Bulldog: Mrs. and Mr. Thorpe, maybe the Best Bulldog Breeders of Ever BULLDOG I nipoti di Bulldog Tuffnuts Snow Angel BULLDOG Bulldog Tuffnuts Striker BULLDOG Robin Hood BULLDOG Bulldog inglese, anno 1996, Mister Les Thorpe, il Presidente del British Bulldog Club, Allevamento Tuffnuts, con il campione Bulldog Tuffnuts Striker, il nonno di Bulldog Snow Angel Striker BULLDOG Bulldog Lord Byron e Bulldog Tully BULLDOG English BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogEnglish BulldogBulldog Tully e Bulldog Robin HoodThe Original Pure Breed Bulldog Tuffnuts Bulldog Pure Breed, Head Bulldog Pure Breed, Mouth bulldog purebred with closed eyes bulldog purebred tuffnuts:side headbulldog purebred: front bulldog purebred: in the car bulldog purebred: window filter bulldog purebred:side viewbulldog front view bulldog hungrybulldog head front view bulldog head right sideThe bulldog head,right sidebulldog puppiesbulldog puppy headbulldog pure breed tuffnuts snow angel tuffnutsbulldog:the original pure breed bulldogs the original purebred bulldog tuffnuts, tuffnuts ocobo bloodline, daughter of tuffnuts snow angel snow angel with tuffnuts snow angel striker Bulldog Tuffnuts Snow Angel, breeded by Mrs. and Mr. Thorpe, owner allevamento Tuffnuts Snow Angel, the grandmother of Tuffnuts Snow Angel Tuffnuts Bulldog Ch. Ocobo Pearly Boy, breeded by Mr. Davis, owner allevamento Villa Eden,the grandfather of Tuffnuts Snow Angel Tuffnutsbulldog winston, tuffnuts-ocobo, walking lovelybulldog winston moves very wellIl leggendario Mr. Les Thorpe, Presidente e Segretario del British Bulldog Club, fondato nel 1892, con Mrs. Brenda Price e Mrs.Carole Newman, giudicando.Allevatore Inglese del 1910 con il Bulldog Inglese Originale e con il Bulldog Inglese modernoMr. Michele Abbondandolo

THE ORIGINAL BULLDOG CLUB - Non-for-Profit Organization

Cuccioli Bulldog: Cucciolate, Cani, Cane, Animali Domestici, Razza, Razze Canine, Bulldog Inglese, No Vendita, No Acquisto, Selezione, Allevamento

CHERRY EYE -PROLASSO DELLA GHIANDOLA DI HARDER- PROLASSO DELLA GHIANDOLA DELLA TERZA PALPEBRA-PROLASSO DELLA GHIANDOLA NITTITANTE.

I cani possiedono due ghiandole lacrimali, diversamente dalle persone che ne possiedono solo una.La ghiandola lacrimale orbitale produce circa il 60% delle lacrime dell'occhio mentre la ghiandola della terza palpebra(ghiandola di Harder o Nittitante) ne produce circa il 40% . L'ipertrofia consiste in un anomalo sviluppo delle ghiandole di Harder fino alla degenerazione della protrusione mono o bilaterale delle stesse: la terza palpebra non riesce pi? a contenerle, e questo induce un processo infiammatorio anche acuto.La Ghiandola Di Harder viene trattenuta all'interno da un piccolo legamento che, nei cani a pelle lassa, a volte si spezza lasciando fuoriuscire la ghiandola. Con gli agenti esterni questa si infiamma, gonfiandosi. Diagnosi Se succedesse al vostro bulldog, ve ne accorgerete semplicemente perch? vedrete una "pallina" rossa uscire dall'angolo interno dell'occhio. E' molto facile, dato il particolare aspetto assunto dall'occhio. Terapia E' possibile trattare le parti con collirii antinfiammatori, e se si nota anche produzione di muco ? bene usare un collirio o una pomata antibiotica. Si possono usare compresse di garza calde appoggiate sull'angolo dell'occhio per poi effettuare un leggero massaggio con il dito indice sulla ghiandola con movimento rotatorio.Ridotta la dimensione della ghiandola infiammata possiamo procedere alla sua riposizione manualmente.Esistono diversi metodi, io personalmente,indossati i guanti sterili,inserisco il dito indice sotto il palato, poi, mentre con questo apro la bocca del bulldog con il pollice esercito una leggera pressione,diretta verso l'angolo interno dell'occhio, sulla palpebra(l'occhio ? chiuso),all'altezza della ghiandola infiammata(facendo attenzione a non toccarla direttamenta con il dito).La ghiandola scivoler? istantaneamente al suo posto. Se non si ottengono sostanziale miglioramenti entro una settimana non resta che l'intervento chirurgico, che pu? essere conservativo o demolitivo. Il primo caso ? sempre preferibile nei cani giovani, perch? la mancanza di un'importante ghiandola lacrimale potrebbe portare col tempo a una cheratocongiuntivite secca. L'intervento si effettua col il cane sedato, realizzando un rete di filo che "imbraga" la ghiandola: con la cicatrizzazione dovrebbero formarsi aderenze fibrotiche che inglobano la ghiandola stessa. In caso di recidiva si pu? optare per un secondo intervento conservativo con una sutura che ancora la ghiandola al periosteo orbitale basso. Se gli interventi conservativi non portano ai risultati sperati si dovr? optare per l'asportazione delle ghiandole, che per? obbligheranno il proprietario a sopperire alla mancata lacrimazione con l'uso di lacrime artificiali da usare quotidianamente. Purtroppo anche queste, col tempo, possono produrre processi infiammatori. Normalmente dopo l'intervento chirurgico la possibilit? che il prolasso della ghiandola di Harder sia un problema definitivamente risolto ?, circa, del 95%.Putroppo nei Bulldog e nei Mastiff questa percentuale ? inferiore. Si sospetta la sua ereditariet? dato che accade con maggiore frequenza in alcune razze come l'American Cocker Spaniel, il Lhasa Apso e il Bulldog Inglese.Pu? occorrere in uno o in entrambi gli occhi,anche se possono passare settimane o mesi tra un occhio e l'altro.

