ALLEVAMENTO BULLDOG INGLESI DI ALTISSIMA GENEALOGIA E ALLEVAMENTO BULLDOG ORIGINALE TUFFNUTS SNOW ANGEL

 

PERIODI DI APPRENDIMENTO NEL CUCCIOLO

Suddivisione dei periodi di apprendimento:

1) periodo neonatale e di transizione

1^ FASE fino al 21° giorno (periodo neonatale)

2^ FASE dal 21° al 28° giorno (transizione o imprinting)

2) periodo di socializzazione,

3^ FASE dal 29° al 49° giorno
a) 5^ settimana dal 29° al 35° giorno
b) 6^ settimana dal 36° al 42° giorno
c) 7^ settimana dal 43° al 49° giorno

3) instaurazione gerarchia

4^ FASE dal 50° al 77° giorno
a) 8^ settimana dal 50° al 56° giorno
b) 9^ settimana dal 57° al 63° giorno
c) 10^ settimana dal 64° al 70° giorno
d) 11^ settimana dal 71° al 77° giorno
e) dalla 12^ settimana 16^ settimana

4) periodo giovanile dal 4° mese sino al raggiungimento maturità sessuale

5) periodo di maturità intorno ai 15 mesi

Periodo neonatale e di transizione rispettivamente i primi venti giorni e dal ventunesimo al trentunesimo giorno di età;

Ritengo importante che, chi decide di fare una cucciolata, conosca bene le fasi evolutive del cucciolo proprio perché, rispettandole, può evitargli traumi pericolosi.
Occorrerebbe, durante la nascita, lasciare fare, se possibile, tutto alla madre; questo non esclude la nostra presenza attenta e attiva in caso di bisogno. Relativamente alla prima fase, cioè le prime tre settimane di vita, occorre analizzare quali sono i bisogni dei cuccioli: cibo, sonno, calore, contatto materno, contatto fraterno.
Reagiscono solo alla fame e alla temperatura, dopo i 10 giorni anche al tatto: Per ciò che concerne la temperatura, è facile registrare che percepiscono la differenza di calore fra la madre e la mano (infatti al contatto con la mano presentano una lieve forma di irrigidimento). Tutto ciò ci fa capire che dobbiamo toccarli il meno possibile. Procurare tranquillità ed evitare presenza di estranei sono le regole fondamentali da rispettare in questa fase. Un possibile test di indicazione della vitalità si potrebbe fare valutando la scelta istintiva della madre. Si suppone che allontanando la cucciolata la madre li riporti a se scegliendo come primi i cuccioli più vitali (vale solo per i primi due cuccioli).

Imprinting

Seconda fase va dal 21° al 28° giorno e anche in questo periodo bisogna lasciare i cuccioli tranquilli , ma oltre ai bisogni della prima fase ora inizia il contatto con la vita (sensi): rumore, luce e specialmente la socializzazione, molto con i fratelli, poco con l’uomo. Inizia ora l’esplorazione dell’ambiente che li circonda e ogni contatto con loro deve iniziare con molta prudenza, ma deve gradualmente aumentare (tatto, rumori, odori, contatto con l’uomo).
Tutto questo si chiama imprinting.
Nel linguaggio comune imprinting, è la fase più sensibile durante la quale il cucciolo allaccia una serie di contatti sociali normali, vuoi con i suoi simili, vuoi con l’uomo. Spieghiamo ora più approfonditamente cos’è l’imprinting.

Socializzazione - Terza fase (5^ 6^ 7^ settimana.

