlino ? Presumibilmente perchè i Bulldog non venivano più realmente testati con i combattimenti che in un certo senso rispettavano le regole selettive enunciate da Darwin. Con l' introduzione del Sistema Espositivo divenne molto più facile aggirare la Legge della Natura dove chi vince è sicuramente il migliore. L' essenza divenne, di conseguenza, facilmente sostituibile dalla apparenza e quello con il Carlino doveva essere, ritengo, l'unico incrocio possibile. Infatti, il Carlino, era un cane completamente votato all' estetica ed era necessario un incrocio che non sacrificasse la bella presenza del Bulldog anche a costo di sacrificarne la essenza, era, inoltre, primario mantenere quelle doti di carattere, coraggio, sicuramente almeno nell' apparenza, per la quali il Bulldog era conosciuto in tutto il Mondo.

Aspetto Generale del Bulldog Inglese: -

Il Bulldog inglese appare armoniosamente proporzionato. Il Bulldog inglese presenta, proporzionatamente, grandi masse muscolari con una forte ossatura. Visto frontalmente la distanza tra il petto e il terreno deve essere uguale alla distanza intercorrente tra gli arti anteriori formando un quadrato perfetto. Il Bulldog Inglese è corto, brevilineo, con la testa proporzionatamente grande e piatta. La testa del Bulldog inglese è rettangolare,vista di fronte appare quadrata , il muso è corto, rincagnito. Visto dall' alto il Bulldog inglese evidenzia la tipica forma a pera, visto lateralmente il caratteristico dorso di carpa, esattamente sopra i reni. Gli arti posteriori del Bulldog Inglese sono forti visibilmente più lunghi degli arti anteriori, il ventre è retratto, la coda, attaccata bassa, non è lunga, però neanche troppo corta, mai portata sopra la linea dorsale, a manico di pompa oppure anche a cavaturacciolo se non provoca stati patologici, gli occhi sono distanziati, rotondi e assolutamente neri, lo sguardo del Bulldog inglese è intenso, dolce e profondo, le orecchie, attaccate in alto, leggere a rosa possibilmente lontane tra loro nonchè dagli occhi.Caratteristico del Bulldog Inglese è il lay-back, il tartufo è nero. Una linea immaginaria attraversa gli occhi e la sommità del tartufo. I colori tradizionali del mantello del Bulldog inglese sono il bianco e il rosso. Il Bulldog inglese è brachicefalo e brachimorfo.

Original Bulldog Club

 