ENTROPION

E' il ripiegamento del margine della palpebra verso la cornea. Nel cane questa patologia ? il pi? delle volte congenita ed ereditaria, soprattutto se compare nel cucciolo entro i sei mesi di et?. L'entropion pu? essere anche la conseguenza di traumi, congiuntiviti, corpi estranei e lesioni che provocano dolore e spasmo dei muscoli palpebrali (entropion temporaneo). Poich? il rovesciamento della palpebra provoca lo sfregamento delle ciglia sulla congiuntiva e sulla cornea, la continua irritazione causa dolore e fastidio e lo spasmo palpebrale si aggrava instaurando un circolo vizioso. Sintomatologia Nei casi pi? gravi il cane presenta un evidente lacrimazione, si gratta con la zampa o strofina l'occhio sul terreno o sui tappeti. A causa del dolore, l'occhio viene tenuto semichiuso ed ? presente un ammiccamento continuo. Se l'entropion non viene curato si possono verificare gravi lesioni corneali. Diagnosi La diagnosi ? facile a causa dell'evidente rovesciamento del margine palpebrale. Terapia E' importante verificare se si tratta di un entropion congenito o acquisito. Verranno quindi effettuate medicazioni locali periodiche a base di antibiotici precedute da un'accurata pulizia dell'occhio con blande soluzioni disinfettanti oftalmiche. Se l'entropion ? causato dal dolore e dalla congiuntivite, man mano che il dolore e il fastidio scompaiono, la palpebra ritorna nella sua posizione naturale. Se ci? non avviene ? probabile che si tratti di una malformazione congenita. L'entropion congenito, poich? ? causato da una difettosa conformazione della palpebra, deve essere corretto chirurgicamente. In un cucciolo, se l'entropion non ? grave da compromettere l'integrit? della cornea, conviene aspettare il completo accrescimento. Prima di procedere all'intervento, devono essere ovviamente curate le eventuali congiuntiviti e la cheratite conseguenti allo sfregamento. Le tecniche chirurgiche sono numerose e variano in base alla gravit? e alla localizzazione dell'entropion.

ECTROPION

E' il rovesciamento verso l'esterno della palpebra inferiore, con esposizione della congiuntiva palpebrale all'azione irritante dell'aria e degli agenti esterni. Pu? essere congenito, ma anche acquisito per rilassamento senile del muscolo orbicolare, per paralisi traumatiche o neurogene, per fenomeni cicatriziali. Sintomatologia I sintomi sono caratterizzati dall'arrossamento della congiuntiva accompagnato da una continua e fastidiosa lacrimazione (epifora) a cui fa spesso seguito un'infezione batterica secondaria (congiuntivite cronica). Terapia Per diminuire la superficie congiuntivale esposta agli agenti irritanti esterni, l'unica terapia risolutiva ? quella chirurgica. Si tratta in pratica di un piccolo intervento di chirurgia plastica che consiste nell'asportazione di un frammento di cute e congiuntiva. Nel caso non si voglia, o non si possa, procedere all'intervento chirurgico, l'occhio deve essere tenuto giornalmente pulito e disinfettato con colliri o impacchi rinfrescanti per ridurre i rischi di infezioni. Nelle forme neurogene deve essere curata la causa primitiva

DISTICHIASI e CIGLIA ECTOPICHE

Sulle palpebre dei cani possono crescere ciglia anormali.Si chiama distichia quando le ciglia anormali sono sul margine della palpebre,mentre si chiamano ciglia ectopiche quando queste crescono sulla superficie interna della palpebra.La distichia da spesso fastidi ,mentre le ciglia ectopiche sono molto dolorose e spesso causano l'ulcera corneale.I cani con la distichiasi possono mostrare o non mostrare problemi,? utile l'utilizzo di lacrime artificiali, mentre i cani con le ciglia ectopiche sono sempre a disagio.La distichiasi ? un problema per diverse razze,mentre entrambe le patologie si riscontrano pi? spesso nella razza Shih-tzu.Possono essere entrambe trattate chirurgicamente in anestesia totale.

Alimentazione Cuccioli Bulldog Inglese Orfani

 

Le cagne Bulldog Inglese forniscono ai loro cuccioli il calore, gli stimoli per le funzioni emuntorie e circolatorie, il nutrimento, le attenzioni materne e la sicurezza. Orfano ? quel cucciolo che non ha accesso al latte e alle cure materne. Diverse possono essere le situazioni per cui un cucciolo Bulldog Inglese diviene orfano (es. perdita della madre al parto, non riconoscimento da parte di questa della prole, quantit? e qualit? di latte prodotta insufficiente), tuttavia ? necessario cercare di colmare questo vuoto. I Bulldog Inglese orfani devono essere tenuti in un ambiente caldo e pulito. L?alimentazione migliore per il cucciolo Bulldog Inglese ? quella fornita dalla madre, ma mancando questa la soluzione pi? vantaggiosa ? quella di trovare una balia Bulldog Inglese, ma non ? sempre possibile. Possibile alternativa ? quella di nutrire i cuccioli Bulldog Inglese orfani con un sostitutivo del latte di buona formulazione. Il latte scelto deve avere una composizione pi? vicina possibile al latte materno. In commercio ci sono diversi tipi di latte artificiale, la maggior parte dei quali ? latte vaccino modificato. Il latte del Bulldog Inglese fornisce un?elevata percentuale di calorie come lipidi, una piccola percentuale di lattosio e una percentuale intermedia di proteine. Il latte di mucca ha un contenuto calorico elevato per la componente lattosio e una quota inferiore come proteine e lipidi. Il latta vaccino come tale ha un contenuto troppo basso di energia, proteine, lipidi, calcio e fosforo per l?alimentazione di cuccioli di cane e gatto. La qualit? proteica e lipidica possono essere migliorate con l?aggiunta di tuorlo d?uovo, panna o altri alimenti ricchi di queste componenti. Tuttavia nulla pu? sostituire il latte materno!!! L?apporto di calorie e di liquidi deve essere corretto perch? i cuccioli Bulldog Inglese possano consumare una quantit? di latte artificiale sufficiente per le proprie esigenze e nello stesso tempo assumere un volume di liquidi adeguato. Durante le prime settimane di vita il volume gastrico rappresenta un limite importante all?assunzione alimentare del neonato. La maggior parte dei cuccioli di Bulldog Inglese pu? mangiare solo 10-20 ml di latte per pasto. La quota alimentare che i cuccioli Bulldog Inglese devono ricevere ? bene suddividerla in 10-12 pasti, che verranno somministrati ad intervalli regolari. Il latte artificiale andrebbe preparato fresco ogni riscaldato a 37.8?C prima di essere somministrato. Nel corso dei primi 2-3 pasti, la quantit? di alimento somministrata ai cuccioli Bulldog Inglese dovrebbe essere lievemente ridotta per consentire un graduale adattamento al latte artificiale. Se infatti i cuccioli Bulldog Inglese sono ipernutriti durante i primi giorni possono andare incontro a una diarrea, che pu? portare a una grave disidratazione e predisposizione a infezioni fatali. Dopo ogni pasto e diverse volte al giorno la zona anale e genitale dei neonati deve essere massaggiata delicatamente con un panno umido, azione che simula il leccamento materno e stimala la minzione e la defecazione. Il peso dei cuccioli Bulldog Inglese deve essere registrato regolarmente. Quando i cuccioli Bulldog Inglese hanno 3-4 settimane di et? si pu? preparare una pappa a base di latte artificiale e di cibo secco. Entro 6-7 settimane di et?, i cuccioli Bulldog Inglese dovrebbero consumare gli alimenti secchi commerciali.