Occorre aumentare, sempre gradualmente, il contatto umano. Se nelle prime due fasi era auspicabile un rapporto con un’unica persona dal 29° giorno in poi le persone che avvicinano i cuccioli devono essere diverse. La quinta settimana è la più importante per la socializzazione con i consimili. Nella cucciolata inizia a svilupparsi una gerarchia (sempre e comunque instabile).
Dalla madre apprendono: ubbidienza, subordinazione, inibizione al mordere. Il periodo che va dal 29° giorno al 49° è molto importante per lo sviluppo del senso della pulizia. È bene approfittare per insegnare loro a sporcare fuori e possibilmente sull’erba. In questa fase l’allevamento tranquillo da rumori e visite è negativo. Ovvero abituarli a rumori insoliti, sempre gradualmente; registratori, motori, clacson, pentole ecc..: la reazione del cucciolo a rumori nuovi è sempre la fuga: ciò non deve preoccupare, e molto importante osservare il tempo che gli occorre per tornare sul luogo dell’accaduto e l’atteggiamento che dimostra.

Instaurazione gerarchia Quarta fase (8^ 9^ 10^ 11^ settimana).

Se la fase precedentemente ha portato ad una buona socializzazione con l’uomo, ora questa si fortifica, cioè il cane arriva a riconoscere nell’uomo il capobranco. I contatti possibilmente devono essere anche con gli altri componenti della famiglia.
Nell’ottava e nona settimana bisogna evitare esperienze traumatizzanti, infatti è in questo periodo che si sviluppa il senso della paura ed eventuali esperienze negative non si cancellano più., per cui è bene, se possibile, evitare di cedere il cucciolo in queste settimane o comunque stare molto attenti ad evitarli traumi.

Dalla 12^ alla 16^ settimana il cucciolo consolida quello che ha imparato nelle settimane precedenti.

Occorre essere il più naturale possibile, essere cioè il "capobranco", giocare, accarezzarli, sgridarli, tutto con molta naturalezza e misura. È ora che inizia l’educazione perché questo è il periodo di massimo apprendimento in assoluto e di socializzazione con l’uomo e quindi è già da ora si può impostare con un cucciolo, in base a ciò che noi da adulto gli si chiederà, il tutto possibilmente tenuto presente il comportamento naturale. Se subentrano momenti di crisi, perché eventualmente si è un pò esagerato, questi vengono superati senza problemi con dolcezza e misura.

Periodo giovanile,

va dal 4° mese di vita alla raggiunta maturità sessuale che è in stretta dipendenza della razza e del sesso (Es. razza: lupoidi maturano prima dei molossoidi, sesso: le femmine maturano prima dei maschi), si può dire che in linea generale il cane raggiunga la maturità sessuale intorno ai 15 mesi. In passato si è creduto che fino al compimento dell’anno di età non si dovesse iniziare l’addestramento del cane. Il metodo naturale che si basa su tutte le conoscenze che si hanno sulla psicologia del cane, suggerisce il contrario, di sfruttare le grandi possibilità di apprendimento che i cuccioli anno. Si tratterà ovviamente di un addestramento molto blando basato principalmente sulla curiosità, la predazione, la possessività e il gioco.

Periodo della maturità,

completa il resto della vita. Durante tutta la vita adulta il cane continua ad apprendere, però con maggiore fatica e minori risultati: ecco perché era sbagliato pensare di iniziare da zero l’addestramento quando il cane aveva già 12 mesi.
I principali meccanismi di apprendimento si suddividono in:

IMPRINTING
ASSUEFAZIONE
SENSIBILIZZAZIONE
ASSOCIATIVO

Condizionamento classico - Riflessi condizionati di 1° tipo (stimolo - reazione - premio)

Condizionamento strumentale o Operante - Riflessi condizionati di 2° tipo (apprendimento per prova di errori)

LATENTE
INTUITIVO
CASUALE
DISSUASIONE
TRASFERIBILITÀ

Imprinting

Periodo sensibile per l’apprendimento sociale nei cani
All’inizio degli anni Settanta, proprio nel periodo il quale gli etologi Bateson e Immelmann proponevano importanti osservazioni sui vari fenomeni di apprendimento simili all’imprinting, gli americani Scott e Fuller pubblicavano un importante studio di psicologia canina nel quale veniva dedicato ampio spazio ad un interessante fenomeno di apprendimento precoce strettamente collegato alla maturazione della socialità. Secondo gli etologi Scott e Fuller, i comportamenti sociali dei cani adulti, sia nei confronti di individui appartenenti alla specie sia di non conspecifici, vengono profondamente influenzati dalle esperienze accumulate durante un limitato lasso di tempo che si situerebbe all’incirca tra la terza e l’ottava settimana di vita del cucciolo.