L' Estinzione del Bulldog Inglese

Premetto che questa è un' analisi storica ed in quanto tale cerca di essere aderente ai fatti.Premetto che, con ogni probabilità, l' unico che conosce realmente la Storia dell' Original Pure Breed Bulldog sia il grandissimo Mr. Les Thorpe e che le mie sono, comunque, solo supposizioni. Tra i fattori che potrebbero averne causato l' estinzione, a mio avviso, possiamo ravvisare: la persecuzione scatenata nei suoi confronti durante il 19° secolo, le oggettive difficoltà prodotte dal suo allevamento, le richieste del mercato di bulldog ipertipici,la necessità di ottenere un maggior numero di cuccioli, anche se non purissimi. Purtroppo anche in questo caso le informazioni che giungono sopra il Bulldog Inglese sono piuttosto contradditorie. Più profondamente non credo che movimenti di opinione sicuramente circoscritti riguardanti la eccessiva aggressività del Bulldog ( la tendenza a colpire la faccia, ad attaccare altri cani e la sua nota abilità nel prendere e uccidere i gatti, anche quelli del vicino di casa ), oppure le sue antiche origine asiatiche ( fermenti nazionalisti di fine '800), possano giustificarne la scomparsa anche perchè il Bulldog Classico del 20° secolo cerca , senza riuscirci, di colpire in faccia, cerca, senza riuscirci, di prendere il gatto, e spesso il maschio è litigioso con altri maschi. Inoltre il Bulldog, osservando i dipinti dell' epoca, non sembra un cane di per sè incontrollabile o troppo aggressivo, ad esempio quando non è raffigurato con l'uomo. Infatti, in molti disegni dei combattimenti possiamo notare che l'uomo è il vero protagonista, con la sua eccitazione, del dipinto e del combattimento. Era quindi necessario portare il Bulldog in uno stato di eccitazione assolutamente esasperata per costringerlo a combattere. Il Bulldog, di conseguenza, non doveva essere un cane cattivo, insensibile o incontrollabile, anzi..., però doveva essere facilmente eccitabile e soprattutto doveva essere molto sensibile alla eccitazione del suo padrone. Quindi non direi che ci sia stato un reale sforzo di trasformazione dell' Original Purebred Bulldog da parte degli eccezionali Allevatori Inglesi, che, di solito , raggiungono rapidamente e scientificamente i loro obiettivi. Invece, il Bulldog era classificato come razza da combattimento fino a pochissimi anni or sono. Effettuando una ipotesi molto personale possiamo dire, per certo, che nel 1835 divennero illegali i combattimenti e che l' evoluzione della razza verso un cane sempre più performante subì una brusca interruzione. Sappiamo che Philo Kuon preoccupato per questa rapida involuzione, anche numerica, cercò di fissare le caratteristiche del Bulldog Originale di Razza Pura utilizzando due famosi dipinti antecedenti il 1835. Sappiamo, inoltre, che, al contrario, il Bulldog era un cane leggendario e che era richiesto in tutto il mondo proprio per la sua abilità nel combattimento e nel lavoro, a tal punto che formando nuove razze, per essere sicuri del risultato veniva quasi sempre introdotto il migliore sangue Bulldog, come ad esempio nel Boxer. A questo punto risulta più plausibile cercare di comprendere le ragioni che portarono, in una tale situazione di mercato, con intense esportazioni, a rimanere, infine, con pochi Riproduttori di valore ( questi non dovevano più superare il probante esame del combattimento dove veniva realmente misurata la capacità di performance così come le medicine introdotte da Philo Kuon: lo Standard di Razza, le Esposizioni Canine e i Giudizi dei Giudici, troppo mutevoli, inadeguate o addirittura inattuabili, si rivelarono, invece, una lama a doppio taglio ) e, soprattutto, ad avere troppo poche femmine che assomigliassero a Rosa. In questa condizione critica potrebbe, a mio giudizio, essersi reso necessario, utilizzare altre fattrici, meno pure oppure di Carlino, Dogue de Bordeuax o Mastiff non con l'obiettivo di trasformare l' antico combattente ( considerato il migliore cane del mondo ), ma al contrario nel tentativo di modificarlo il meno possibile riuscendo a produrre un numero adeguato di cuccioli. Anche per questa per tendenza, a mio avviso, degli abilissimi Allevatori Inglesi il Bulldog Classico non è così differente dal Bulldog Originale come sembrerebbe, nonostante siano passati due secoli. Riassumendo: questa ipotesi di ragionamento individua nel mercato dei Riproduttori e , soprattutto, nelle Esposizioni Canine le principali cause della apparente scomparsa dell' Original Pure Breed Bulldog. Le ipotesi sul perchè e sul per come potrebbero essere infinite, però, l' unico dato storicamente accertabile, purtroppo, è che dopo 700 anni di Storia con combattimenti, invasioni barbariche, carestie, guerre e malattie furono sufficienti 20 anni di Esposizioni Canine, durante i quali non ci furono nè guerre e nè malattie, per determinarne la estinzione. Magari a Londra qualcuno voleva sottolineare il potere della capitale sul resto dell' Impero, oppure si resero semplicemente conto che il Bulldog rappresentava un ottimo business, ma avendo già venduto i riproduttori di qualità e le fattrici simili a Rosa, non rinunciarono al facile guadagno, a discapito degli allevatori delle contee rurali e dei cinofili, strumentalizzando le Esposizioni Canine e lo Standard di Razza, introducendo rapidamente quello che definirei il Bulldog di Londra, esteticamente un bellissimo cane( teoricamente avrebbe dovuto essere nei limiti del possibile assomigliante al Bulldog Originale, per batterlo in Esposizione senza destare sospetti, e, poi, modificare lievemente lo Standard, ma i due cani diventavano sempre più diversi), però era un Bulldog sostitutivo, con un futuro incerto, frutto di una selezione improvvisata o forzatamente affrettata, in definitiva, non abbastanza testato ( perchè dar credito ad un cane poco testato se si possiede il cane più testato del mondo? ), e con un carattere simile. Non a caso il Bulldog di Londra si è vantato fino a pochi anni fa di essere l'unico cane ad avere mantenuto lo stesso spirito e coraggio del Bulldog Originale. Quest' ultimo, battuto e offeso( le Esposizione Canine sancirono la ineluttabile vittoria del Bulldog di Londra e conclusero la Storia del Cane Migliore del Mondo per il quale le stesse erano state create, unitamente allo Standard di Razza), dalla sua stessa brutta copia, essendo colpevole di appartenere agli allevatori delle contee rurali o a qualche cinofilo, si rifugiò nel Lincolnshire ( una regione pianeggiante e molto ventilata), dove la Tradizione ne garantiva la sopravvivenza, dove era incominciata la sua lunga Storia, nel 13° secolo, lontano da Londra, dal Business e dalle Esposizioni Canine.