Bulldog Inglese: Tully

Bulldog Inglese: Tully

 

Bulldog Tully, rasentando la perfezione

Bulldog Tully durante la passeggiataBulldog Tully, studio laterale del Bulldog Inglese Originale

BULLDOG INGLESE

Errori Alimentari

 

Il Cane appartiene all?ordine Carnivora, ma in realt? il cane ? onnivoro. Questa caratteristica si rispecchia negli aspetti anatomici e metabolici cos? come nelle abitudini alimentari. Il cane, essendo un animale che viveva e vive in gruppo, mantiene l?abitudine, in relazione al comportamento competitivo per l?alimento, di divorare rapidamente tutto. Si possono instaurare regimi alimentari diversi in relazione da una parte alle esigenze del cane, dall?altra a quelle del proprietario. Molto spesso oggi i nostri amici vengono considerati ?animali familiari?, veri e propri componenti del nucleo familiare con la conseguente e deleteria umanizzazione. Questo aspetto infatti si ripercuote soprattutto sull?alimentazione. Le abitudini alimentari intese come tipologie dietetiche, sono assai diversificate: ci sono cani che vengono nutriti con alimenti commerciali (secchi / umidi, a seconda delle preferenze); ci sono poi soggetti che hanno un?alimentazione mista (alimenti commerciali + diete casalinghe) e purtroppo rimangono ancora proprietari che alimentano i loro animali con gli avanzi della tavola. Il regime dietetico di ogni animale nelle sue fasi della vita deve essere proposto dal veterinario, consapevole delle differenti necessit?, sia in caso di buona salute che di malattia. Altro aspetto da non sottovalutare ? la frequenza dei pasti. Cani adulti in condizioni di mantenimento e con buon appetito possono richiedere un solo pasto giornaliero per soddisfare i fabbisogni. I vantaggi della somministrazione di un singolo pasto giornaliero sono:

fornire una quantit? di alimento tale da soddisfare l?appetito;

ridurre il rischio di fornire quantit? eccessive di alimento che possano predisporre all?obesit?;

maggiore praticit?.

Questa pratica non ? per? scevra di controindicazioni:

un pasto unico in cani di grossa mole e particolarmente voraci pu? essere un fattore di rischio per l?insorgenza della torsione dello stomaco;

la voracit? del cane pu? essere causa predisponente per un rigurgito immediato del pasto;

il pasto unico pu? consentire un notevole rialzo dell?acidit? gastrica nel periodo precedente la somministrazione. La mucosa gastrica rimane per lunghi periodi a contatto con cospicui quantitativi di acido cloridrico, condizione favorevole per comparsa di ulcere gastriche. Inoltre il digiuno prolungato fino alle 24 ore pu? causare il vomito;

nel cane un?unica somministrazione di cibo nell?arco dell?intera giornata pu? portare ad un sovraccarico dell?apparato digerente con conseguenti gravi problemi. Generalmente ? meglio evitare di somministrare il pasto troppo tardi alla sera, poich? i cani necessitano di defecare ed urinare entro poche ore dall?assunzione del pasto. E? importante non variare le abitudini di assunzione della razione al fine di evitare inutili stress. Per soggetti molto anziani e / o con scarso appetito, oltre che per i cuccioli in crescita, ? invece utile distribuire la razioni in pi? pasti giornalieri. Questa pu? essere una pratica impegnativa per il padrone, ma risulta sicuramente pi? utile al cane. Infatti in questo modo il fabbisogno energetico viene distribuito omogeneamente nell?arco della giornata, senza creare gravi squilibri ai diversi metabolismi.

Buone abitudini

Offrire una dieta completa e bilanciata suddivisa in almeno 2 razioni.

Somministrare i cibi a orari consueti.

Evitare la somministrazione di cibi freddi da frigo o caldi, appena tolti dai fornelli.

Alimenti limite

Latte

Spesso i proprietari considerano il latte un valido sostitutivo dell?acqua. Il latte vaccino non pu? essere considerato un succedaneo del latte materno (la composizione chimica del latte bovino ? completamente diversa da quella del latte di cagna e di gatta) e neppure un cibo completo e bilanciato da offrire ad un soggetto adulto. Il latte ? ricco di uno zucchero, il lattosio, il cui enzima per la digestione non ? normalmente presente nel tratto gastroenterico dei carnivori. La somministrazione di grossi quantitativi nei nostri animali pu? indurre la comparsa di diarrea, per l?azione osmotica esercitata da questo zucchero.

Uova di gallina crude La somministrazione di uova crude come fonte di vitamine ? una prassi erronea. L?albume crudo, infatti, contiene un principio denominato avidina, che non consente il normale assorbimento della biotina, determinando in questo modo l?insorgenza di una carenza di questo principio. La cottura delle uova inattiva questo enzima.

Pesce e carne cruda La carne cruda ? fra gli alimenti preferiti sia dal cane che dal gatto. La sua somministrazione pu? determinare la comparsa di endoparassitosi in entrambe le specie. La somministrazione sconsiderata pu? poi influire sul metabolismo proteico, determinando un notevole catabolismo. La somministrazione di carne cruda di pesce pu? inoltre essere causa di carenza di tiamina.

Fegato crudo Il fegato crudo pu? essere considerato una leccornia sia da parte del cane che del gatto. La somministrazione di elevati quantitativi di questo alimento pu? comportare per la sua composizione un?ipervitaminosi A.

Ossa di pollo e di coniglio, costolette di maiale

Queste ossa non devono mai essere date ai nostri cani, in quanto vuoi per le piccole dimensioni, vuoi per la ridotta consistenza, possono infatti facilmente rompersi in segmenti ossei acuminati e taglienti, possono incastrarsi o ledere le pareti dell?apparato gastroenterico.

Avanzi di cucina Pensare di somministrare una dieta, realizzata con gli avanzi di cucina ? uno dei pi? gravi errori che si possano effettuare nell?alimentazione dei nostri animali. Gli avanzi di cucina presentano una grande appetibilit?, ma non sono alimenti completi e bilanciati in grado di soddisfare le necessit? dei riceventi.

Il cane pu? ricevere gradimento dall?azione proprio per l?interazione con il padrone, pi? che dal boccone stesso.

DOLCI, SUGHI, INTINGOLI, FORMAGGI STAGIONATI dovrebbero essere banditi dalla ciotola dei nostri amici a quattro zampe.

Alimenti pericolosi

Cioccolato

Il cioccolato contiene una particolare metilxantina, la teobromina, che pu? risultare tossica per il cane. Questo composto appartenente alla famiglia chimica che annovera nella sua compagine sostanze come la caffeina, la teofillina ? particolarmente appetito dal cane ma per questa specie risulta tossico, poich? il tempo di metabolizzazione ? estremamente lungo. La dose tossica ? pari a 90-100 mg/kg.