Assuefazione

Un primo tipo di apprendimento consiste nell’assuefazione. É la forma più facile di apprendimento: essa non comporta nuove risposte ad uno stimolo, ma piuttosto la perdita di quelle acquisite.
A dimostrazione di questa teoria, si può prendere ad esempio una lumaca che appoggiata su una lastra di vetro. Deponiamo una lumaca su una lastra di vetro mentre cammina diamo un colpettino sul vetro, la lumaca si ritrarrà nel guscio e ne riuscirà per camminare solo dopo un certo periodo di tempo. Ripetendo il tutto la lumaca si ritrarrà nuovamente e riprenderà il cammino in un tempo nettamente inferiore. Man mano che ripeteremo l’esperimento, la lumaca riprenderà il movimento sempre più velocemente, sino a quando non rientrerà più nel guscio, perché si sarà assuefatta al colpo sul vetro.

Sensibilizzazione

Diametralmente opposta è la sensibilizzazione: la ripetizione di una stimolazione provoca un aumento di ''attivazione" dell'individuo, o un aumento nella frequenza delle risposte.
È innegabile il valore adattativo di questi due tipi d'apprendimenti. L'incontro con un predatore comporterà una sensibilizzazione dopo una sola presentazione, anche senza la necessità di essere sottoposti a procedimenti di rinforzo/punizione. Viceversa "l'interesse" per stimolazioni irrilevanti deve necessariamente diminuire. Ad esempio i "vari rumori" o segnali di preavviso preannuncianti l'avvicinamento di un predatore o la presenza di "possibile cibo", diventano essenziali per la sopravvivenza dell'individuo e quindi necessitano di una sensibilizzazione, viceversa stimoli tipo "rumore delle foglie dovuto al vento" porta ad un'assuefazione.
La sensibilizzazione è un fenomeno direttamente collegato al riflesso d’orientamento pavloviano (almeno per le specie più evolute).

Apprendimento associativo

Un’altra forma di apprendimento un po’ più complessa, e ben distinta dall’imprinting e dall’assuefazione, e il cosiddetto apprendimento associativo che si divide in due sottogruppi:

a) l’apprendimento per riflessi condizionati del I tipo (Pavlov)
STIMOLO - REAZIONE - PREMIO

b) l’apprendimento per riflessi condizionati del II tipo (Konorsky) oppure "apprendimento per prove di errori", definito anche "apprendimento al successo".

Entrambi hanno un ruolo fondamentale nell’ammaestramento di animali e nella formazione di abitudini sia negli uomini sia negli animali.

Il condizionamento classico o pavloviano.

L’apprendimento secondi i riflessi condizionati, o meglio secondo reazioni condizionate(riflessi condizionati di 1° tipo), come dicono gli etologi oggi, può essere definito come un processo per cui un animale è in grado di dare a uno dato stimolo fino a quel momento indifferente, per esempi segnale acustico) una risposta apparente a un altro stimolo, come la secrezione salivare nel cane alla semplice vista del cibo, se entrambi gli stimoli vengono offerti in rapida successione di tempo. Inizialmente uno stimoli X indifferente viene offerto più volte in associazione con lo stimolo chiave di un istinto, quasi in sostituzione di uno stimolo chiave stesso ("stimolo non condizionato" secondo Pavlov) per poi poter scatenare da solo la stessa reazione istintiva. In seguito attraverso l’associazione di un ulteriore stimolo indifferente con il primo "stimolo condizionato" (in sostituzione dello stimolo chiave originariamente offerto e ora mancante), si può formare uno stimolo condizionato di "secondo grado" capace di sostituire come segnale scatenante quello di primo grado.
In sintesi il paradigma pavloviano può essere schematizzato nel seguente modo:

SN (STIMOLO NEUTRO)