Differenze tra il Bulldog Inglese Classico ed il Bulldog Inglese Originale di Razza Pura

La principale differenza tra il Bulldog Inglese Classico ed il Bulldog Inglese Originale, di Razza Pura, giudicato estinto, in Inghilterra dall' inizio del ' 900, consisterebbe nella qualità del movimento essendo quest' ultimo un cane elegante, raffinato, agile e veloce. Numerose sono le differenze anche con il Bulldog Americano, dovute, sembrerebbe, all' incrocio con il Terrier, piuttosto che con il Carlino ( Bulldog Inglese ). Creato dalle ceneri del Bulldog importato dall' Inghilterra quando questo, però, si era ormai ampiamente estinto anche in America (inoltre il Bulldog importato dagli emigranti irlandesi dopo il 1835 era già stato incrociato con il Terrier, era quindi, un Bull Terrier. Erano considerati specialisti in questo incrocio, molto praticato sin dal '700, nella contea di Staffordshire) , vi sono differenze sostanziali per il peso ( il peso ideale di un cane da presa o combattimento è di 25 Kg.,mentre quello di un cane da lavoro con l'uomo è di 45 Kg.), la taglia, la storia, la genealogia inglese, le selezioni mirate da J.D. Johnson e da Allen Scott per migliorare le attitudini al lavoro.., per queste ed altre ragioni l' American Bulldog apparirebbe, invece, maggiormente comparabile con l' American Pitbull Terrier o con l' American Staffordshire Terrier ( infatti Johnson e Scott registrarono questa razza negli anni '70 con il nome American "PIT" Bulldog, però le analogie con il American "Pit" Bull Terrier erano tali e tante che fu deciso, in seguito, di cambiare il nome in American Bulldog per non creare troppa confusione) con i quali condivide, più o meno, il grado di parentela rispetto al Terrier ed all' Original Purebreed Bulldog , che, al contrario, sembrerebbe essere sopravissuto unicamente in Inghilterra essendo tuttora presente nel corredo genetico delle migliori linee di sangue "Bulldog" del Regno Unito o, comunque, provenienti dal Regno Unito.

Alimentazione Cane Bulldog Inglese

Una volta che cane (es. Bulldog Inglese ) abbia raggiunto la taglia adulta e non siano in gestazione o allattamento o sottoposti ad intensa attività fisica si dicono in stato di mantenimento. Nei soggetti adulti (es. Bulldog Inglese ) la dieta deve fornire un’alimentazione completa e bilanciata, che possa soddisfare le diverse esigenze. Le razze canine (es. Bulldog Inglese ) sono state selezionate in base a criteri di bellezza e di attitudine al lavoro e non in base alle capacità di assimilazione degli alimenti. Per questa ragione, anche in presenza di due cani della stessa razza (es. Bulldog Inglese ) si riscontra una diversità (± 20%) di fabbisogni energetici. L’alimentazione del cane adulto (es. Bulldog Inglese ) deve anche tenere conto della taglia. I cani di piccola taglia sono i compagni ideali per chi abita in città, vivono infatti essenzialmente in appartamento e rischiano di alimentarsi quasi esclusivamente degli avanzi dei padroni. Rischiano più di tutti gli altri di nutrirsi in modo non equilibrato e di diventare obesi. Solitamente hanno gusti più difficili e vizi, perché i proprietari cedono con maggiore frequenza ai loro capricci. A causa delle loro abitudini di vita, i cani di taglia piccola sono i più difficili. Richiedono alimenti particolarmente appetibili, con più grassi e proteine di origine animale e con una selezione di aromi naturali che soddisfi il loro palato. Per i cani piccoli, sono molto importanti anche le dimensioni dell’alimento. Un leggero aumento dei livelli dei sali minerali e vitamine consente inoltre di compensare i danni derivanti dall’alimentazione a base di avanzi e dolci. I cani di taglia piccola, pur essendo molto attivi, tendono spesso a diventare obesi. Bisogna quindi adattare la razione di cibo alla loro condizione corporea. Infatti peso e carattere del cane (es. Bulldog Inglese ) influenzano direttamente le abitudini di vita. I cani di taglia media e grande (es. Bulldog Inglese ), invece, passano più tempo all’aperto e gli avanzi costituiscono solo una piccola parte della loro dieta. I fabbisogni alimentari di cani adulti(es. Bulldog Inglese ) che vivono in condizioni normali (ossia in appartamento per cani di taglia piccola o media o in cuccia ben riparata per i cani di taglia grande) e che non fanno più di un’ora di attività fisica al giorno, sono abbastanza facili da soddisfare. Bisogna però considerare alcune particolarità anatomiche di queste razze canine (es. Bulldog Inglese ). Le dimensioni ridotte del tubo digerente dei cani di taglia gigante e la loro predisposizione alla torsione / dilatazione dello stomaco (es. Bulldog Inglese ) richiedono un regime alimentare più digeribile e una maggiore concentrazione di energia (ossia di grassi). Per le razze che invecchiano precocemente si consigliano alimenti arricchiti con vitamine E e C e contenenti poco fosforo, che ritardano l’invecchiamento e i problemi renali. I cani adulti dovrebbero essere nutriti con cibi di alta qualità, formulata per l’età adulta: gli alimenti secchi sono spesso preferiti a quelli in scatola e semiumidi, che hanno una densità calorica superiore sulla base della sostanza secca. L’alimentazione con cibi in scatola o semiumidi può favorire lo sviluppo di obesità se la quantità non viene rigorosamente controllata. I cibi secchi per cani hanno una minora densità calorica e collaborano al mantenimento di un’igiene appropriata dei denti e delle gengive.