Cipolle e aglio

Cipolle e aglio possono essere ingeriti dal cane per il loro aroma, ma il loro effetto sul metabolismo ? negativo. Le cipolle infatti contengono un composto, un disolfuro di n-propile che agisce a livello di globuli rossi circolanti. Negli eritrociti si vengono cos? a formare i Corpi di Heinz, con conseguente debolezza e rottura della membrana cellulare. Si instaura un?anemia emolitica, che pu? risultare fatale in alcuni casi. I segni della tossicit? compaiono dopo 1-4 giorni dall?ingestione delle cipolle; vomito, diarrea e urine di colore scuro sono i principali segni clinici.

Omogeneizzati per bambini

La somministrazione di prodotti per l?infanzia a cani malati non favorisce la risoluzione dei loro problemi di salute, ma li pu? aggravare. Cipolle e polvere di cipolle sono responsabili della formazione di metaemoglobina e di Corpi di Heinz all?interno delle emazie. Spesso negli omogeneizzati ? presente la polvere di cipolla come aromatizzante, la cui minima quota pu? gi? essere responsabile dei danni a livello eritrocitario.

Miti da sfatare

Integrazione

Spesso i proprietari dei nostri animali ritengono che la dieta offerta all?animale sia insufficiente e provvedono quindi a fornire al soggetto un?integrazione arbitraria. Questa pu? risultare assai dannosa qualora la dieta di partenza sia un cibo completo e bilanciato, determinando in questo modo una situazione di sovradosaggio di alcuni nutrienti. Le ripercussioni generali sono diverse in relazione al tipo di integrazione e alla durata di questa.

Cipolle e aglio

Cipolle ed aglio non sono validi antiparassitari. Non ci sono effetti provati che questi ortaggi, possono conferire solamente un cattivo odore all?alito.

Lievito di birra ? tiamina Esisteva il mito favoleggiante che il lievito di birra fosse un valido antiparassitario nei confronti delle pulci e delle zanzare. Tutto questo oggi ? stato smentito da diversi rigorosi studi scientifici, dove ? stata messa in evidenza l?inefficacia del lievito a questo fine. Il lievito di birra non ? un prodotto pericoloso, ma va usato in debite proporzioni.

Parassiti

I parassiti sono organismi che vivono all'interno (endoparassiti) o su (ectoparassiti) un altro organismo vivente (ospite). Il parassita ottiene nutrimento e/o rifugio dal proprio ospite e non contribuisce al benessere di questo; al contrario i parassiti mettono spesso a repentaglio la salute del loro ospite: la loro azione va dalla lieve irritazione alla debilitazione cronica o, addirittura, alla morte. I parassiti degli animali domestici comprendono microparassiti (virus, batteri, protozoi, funghi) e macroparassiti (nematodi, cestodi, distomi [vermi]; insetti ed acari). [Enciclopedia Oxford di Veterinaria - Franco Muzzio editore, Padova 1992] Il parassita e' un organismo che vive a spese di un altro (ospite) danneggiandolo. L'ospite intermedio e' quando ospita una o piu' fasi larvali del parassita. L'ospite definitivo e' quando viene parassitata la fase adulta ed e' in grado di riprodursi sessualmente. Nell'ospite completo puo' avvenire tutto il ciclo del parassita. L'ospite paratenico e' quando un parassita penetrando accidentalmente all'interno di un ospite puo' sopravvivere senza subire sviluppo. Il vettore biologico e' un organismo invertebrato capace di veicolare il parassita e fargli compiere parte del suo ciclo biologico. Il vettore meccanico veicola il parassita senza compiere cicli biologici.