SUONO O LUCE SI (STIMOLO INCONDIZIONATO)

CIBO RI (RISPOSTA INCONDIZIONATA)

SALIVAZIONE

SC (STIMOLO CONDIZIONATO)

STIMOLO NEUTRO + STIMOLO INCONDIZIONATO RC (RISPOSTA CONDIZIONA)

SALIVAZIONE

Il condizionamento operante o strumentale

Mentre nell’apprendimento secondo il condizionamento classico viene mutata solo la possibilità di scatenamento degli atti istintivi, l’apprendimento a prova ed errori (riflessi condizionati di II tipo), va un passo oltre: l’atto di apprendimento copre anche l’esecuzione di determinati movimenti o atti volontari, che non hanno originariamente nessuna relazione con gli atti istintivi effettuabili alla fine come "ricompensa" o "punizione".
Un esempio per chiarire: un cane si trova in una gabba nella quale improvvisamente viene accesa per dato tempo una luce. Forse indotto dall’accensione del segnale luminoso a comportarsi in modo irrequieto e curioso e a cercare una via d’uscita, l’animale preme casualmente un tasto istallato sul fondo della gabbia. Così facendo, da un’apertura cade nella gabbia del cibo, che naturalmente viene subito mangiato. L’esperimento è concepito in modo tale che il cibo sia disponibile solo quando l’animale preme il tasto nello stesso momento o subito dopo l’accensione della luce. Attraverso frequenti ripetizioni dell’esperimento, il cane impara alla fine a premere con la zampa il tasto all’apparire del segnale luminoso, un atto che originariamente non ha niente a che vedere con i movimenti legati all’istinto di nutrizione, il cui atto consumatorio ha ora luogo come "ricompensa" sotto forma di possibilità di soddisfare il desiderio di cibo.

Skinner e la Skinner-box

Per meglio comprendere condizionamento operante é importante definire meglio il concetto di rinforzo:
viene indicato come rinforzo positivo un qualsiasi evento che aumenti la probabilità, di emissione della risposta;
punizione un qualsiasi evento che diminuiscono la probabilità di emissione della risposta.
Skinner utilizza per la misura dell'apprendimento la frequenza della risposte e non più il tempo di soluzione del problema.
L'apparato utilizzato da Skinner é la Skinner-box (gabbia di Skinner). Ovviamente vi sono gabbie di differenti dimensioni in quanto sono da adattare alle dimensioni degli animali che sono collocati all'interno. Ad esempio una Skinner-box per ratti é notevolmente più grande di una Skinner-box per topi. In ogni modo il meccanismo di funzionamento é praticamente identico in ogni situazione: l'animale é messo in una gabbia a luce e rumorosità controllate e dentro la gabbia si trova un meccanismo che azionato da luogo ad un rinforzo (cibo o acqua). Generalmente vi é collocata una leva: compito dell'animale é la pressione della leva per ottenere il rinforzo. La somministrazione del rinforzo sarà immediata. L'animale sarà stato in precedenza deprivato di cibo o acqua, altrimenti non sarebbe motivato ad emettere la risposta di pressione.
Si preferisce utilizzare l'acqua piuttosto che il cibo in quanto la deprivazione della prima non é influenzata dalle dimensioni dell'animale. Topi di diversa dimensione tenderanno a nutrirsi con frequenza e quantità diverse mentre il meccanismo della sete é uguale per tutti.
In teoria, la proposta è emersa casualmente da parte dell'animale. C'é da osservare che la risposta di pressione di una leva non fa parte del normale repertorio comportamentale di un topo, e quindi tramite il condizionamento operante é possibile condizionare l'animale ad emettere "risposte nuove".