Alimentazione Cuccioli Bulldog Inglese Orfani

 

Le cagne Bulldog Inglese forniscono ai loro cuccioli il calore, gli stimoli per le funzioni emuntorie e circolatorie, il nutrimento, le attenzioni materne e la sicurezza. Orfano è quel cucciolo che non ha accesso al latte e alle cure materne. Diverse possono essere le situazioni per cui un cucciolo Bulldog Inglese diviene orfano (es. perdita della madre al parto, non riconoscimento da parte di questa della prole, quantità e qualità di latte prodotta insufficiente), tuttavia è necessario cercare di colmare questo vuoto. I Bulldog Inglese orfani devono essere tenuti in un ambiente caldo e pulito. L’alimentazione migliore per il cucciolo Bulldog Inglese è quella fornita dalla madre, ma mancando questa la soluzione più vantaggiosa è quella di trovare una balia Bulldog Inglese, ma non è sempre possibile. Possibile alternativa è quella di nutrire i cuccioli Bulldog Inglese orfani con un sostitutivo del latte di buona formulazione. Il latte scelto deve avere una composizione più vicina possibile al latte materno. In commercio ci sono diversi tipi di latte artificiale, la maggior parte dei quali è latte vaccino modificato. Il latte del Bulldog Inglese fornisce un’elevata percentuale di calorie come lipidi, una piccola percentuale di lattosio e una percentuale intermedia di proteine. Il latte di mucca ha un contenuto calorico elevato per la componente lattosio e una quota inferiore come proteine e lipidi. Il latta vaccino come tale ha un contenuto troppo basso di energia, proteine, lipidi, calcio e fosforo per l’alimentazione di cuccioli di cane e gatto. La qualità proteica e lipidica possono essere migliorate con l’aggiunta di tuorlo d’uovo, panna o altri alimenti ricchi di queste componenti. Tuttavia nulla può sostituire il latte materno!!! L’apporto di calorie e di liquidi deve essere corretto perché i cuccioli Bulldog Inglese possano consumare una quantità di latte artificiale sufficiente per le proprie esigenze e nello stesso tempo assumere un volume di liquidi adeguato. Durante le prime settimane di vita il volume gastrico rappresenta un limite importante all’assunzione alimentare del neonato. La maggior parte dei cuccioli di Bulldog Inglese può mangiare solo 10-20 ml di latte per pasto. La quota alimentare che i cuccioli Bulldog Inglese devono ricevere è bene suddividerla in 10-12 pasti, che verranno somministrati ad intervalli regolari. Il latte artificiale andrebbe preparato fresco ogni riscaldato a 37.8°C prima di essere somministrato. Nel corso dei primi 2-3 pasti, la quantità di alimento somministrata ai cuccioli Bulldog Inglese dovrebbe essere lievemente ridotta per consentire un graduale adattamento al latte artificiale. Se infatti i cuccioli Bulldog Inglese sono ipernutriti durante i primi giorni possono andare incontro a una diarrea, che può portare a una grave disidratazione e predisposizione a infezioni fatali. Dopo ogni pasto e diverse volte al giorno la zona anale e genitale dei neonati deve essere massaggiata delicatamente con un panno umido, azione che simula il leccamento materno e stimala la minzione e la defecazione. Il peso dei cuccioli Bulldog Inglese deve essere registrato regolarmente. Quando i cuccioli Bulldog Inglese hanno 3-4 settimane di età si può preparare una pappa a base di latte artificiale e di cibo secco. Entro 6-7 settimane di età, i cuccioli Bulldog Inglese dovrebbero consumare gli alimenti secchi commerciali.

CONSIGLI PER I CUCCIOLI BULLDOG