Bulldog Inglese

Displasia dell' Anca

Displasia dell'anca, dal greco dys (anormale) e plassein (formale), ? un'anomalia dello sviluppo dell'articolazione coxo-femorale del cane, patologia multifattoriale oltre che condizionata da fattori genetici, la testa ed il collo del femore con l?acetabolo risultano, singolarmente o nel complesso, pi? o meno deformati. Definita patologia rara nel 1930, oggi affligge la maggior parte delle razze canine. Non ? una malattia congenita, bens? genetica, e ci? significa che un genitore displasico pu? dare figli perfettamente sani o viceversa. I soggetti nascono perfettamente normali (a differenza dell'uomo, dove la malattia viene diagnosticata gi? allo stadio fetale) e, verso i quattro mesi di et?, si pu? individuare una certa lassit? legamentosa. Dai sei ai dieci mesi possono insorgere alcuni sintomi, quali zoppia dopo il lavoro e debolezza sul treno posteriore. Dopo i sei mesi inizia un processo di artrite progressiva, che dura circa fino ai diciotto mesi, sino a stabilizzarsi. In alcuni casi ? proprio dopo l'anno di vita che si notano sintomi di displasia, senza alcuna manifestazione antecedente.Il periodo critico nello sviluppo dell'articolazione coxo-femorale del cane ? dalla nascita sino ai 2 mesi d'et?; il tessuto osseo non si ? ancora completamente formato a partire dal midollo cartilagineo, muscoli e nervi non sono ancora completamente sviluppati ed i tessuti molli dell'anca, ancora plastici, possono essere oltremodo sollecitati. Ne deriva un'instabilit? articolare con perdita della congruit? fra acetabolo e testa del femore, sublussazione della testa del femore, erosione della cartilagine articolare, ispessimento della sinoviale, comparsa di formazione esofitiche, rimodellamento osseo ed artrosi nelle fasi pi? avanzate della displasia dell'anca. La perdita di coesione della cartilagine con la superficie articolare pu? avvenire gi? dai 60 giorni d'et?; la lassit? articolare conduce ad una dislocazione cranio-dorsale della testa femorale con un conseguente maggior carico sulla porzione mediale della testa e sul margine cranio- mediale dell'acetabolo. Questa pressione anormale, in un cucciolo di 1-2 mesi e gi? pesante, determina un ritardo nello sviluppo normale dell'acetabolo, con arrotondamento dei margini. Le superfici articolari vanno incontro a sclerosi nel tentativo di stabilizzare l'anca; si verificano inoltre un ispessimento del collo del femore con formazione di osteocondrofiti e di cisti ossee subcondrali. L'insorgenza e la manifestazione della patologia ? estremamente soggettiva. Di frequente si osserva riluttanza del soggetto al movimento a causa della dolenzia dell'anca. La corsa assume la classica andatura da lepre, con ridotta escursione articolare, difficolt? del soggetto a cambiare posizione a terra, a rialzarsi, ed accusa dolore alla manipolazione articolare coxo-femorale. Alcuni soggetti possono manifestare variazioni inaspettate del carattere, da cani equilibrati, socievoli ed inclini al gioco in soggetti aggressivi e mordaci. Una leggera zoppia pu? degenerare in modo tale da impedire al soggetto la posizione quadrupedale. Con l'avanzare dell'et? aumentano le manifestazioni dei segni clinici. La maggior parte dei cani portatori di displasia, dopo aver portato a termine la prima fase di sviluppo anomalo dell'anca, cammina e corre senza difficolt? e senza evidenti segni di dolore fino agli 11-15 mesi d'et?, periodo durante il quale il dolore appare unicamente dopo intensa attivit? e si rendono palesi le alterazioni dell'andatura. Nei cani adulti il dolore ? associato a fenomeni artrosici; si nota tendenza a stare seduto, masse muscolari atrofiche, rigidit? nell'andatura, accorciamento del passo, segni che da intermittenti divengono costanti dopo 3-4 anni.L'artrite altro non ? che la risposta al processo infiammatorio causato dalla lassit? a livello acetabulare. In seguito, possono divenire evidenti segni di reazioni proliferative sulla rima dorsale dell'acetabolo. Il meccanismo specifico, causa della displasia, non ? noto, Come gi? detto precedentemente, figli sani di genitori displasici, e viceversa, sono casi frequenti; pertanto, il controllo di tale patologia ? estremamente frustrante. L'alimentazione non bilanciata pu? forse essere un'aggravante, ma non ne determina certamente l'insorgenza. Cuccioli che crescono troppo, rispetto al loro standard sono pi? predisposti di altri. Carenze minerali e vitaminiche non sono poi da sottovalutare; tuttavia, pare che sia pi? importante controllare l'alimentazione del riproduttore che del figlio, al fine di prevenire tale problema. Gli accertamenti radiografici attualmente rappresentano l'unica metodica diagnostica universalmente accettata per la displasia dell'anca. Le modificazioni radiologiche variano da una sublussazione della testa del femore fino a gravi artropatie degenerative con evidenti alterazioni della conformazione della testa del femore e dell'acetabolo. Non esiste terapia medica o chirurgica che ristabilisca appieno la normale funzionalit? di un'anca displasica. Esistono una serie di misure da adottare in grado di alleviare il dolore nei cani affetti da displasia dell'anca, i quali possono cos? condurre una vita abbastanza normale; evitare il soggiorno in ambienti freddi o umidi, osservare periodi adeguati di riposo alternati ad attivit? giornaliera controllata, controllo del peso corporeo, uso di farmaci antidolorifici ed atti a ridurre l'infiammazione associata all'artrite degenerativa. Le procedure chirurgiche capaci di migliorare la qualit? della vita dei pazienti; tripla osteotomia pelvica, osteotomia di testa e collo del femore, miectomia del muscolo pettineo, osteotomia intertrocanterica, sostituzione completa dell'anca, restituiscono risultati che variano in rapporto all'attivit? del soggetto ed allo stadio dell'artrosi secondaria che si sviluppa nel tempo. Altri trattamenti prevedono la limitazione dell'apporto energico e di calcio nella dieta per garantire uno sviluppo pi? lento dello scheletro che proceda di pari passo con lo sviluppo muscolare. Tale patologia articolare riconosce sia cause multifattoriali, genetiche che ambientali; vale a dire alimentazione , stress fisici, metodi di allevamento ecc. Alcune razze canine sono maggiormente predisposte di altre ad essere colpite dalla displasia dell?anca. Nella razza Bulldog Inglese, accurati studi clinici hanno stabilito che in questa razza ? comune ritrovare una displasia medio-grave delle anche senza che ci? comprometta la normale vita del soggetto. Risulta importante che la diagnosi di displasia sia effettuata fra l?ottavo e il nono mese di vita del cucciolo, anche se una diagnosi definitiva non pu? essere fatta prima dei dodici mesi. La diagnosi precoce ci permette infatti di intervenire tempestivamente attraverso terapia medica e ambientale, in grado di migliorare e/o risolvere le alterazioni articolari e quindi impedire la formazione di successiva artrosi. La diagnosi viene effettuata tramite una accurata visita ortopedica e una indagine radiografica della articolazione dell'anca

Bulldog:

Malattie Cani

affezioni oculari

-congiuntivite (infiammazione della congiuntiva di tipo allergico o generale9

-cheratite (infiammazione della cornea)

-entropion (ripiegamento di una palpebra verso l?occhio, con conseguente infiammazione della cornea)

-ectropion (ripiegamento di una palpebra verso l?esterno, con conseguente congiuntivite, dato il diretto contatto della congiuntiva con l?aria)

-cheratite (infiammazione della cornea) infezioni delle orecchie

-otite

-rogna auricolare affezioni delle gengive e dei denti -carie dentaria (con conseguente pulpite e distruzione della corona)

-ascesso

-piorrea (infezione generalizzata della bocca) affezioni della pelle

-seborrea (eccesso di sebo sulla pelle con conseguente desquamazione della pelle)

-dermatite seborroica (macchie nerastre e senza pelo sulla pelle)

-allergie (sia respiratorie, sia alimentari)

-piodermite delle pieghe (soprattutto per i cani con muso schiacciato, con pieghe non ben aerate, che di conseguenza raccolgono tutte le impurit?)

Ogni Bulldog Inglese ? una vittima potenziale del colpo di calore, il sistema respiratorio mette il bulldog a forte rischio in questa grave patologia.Vie aeree pi? corte significa minore possibilit? di raffreddare l'aria che il bulldog introduce nel proprio corpo. I bulldog inglese non traspirano. Solo il 2% (le zampe) del loro corpo ? coperto da ghiandole sudoripare.Il loro solo mezzo di ridurre l'accumulo di calore nel corpo ? di ansimare. Tutti i possessori di un bulldog devono sapere che molte volte il caldo,la privazione di acqua, l'eccessiva umidit?,,la mancanza di acclimatamento, l'esercizio,l'obesit? e i problemi cardiovascolari possono essere fatali per il bulldog.

SINTOMI DEL COLPO DI CALORE NEL BULLDOG

Il bulldog inizia ad ansimare con affanno Il ritmo cardiaco ? accelerato Il bulldog inizia a "ruggire"-Il suono ? simile al respiro di un grave asmatico Inizia ad apparire stanco e stressato La lingua del Bulldog ? floscia e molto arrossata La pelle all'interno dell'orecchio del bulldog diventa rossa Le membrane mucose del Bulldog sono congeste e rosse La temperatura del corpo del bulldog aumenta(temperatura normale 38.6),superando i 41?C Ipersalivazione Potrebbe esserci diarrea o vomito Il bulldog ? sotto shock le membrane mucose e le labbra del bulldog diventano grigie Le vie aeree si gonfiano e la gola si riempie di schiuma o bava bianca Il bulldog diventa rapidamente esausto Potrebbe morire