Lo Shaping o Modellaggio

In una Skinner-box l’animale dovrebbe premere casualmente una leva ma come già precisato in precedenza, il premere la leva non fa parte, del normale repertorio dell'animale, quindi potrebbe, occorrere molto tempo prima che emetta questa risposta.
Esiste un procedimento che permette, di accorciare tempi (fino a 10 minuti per la soluzione del problema) ed é il modellamento della risposta. Questa tecnica consiste nello scomporre il comportamento che si vuole sia emesso in sotto-comportamenti più semplici che si approssimano successivamente al comportamento target. Questa tecnica era conosciuta ed utilizzata dagli ammaestratori di animali molto tempo prima che fosse studiata da Skinner. Il modellaggio é molto utilizzato con bambini handicappati. Ad esempio se si vuole far apprendere a mangiare con il cucchiaio la minestra, si può dare un rinforzo ogni volta che il bambino prende il cucchiaio in mano, dopo che si é formata l'associazione, si può rinforzare solo quando il bambino introduce il cucchiaio nel piatto, successivamente non rinforzare quest'ultimo comportamento, ma soltanto quando riempie il cucchiaio, poi quando lo avvicina alla bocca ed infine quando lo introduce in bocca.
In una Skinner-box, si può far cadere una goccia di acqua quando l’animale volge la testa verso la parete dove é posta la leva, una volta associato il comportamento con il rinforzo, si può rinforzare il comportamento di avvicinamento alla leva, successivamente si rinforza solo quando l'animale é presso la leva, poi quando soleva il corpo, quando solleva le zampe quando solleva una zampa ed infine viene premiata la pressione della leva.

Limiti biologici all'apprendimento

Non tutti i comportamenti sono condizionali, vi sono dei limiti biologici all'apprendimento: per alcune specie é possibile l'emissione di alcune risposte che non possono essere emesse da altre specie di animali. Questo vuoi dire che anche se é pur vero che é possibile condizionare l'animale ad emettere risposte che non facciano parte del suo normale repertorio comportamentale, é tuttavia impossibile condizionare alcune risposte che "non sono geneticamente previste".
Per uno spettacolo fu condizionato un maialino a prendere una moneta inserirla in un salvadanaio. Dopo l'inserimento della moneta riceveva un rinforzo in cibo
Dopo qualche tempo il maialino presentava dei comportamenti "stravaganti": invece di inserire la moneta nel salvadanaio, la strofinava per terra con il muso. In realtà questo é un normale comportamento dell'animale quando ha del cibo a disposizione. Quindi l'associazione moneta-cibo. comportava una generalizzazione delle risposta adatta in presenza del cibo in presenza della m negai che aveva una funzione anticipatoria.

Estinzione e Recupero Spontaneo

Il processo di estinzione è dovuto, come per il condizionamento classico, all'assenza del rinforzo. In questo caso il rinforzo si riferisce al mantenere una risposta comportamentale alla presenza di un determinato stimolo:
Stimolo-Risposta-Rinforzo
Se dopo aver condizionato l'animale a rispondere con una risposta "nuova" in presenza di un determinato stimolo, somministrandogli un rinforzo dopo l'emissione della risposta, "togliamo il rinforzo", la risposta si estinguerà. Anche per questo paradigma, come per il classico, se l'animale verrà posto nella situazione sperimentale di condizionamento emetterà spontaneamente la risposta. Si assisterà, dunque ad un recupero spontaneo della risposta.
Un esempio dell'estinzione del comportamento non seguito più dal rinforzatore lo si può avere nella vita di tutti i giorni. Supponiamo che la mattina andiate ad accendere la macchia e scoprite che questa non parte: cominciate con l'aprire l'aria, controllare che la batteria non sia scarica, controllate le candele, riprovate più volte e questa non parte. Fate una pausa e tentate di riaccenderla con insuccesso. Scendete dalla macchina, state per avviarvi a piedi, ma poi tornate a riprovare (recupero spontaneo), ma non parte. Arrabiati vi dite "basta!", andate via, tornate per un ultimo tentativo che fallisce (altro recupero spontaneo) e poi vi avviate a piedi (estinzione).
Il concetto di estinzione é stato utilizzato in altri contesti oltre a quello sperimentale skinneriano. Nei modelli educativi si è osservato che l'estinzione di un comportamento non adatto nei bambini ha un effetto maggiore della punizione. Supponiamo che un bambino abbia l’abitudine del linguaggio scurrile, la mancanza di rinforzo da parte dei genitori ha un buon effetto (la mancanza del rinforzo potrebbe consistere nel far finta di nulla). Viceversa sgridarlo, se il fine del bambino é quello di attirare l'attenzione potrebbe avere una funzione di rinforzo.
Inoltre in alcuni casi la punizione può creare uno stato di ansia condizionata.
Supponiamo che la madre dica: "Quando arriva tuo padre ti punirà" il bambino, la sera all'arrivo del padre non sarà più in grado di associare l'evento con la punizione, e quindi assocerà la punizione con la presenza del padre. Quando si utilizza come estinzione di un comportamento é molto importante che vi sia una contiguità temporale tra comportamento "da sopprimere" e punizione.