COME PREVENIRE IL COLPO DI CALORE

Fare molta attenzione nelle giornate caldo-umide con poca ventilazione. Fare moltissima attenzione al trasporto in automobile da aprile a settembre Mai lasciare il bulldog chiuso in macchina anche se il caldo ? leggero. Ricordate che la temperatura all'interno di una macchina chiusa esposta all'azione diretta del sole pu? superare i 49?C in meno di 20 minuti anche quando la temperatura esterna ? di soli 24?C. Non permettere al bulldog la permanenza sotto i raggi diretti del sole. Controllare quando gioca e determinare quando ? ora di fermarlo Limitare la esposizione a una temperatura considerata leggermente calda Considerare la prossimit? del bulldog al suolo surriscaldato soprattutto se ? asfalto o cemento Non permettere al bulldog di permanere all'aperto durante le giornate assolate Quando fa caldo non eseguire esercizi o lunghe passeggiate e tenere il bulldog in casa durante la parte centrale della giornata Avere sempre a disposizione acqua fresca in abbondanza per dissetarlo e se necessario per bagnarlo Utilizzare in casa condizionatori di aria e ventilatori. Se non c'? il condizionatore di aria in un giorno caldo possiamo riempire una vasca per 1/3 di acqua e lasciamo che il bulldog si riposi in essa oppure stendiamo il bulldog su una borsa di ghiaccio in un pavimento a piastrelle, chiudiamo le tapparelle e le finestre , prendiamo un ventilatore e lo puntiamo su qualche secchio di ghiaccio.

COME COMPORTARSI COL COLPO DI CALORE

Il colpo di calore ? un urgenza,il bulldog va raffreddato il pi? rapidamente possibile e non c'? tempo per aspettare il trattamento veterinario. Interpellare il veterinario telefonicamente. Il bulldog va lasciato sdraiato finch? non ha superato il malessere, Se proprio necessario mettere un asciugamano freddo e bagnato sotto il bulldog per il viaggio.

ABBASSARE LA TEMPERATURA CORPOREA:

sempre assicurati di avere ghiaccio e acqua a disposizione durante la stagione estiva. Versare acqua fresca sul bulldog, applicare il ghiaccio intorno alla testa , sotto la coda intorno al retto, sull'inguine sopra le arterie inguinali e sotto le ascelle.Il ghiaccio ? avvolto in un panno e non a contatto diretto con la pelle. Portarlo in un luogo con l'aria condizionata e posizionarlo di fronte a un ventilatore per aumentare l'evaporazione dell'acqua e la dissipazione del calore,se non ? possibile portarlo all'ombra e ventilare con un giornale Se possibile immergerlo in acqua fresca,non troppo fredda o ghiacciata perch? la vasocostrizione periferica non permetterebbe una buona dissipazione del calore . Se no fare la doccia fredda col bulldog in braccio,facendo moltissima attenzione a che non vada acqua sul muso e quindi davanti alle narici. Strofina un pezzo di ghiaccio sulla sua lingua per 10 secondi,interrompi per 10 secondi, strofina e interrompi etc. Avvolgilo con asciugamani bagnati sostituendoli quando diventano caldi. Massaggiare il bulldog (migliorare la circolazione sanguigna aiuta il raffreddamento). Si pu? spargere dell'alcool sullo stomaco e sulle piante delle zampe per aumentare l'evaporazione. Utile puo essere un clistere di acqua fresca,che deve essere solo di alcuni gradi pi? bassa della temperatura corporea,ed effettuato da persona esperta Somministrare farmaci(iniezione di corticosteroidi per contrastare il collasso cardiocircolatorio e la tumefazione della gola) previo accordo con il veterinario, in mancanza possiamo utilizzare le bombolette spray a base di corticosteroidi degli asmatici. Controllare la temperatura che deve abbassarsi gradualmente,un abbassamento troppo rapido potrebbe avere gravi conseguenze. Per pulire le via aeree spruzza del succo di limone in gola, vi odier?, ma il succo di limone permetter? di espellere la bava o la schiuma e di schiarire la gola(se no usare una bibita al limone come il 7up). Non permettere di bere molta acqua perch? potrebbe provocare il vomito o essere aspirata nei polmoni. Interrompere le procedure quando la temperatura rettale ? scesa a 39?C. Quando il tuo bulldog sta meglio lascialo in un luogo tranquillo ma controllalo attentamente. Appena possibile ? necessaria una visita di controllo dal veterinario in quanto il colpo di calore pu? lasciare gravi conseguenze a carico di diversi organi.

NOTA:

lo stress,nel bulldog, pu? provocare gli stessi sintomi del colpo di calore e va trattato nello stesso modo.

Perioperative factors associated with puppy vigor after delivery by Cesarean Section

This prospective study examined the perioperative factors associated with puppy vigor in a clinical population of 807 litters containing 3,410 cesarean-derived puppies. Information was obtained from 109 private and institutional practices in the United States and Canada. Puppy vigor was determined by assessing three spontaneous conditions within 2 minutes after delivery: breathing, moving, and vocalizing. The percentages of live-born puppies with these characteristics were 85%, 73%, and 60%, respectively. After screening tests, logistic-regression models were run on all remaining factors using the litter as the unit of analysis, and odds ratios [OR] were determined. An OR <1.0 means that the odds are decreased for that puppy vigor condition when the factor is present, compared with a litter in which the factor is not present. Conversely, when the OR is >1.0, the odds are increased for that puppy vigor condition when that factor is present. The following factors were associated with the litter having all puppies breathing at birth: using an inhalant anesthetic (0.36 OR) or ketamine (0.43 OR), surgery at one particular private practice (3.52 OR), and surgery at a teaching institute rather than a private practice (0.36 OR). The following factors were associated with the litter having any spontaneously moving puppies at birth: all puppies breathing spontaneously (2.72 OR), any puppy vocalizing spontaneously (117 OR), using inhalant anesthesia (0.26 OR), and using thiopental or thiamylal (0.37 OR). The following factors were associated with the litter having any spontaneously vocalizing puppies at birth: all puppies breathing spontaneously (2.58 OR), any puppy moving spontaneously (152 OR), brachycephalic dam (0.62 OR), the dam was a Labrador retriever (7.23 OR), and using isoflurane (2.51 OR). In conclusion, the anesthetic factors associated with increased puppy vigor included the use of isoflurane and the avoidance of ketamine, thiamylal, and thiopental.

Department of Clinical Sciences, College of Veterinary Medicine, Cornell University, Ithaca, New York 14853-6401, USA.

Moon-Massat PF, Erb HN.

ESERCIZI PER IL CONTROLLO DELLA DOMINANZA NEI CUCCIOLI

Prendete il cucciolo per le guance, guardatelo diritto negli occhi e non mollatelo finch? non distoglie lo sguardo e si affloscia. Noi estendevamo il concetto di quest'esercizio di base giocando ad un gioco che l'addestratore chiamava "Pass the Puppy". Tutti facevano l'esercizio con il proprio cucciolo, poi passavano lo passavano ad un'altra coppia e cos? via. Alla fine tutti i cuccioli della classe furono dominati dai partecipanti al corso rinforzando il principio generale che gli umani sono dominanti rispetto ai cani. Tutti i componenti della famiglia dovrebbero fare questo esercizio. (Nel caso del cucciolo di Rottweiler particolarmente dominante l'addrestratore mostr? al proprietario come sollevare il cucciolo da terra per le guance e scuoterlo, senza fargli troppo male, ma con decisione e guardandolo fisso negli occhi, finch? non si sottomise).