Autoshaping o Comportamento Superstizioso.

In una situazione sperimentale skinneriana, i programmi di erogazione dei rinforzi "condizionano" le strategie di comportamento dell'animale. Supponiamo di avere un ratto in una Skinner-box e di somministrare. ad intervalli regolari, un rinforzatore che tipo di comportamento stiamo rinforzando?
Prima di rispondere alla domanda bisogna aver presente che l'attività in natura più frequente di un ratto é il grooming. Il grooming (toelettatura) consiste nel "leccarsi il pelo". Può essere un comportamento sociale materno e ha come vantaggi oltre quelli "di contatto mammifero", anche quello di assumere, tramite le scaglie di sudore nel pelo, vitamina E.
Quando sarà somministrato il rinforzo l'animale, probabilmente. starà facendo del grooming (toelettatura). Se proseguiamo nella somministrazione dei rinforzatori indipendentemente da un comportamento specifico richiesto all'animale, vedremo come questi avrà automodellato il suo comportamento associando l'attività di grooming e la somministrazione del rinforzatore.
Praticamente avremo un comportamento superstizioso ogni volta che avremo un'associazione casuale tra comportamento emesso e rinforzo. L'autoshapin può apparire all'inizio del condizionamento operante, se l'animale non ha ancora associato un suo comportamento specifico con il rinforzo.

Rinforzo Secondario o Rinforzo Condizionato

In tutti gli esperimeti affrontati finora l’evento ambientale del quale il comportamento é diventato una funzione è stato la somministrazione di cibo o acqua ad animali .deprivati. È abbastanza evidente che un comportamento debba. essere determinato da un evento biologicamente importante. Possiamo dunque distingue due tipi di rinforzi:
rinforzi primari che esercitano il loro effetto sul comportamento per il loro significato biologico; il cibo, l'acqua ed il sesso offrono l'esempio più evidente;
secondari o condizionati esercitano il loro effetto, sul comportamento in virtù delle loro relazione con i rinforzatori primari.
Sono state proposte due teorie che tentano di fornire una spiegazione all'emergere del rinforzo secondario. La prima teoria, sviluppata da Hull (1943) stabilisce il principio generale secondo cui ogni stimolo che si produce una stretta contiguità temporale diventerà esso stesso un rinforzatore. La teoria alternativa é stata proposta da Skinner (1938) che ha ipotizzato che solo gli stimoli discriminanti diventano rinforzatori condizionati. Uno stimolo discriminativo é qualcosa nell'ambiente che "avverte" che una risposta operante sarà seguita da un rinforzo. Un esempio é costituito dal rumore prodotto dal funzionamento di un distributore di cibo (dopo la pressione di una leva) offre al ratto l'occasione di avvicinarsi di avvicinarsi alla mangiatoia per mangiare il cibo che vi è caduto. La pressione sulla leva e perciò mantenuta da un rintorzatore secondario, che é in realtà lo stimolo discriminativo. Per quest'ultima teoria il rinforzo secondario, é mantenuto dalla presenza del rinforzo primario.

Condizionamento di evitamento

Si indica con il termine di rinforzo quell'evento che aumenta la probabilità di emissione di una risposta. Possiamo distinguere due tipi di rinforzi:
rinforzi positivi (cibo, acqua ecc.);
rinforzi negativi (uno shock elettrico).
La presenza di un rinforzatore negativo (come ad esempio uno shock elettrico) spinge l'animale ad emettere una risposta che lo porti ad evitarlo. I comportamenti rinforzati negativamente, ovvero quei comportamenti che sono in grado di far evitare uno stimolo nocivo all'animale (o spiacevole genericamente), sono più resistenti all'estinzione.
L'apparato sperimentale utilizzato per studiare il comportamento di evitamento é la shuttle-box. È una gabbia con pavimento a griglia diviso in due settori o scompartimenti (emigabbie) collegati da un passaggio. La griglia del pavimento é connessa ad un generatore di shock elettrici, in tal modo si può somministrare uno shock all'animale e farlo saltare nell'emigabbia non elettrificata, facendo precedere lo shock dall'accensione di una luce o dal suono di un campanello, si può arrivare ad ottenere che l'animale salti nell'altra emigabbia all'accendersi della luce evitandolo shock elettrico. Mentre nel condizionamento con rinforzi positivi l'animale "verifica" il non rinforzo, nell'evitamento l'animale tende "a non verificare" il rinforzo negativo: non attende mai la scarica elettrica e quindi non può verificare se questa segua o no il segnale discriminativo.

Apprendimento Latente

È quel tipo di associazione fra stimoli senza ricompensa apparente o senza che lo stimolo si esaurisca in una risposta che riduca le pulsioni originarie.
Persino tutto ciò che viene appreso rimane al momento nascosto (latente), proprio per la mancata risposta.
Si deve a Tolman il riconoscere l’importanza di fattori cognitivi nell'apprendimento. Con Tolman viene abbandonata, la vecchia associazione Stimolo - Risposta ma si considererà Stimolo – Organismo - Risposta, dove l'organismo ha un ruolo fondamentale nell'apprendimento: non viene più visto passivo rispetto ma adeguarsi all'ambiente quanto "attivo" egli adisce ambivalente.
Egli propone una situazione sperimentale utilizzando tre gruppi di ratti posti in un labirinto. Il primo gruppo riceveva una ricompensa che era posta alla fine di un braccio del labirinto, il secondo gruppo veniva posto nel labirinto ma non riceveva ricompensa, il terzo gruppo non riceveva ricompensa per 10 giorni ed all'undicesimo giorno veniva posta la ricompensa alla fine di un braccio del labirinto. Osservando la prestazione dei tre gruppi, noteremo che il primo gruppo, apprende lentamente, ma arriva alla soluzione e nelle ultime prove, utilizza un tempo brevissimo per raggiungere il goal-box dove é posto il cibo, il secondo gruppo presenta una prestazione costantemente bassa, il terzo gruppo si comporta in maniera sorprendente: fino al 10 giorno presentano una prestazione abbastanza simile al secondo gruppo improvvisamente all'undicesimo giorno il numero d’errori si riducono sensibilmente al punto di raggiungere le prestazioni del primo gruppo
In questo caso Tolman parla d’apprendimento latente. I giorni nei quali gli animali avevano girato senza ricevere alcun rinforzo, erano serviti nel costruirsi una mappa mentale del labirinto stesso. Ricevendo il rinforzo dall’undicesimo in avanti, essi utilizzavano questa mappa cognitiva per percorrere velocemente e senza errori il labirinto.