Fate finta di essere la madre del cucciolo. Lei non sopporterebbe alcuna minaccia ne dovreste sopportarla voi. Afferrate il cucciolo per la collottola, scuotetelo con decisione, tenetelo gi? sulla sua schiena e sempre tenendolo per la collottola dite "NO" chiaramente. Questo sarebbe quello che farebbe sua madre. Ancora, non mollate finch? il cane non si rilassa e mostra sottomissione. Questo andrebbe fatto immediatamente dopo che l'azione sbagliata ? stata fatta cos? che il cane possa associarla al rimprovero.

Attenervi alla gerarchia del branco ? un'altra maniera per riaffermare il vostro status di "alfa". Non date da mangiare al cane prima che voi abbiate finito di farlo. Non permettere al cane di passare per una porta prima di voi, ecc. Ancora, dovete pensare come un animale di branco, fate in modo di avere la precedenza su tutto fino a che il cane non capisce quale ? la sua posizione in famiglia.


Sicuramente penserete che quello che sto per dire ? incredibile, lo penso anche io, ma ha funzionato a meraviglia con Gus in quella certa et? in cui i cani decidono di lottare per una posizione gerarchica migliore. Un giorno Gus diede un morso a mio marito, il perch? non lo ricordo mai, John immediatamente si mise a quattro zampe, mise un braccio e la testa sulla schiena di Gus (entrambi segni di dominanza) e diede un morso piuttosto forte all'orecchio di Gus. Beh, non so come ma da allora non ? successo pi?.


La risposta "ahi" ? una di quelle da incorporare tra quelle d'uso quotidiano. Dite "hai!" velocemente ed ad alta voce ogni volta che il cane fa qualcosa che vi fa male o potrebbe farlo a qualcun altro, specialmente a un bambino. Mordere, correre a testa bassa verso di voi, saltarvi addosso, ecc. Loro sanno che "ahi" significa che vi hanno fatto male (non so come, ma lo sanno). Se non si tratta di un comportamento dominante ma semplicemente di cattiva educazione questo pu? aiutarvi. Se ci? dovesse accadere mentre si sta giocando il gioco deve interrompersi immediatamente perch? il cucciolo ha commesso una "carognata". Questo aiuta ad associare attenzione e divertimento con la buona educazione.

.
Durante la puppy school una cosa molto importante che abbiamo insegnato alle persone a fare anche con i cani adulti (e continuiamo a farlo con Gus) ? il comando "seduto". Sedete sul pavimento con le gambe divaricate a "v". Sdraiate il cane sulla schiena e ponete la sua testa sul vostro grembo. Prendete il suo mento tra le vostre mani a coppa. Ecco la parte importante: il cane non deve in alcuna maniera toccarvi con i piedi. Se poggia una zampa sulla vostra gamba toglietela. Se poggia una zampa anteriore sul vostro braccio toglietela. Chinatevi sopra di lui e guardatelo fisso negli occhi, tenendo saldamente la testa cos? che non possa girarla. Parlate in maniera pacata ripetendo "seduto". Quando emetter? un grosso sospiro e distoglier? lo sguardo allora si sar? arreso e avr? riconosciuto la vostra dominanza. Ora che Gus ? pi? vecchio, si arrampica in grembo per sedersi. E' il momento delle coccole, mentre si guarda la TV o si fa qualche altra cosa, e lui mostra di apprezzare molto i miei borbottii calmanti e carezzevoli.

.
Insegnate "Seduto", "Gi?" e "Resta" molto presto! L'uso di premi ? molto efficace. Permettete anche ai bambini di partecipare all'addestramento e a dominare il cane che cresce. La combinazione di comandi "Gi?-Resta" funziona bene come stop per i comportamenti scorretti, permette al cane di calmarsi se il gioco ? sfuggito di mano o di tenerlo a bada se ci sono degli ospiti o volete mangiare senza doverlo confinare.

.
Un altro esercizio di controllo potrebbe essere interessante per l'allevatore. Lo potreste insegnare ai vostri clienti quando vengono a scegliere il cucciolo. E' semplice, ma molto utile - ponete il cucciolo in grembo, tenetelo ben fermo con un braccio e con l'altra mano esercitate una pressione leggera su ogni piede e su ogni unghia, poi fate lo stesso con le orecchie, sollevate le labbra, aprite la bocca, toccate con le dita intorno agli occhi e passate la mano sulla coda. E' importante usare abbastanza pressione cos? che il cucciolo possa rendersi conto che si tratta di una pressione e non di una carezza. E' una cosa semplice, ma insegna al cucciolo che voi lo controllate e che ? inaccettabile che lui si ribelli durante il taglio delle unghie, la pulizia delle orecchie e dei denti, la misurazione della temperatura, ecc.
Tutti in famiglia dovrebbero fare questi esercizi con il cane - anche i bambini. Conosco un cane sottomesso agli adulti ma non ai bambini. L' ultima risorsa in questi casi ? la castrazione. Una ulteriore cautela riguardo ai bambini : accertatevi che essi comprendano con gli esercizi e perseverino nel farli, altrimenti l'aggressivit? del cucciolo si rafforzer?. LA SUPERVISIONE DI UN ADULTO E' OBBLIGATORIA!
Spero che alcune di queste indicazioni possano risultare utili. Se avete ancora dei problemi di dominanza o comportamentali consultate un addestratore professionista. Varr? bene la pena spendere qualche lira in vista dei risultati che otterrete.
Infine, ma non meno importante: informate il vostro allevatore di ogni problema di comportamento e di quello che state facendo per correggerlo.

testo di Roxana Lopez
Barbary Coast Bull Terrier Club
Roxana@bullterrier.org
Copyright Note: Questo documento pu? essere stampato o distribuito a patto che esso sia mantenuto integro e distribuito nella sua interezza, inclusa questa nota.

 

BULLDOG INGLESE: TEORIA DELLA DERIVA GENETICA DELLA RAZZA BULLDOG

Questa teoria da me formulata nel 2001 rappresenta il postulato sul quale si sono basate le mie ricerche. Secondo questa ipotesi la razza Bulldog perde, inevitabilmente, qualit? di generazione in generazione.