Apprendimento intuitivo o per Insight

É la forma di apprendimento più sofisticata che si conosca e difficilmente da vedere e da dimostrare con esempi, ma certamente a tutti noi è accaduto che la soluzione di un problema ci si presenti di botto come una specie di improvvisa illuminazione. Quando il tempo di soluzione del problema è molto breve non si può escludere che il cane "ragioni" pensando di effettuare mentalmente delle prove ed escludendo tutto le soluzioni che lo porterebbero ad un errore.
I primi esperimenti sull'insight sono da far risalire Kolher nel (1925). Per i suoi esperimenti utilizzava scimpanzé. Secondo Koelher gli animali "superiori" non apprendono esclusivamente per prove ed errori alcune risposte di soluzione del problema appaiono improvvisamente come un’illuminazione.
I tipi di apprendimento, che abbiamo preso in esame, cioè quello per tentativi e quello per imitazione, furono soprattutto il frutto delle ricerche dei teorici comportamentali. Studi che, però, furono messi in dubbio dagli psicologi della Gestalt in quanto, secondo questi studiosi, non spiegavano in modo esauriente un processo complesso come quello dell'apprendimento. Essi criticarono severamente gli studi di Pavlov o di Thorndike, in quanto nei loro esperimenti davano ben poche possibilità all'animale di mettere in evidenza comportamenti più creativi o più intuitivi. L'apprendimento osservato nei loro esperimenti era troppo meccanico, un susseguirsi di stimolo - risposte senza che in alcun modo fossero messe in evidenza capacità di ragionamento. Le cose nella realtà, sempre secondo questi studiosi, stavano diversamente.
Cercando di capire come mai certi animali riuscivano a risolvere situazioni problematiche con tale rapidità da escludere l'ipotesi di una soluzione per prove ed errori, individuarono il terzo modo con cui è possibile apprendere: l'apprendimento per insight.

Apprendimento per dissuasione

Fra i diversi modi di apprendere: una forma molto comune in natura e già presente nelle specie animali inferiori è il cosiddetto apprendimento per "dissuasione".
Molti piccoli animali sono esposti a pericoli di ogni sorta. Essi hanno quindi un assetto comportamentale predisposto in modo da rispondere ai molti stimoli con fuga o con reazione di autodifesa (per esempio si fingono morti). Se questi animali non possedessero la capacita di imparare a discriminare dopo innumerevoli esperienze ciò che è veramente pericoloso da ciò che è innocuo, non farebbero altro che nella vita che fuggire e cercare riparo.
Assuefazione non significa "affaticamento dell’istinto", "adattamento sensoriale", "atrofia d’istinto", "dimenticanza".

Apprendimento casuale

Può essere considerato una variante dell'apprendimento per prove ed errori (detto anche apprendimento per tentativi). Mentre nel primo caso la soluzione è cercata con volontà e con decine di tentativi, questo tipo di apprendimento avviene, come ci dice la stessa terminologia, per un caso fortuito. Tutta la storia dell'umanità è fatta di scoperte casuali. Un giorno una scimmia sbattendo l'una contro l'altra due noci di cocco, ne provocò la rottura, ecco imparato il modo per aprire le noci di cocco.
Questo tipo di apprendimento è favorito dal comportamento di esplorazione e dalla curiosità. RECUPERO SPONTANEO. Come hanno dimostrato numerosi esperimenti è molto più facile ripristinare un comportamento estinto, che crearne uno del tutto nuovo. Questo perché ce ne resta il ricordo ed è sufficiente rinforzarlo alcune volte per ripristinarlo. Ad esempio, è più facile fare imparare a riportare indietro il bastone, che noi lanciamo, ad un cane che in passato aveva ricevuto istruzioni in merito, che farlo imparare ad un cane che non l’ha mai fatto.

Trasferibilità

Fra le loro numerose particolarità, vi è anche la cosiddetta trasferibilità:
un ratto che abbia imparato ad attraversare un labirinto sa superarlo anche nuotando, senza dover apprendere il nuovo compito. Un gatto, che per raggiungere il cibo viene addestrato ad aprire il coperchio di una determinata cassetta su cui si trova un determinato triangolo è di dimensioni di quello utilizzato nell’addestramento o è capovolto in modo da far apparire sulla retina un’immagine reale completamente diversa. La percezione è quindi "strutturata".
Grazie agli atti di apprendimento, l’effetto di un meccanismo scatenante innato può essere notevolmente modificato nel suo risultato finale: a volte può essere addirittura sostituito da un meccanismo scatenante acquisito. Ma, soprattutto nei mammiferi, possono coesistere entrambi.