BULLDOG: IPOTESI DELLE ESPOSIZIONI CANINE, DELLA VENDITA DEI CUCCIOLI E DEI RIPRODUTTORI

Bulldog Inglese: Obiettivo dell' Original Bulldog Club ? il benessere del cane bulldog, in particolare per quanto riguarda i problemi legati alla Riproduzione Naturale, al Parto con il Taglio Cesareo, alla Displasia, alla Sindrome Brachicefala, alle Malattie agli Occhi, per una maggiore Speranza di Vita con minori Spese Veterinarie

Bulldog Tuffnuts Snow Angel breeded by Mr. and Mrs.Thorpe

L' Estinzione del Bulldog Inglese

Premetto che questa è un' analisi storica ed in quanto tale cerca di essere aderente ai fatti.Premetto che, con ogni probabilità, l' unico che conosce realmente la Storia dell' Original Pure Breed Bulldog sia il grandissimo Mr. Les Thorpe e che le mie sono, comunque, solo supposizioni. Tra i fattori che potrebbero averne causato l' estinzione, a mio avviso, possiamo ravvisare: la persecuzione scatenata nei suoi confronti durante il 19? secolo, le oggettive difficolt? prodotte dal suo allevamento, le richieste del mercato di bulldog ipertipici,la necessit? di ottenere un maggior numero di cuccioli, anche se non purissimi. Purtroppo anche in questo caso le informazioni che giungono sopra il Bulldog Inglese sono piuttosto contradditorie. Pi? profondamente non credo che movimenti di opinione sicuramente circoscritti riguardanti la eccessiva aggressivit? del Bulldog ( la tendenza a colpire la faccia, ad attaccare altri cani e la sua nota abilit? nel prendere e uccidere i gatti, anche quelli del vicino di casa ), oppure le sue antiche origine asiatiche ( fermenti nazionalisti di fine '800), possano giustificarne la scomparsa anche perchè il Bulldog Classico del 20? secolo cerca , senza riuscirci, di colpire in faccia, cerca, senza riuscirci, di prendere il gatto, e spesso il maschio ? litigioso con altri maschi. Inoltre il Bulldog, osservando i dipinti dell' epoca, non sembra un cane di per s? incontrollabile o troppo aggressivo, ad esempio quando non ? raffigurato con l'uomo. Infatti, in molti disegni dei combattimenti possiamo notare che l'uomo ? il vero protagonista, con la sua eccitazione, del dipinto e del combattimento. Era quindi necessario portare il Bulldog in uno stato di eccitazione assolutamente esasperata per costringerlo a combattere. Il Bulldog, di conseguenza, non doveva essere un cane cattivo, insensibile o incontrollabile, anzi..., però doveva essere facilmente eccitabile e soprattutto doveva essere molto sensibile alla eccitazione del suo padrone. Quindi non direi che ci sia stato un reale sforzo di trasformazione dell' Original Purebred Bulldog da parte degli eccezionali Allevatori Inglesi, che, di solito , raggiungono rapidamente e scientificamente i loro obiettivi. Invece, il Bulldog era classificato come razza da combattimento fino a pochissimi anni or sono. Effettuando una ipotesi molto personale possiamo dire, per certo, che nel 1835 divennero illegali i combattimenti e che l' evoluzione della razza verso un cane sempre pi? performante sub? una brusca interruzione. Sappiamo che Philo Kuon preoccupato per questa rapida involuzione, anche numerica, cerc? di fissare le caratteristiche del Bulldog Originale di Razza Pura utilizzando due famosi dipinti antecedenti il 1835. Sappiamo, inoltre, che, al contrario, il Bulldog era un cane leggendario e che era richiesto in tutto il mondo proprio per la sua abilit? nel combattimento e nel lavoro, a tal punto che formando nuove razze, per essere sicuri del risultato veniva quasi sempre introdotto il migliore sangue Bulldog, come ad esempio nel Boxer. A questo punto risulta pi? plausibile cercare di comprendere le ragioni che portarono, in una tale situazione di mercato, con intense esportazioni, a rimanere, infine, con pochi Riproduttori di valore ( questi non dovevano pi? superare il probante esame del combattimento dove veniva realmente misurata la capacit? di performance così come le medicine introdotte da Philo Kuon: lo Standard di Razza, le Esposizioni Canine e i Giudizi dei Giudici, troppo mutevoli, inadeguate o addirittura inattuabili, si rivelarono, invece, una lama a doppio taglio ) e, soprattutto, ad avere troppo poche femmine che assomigliassero a Rosa. In questa condizione critica potrebbe, a mio giudizio, essersi reso necessario, utilizzare altre fattrici, meno pure oppure di Carlino, Dogue de Bordeuax o Mastiff non con l'obiettivo di trasformare l' antico combattente ( considerato il migliore cane del mondo ), ma al contrario nel tentativo di modificarlo il meno possibile riuscendo a produrre un numero adeguato di cuccioli. Anche per questa per tendenza, a mio avviso, degli abilissimi Allevatori Inglesi il Bulldog Classico non ? cos? differente dal Bulldog Originale come sembrerebbe, nonostante siano passati due secoli. Riassumendo: questa ipotesi di ragionamento individua nel mercato dei Riproduttori e , soprattutto, nelle Esposizioni Canine le principali cause della apparente scomparsa dell' Original Pure Breed Bulldog. Le ipotesi sul perch? e sul per come potrebbero essere infinite, per?, l' unico dato storicamente accertabile, purtroppo, è che dopo 700 anni di Storia con combattimenti, invasioni barbariche, carestie, guerre e malattie furono sufficienti 20 anni di Esposizioni Canine, durante i quali non ci furono n? guerre e n? malattie, per determinarne la estinzione. Magari a Londra qualcuno voleva sottolineare il potere della capitale sul resto dell' Impero, oppure si resero semplicemente conto che il Bulldog rappresentava un ottimo business, ma avendo gi? venduto i riproduttori di qualità e le fattrici simili a Rosa, non rinunciarono al facile guadagno, a discapito degli allevatori delle contee rurali e dei cinofili, strumentalizzando le Esposizioni Canine e lo Standard di Razza, introducendo rapidamente quello che definirei il Bulldog di Londra, esteticamente un bellissimo cane( teoricamente avrebbe dovuto essere nei limiti del possibile assomigliante al Bulldog Originale, per batterlo in Esposizione senza destare sospetti, e, poi, modificare lievemente lo Standard, ma i due cani diventavano sempre più diversi), però era un Bulldog sostitutivo, con un futuro incerto, frutto di una selezione improvvisata o forzatamente affrettata, in definitiva, non abbastanza testato ( perchè dar credito ad un cane poco testato se si possiede il cane più testato del mondo? ), e con un carattere simile. Non a caso il Bulldog di Londra si è vantato fino a pochi anni fa di essere l'unico cane ad avere mantenuto lo stesso spirito e coraggio del Bulldog Originale. Quest' ultimo, battuto e offeso( le Esposizione Canine sancirono la ineluttabile vittoria del Bulldog di Londra e conclusero la Storia del Cane Migliore del Mondo per il quale le stesse erano state create, unitamente allo Standard di Razza), dalla sua stessa brutta copia, essendo colpevole di appartenere agli allevatori delle contee rurali o a qualche cinofilo, si rifugiò nel Lincolnshire ( una regione pianeggiante e molto ventilata), dove la Tradizione ne garantiva la sopravvivenza, dove era incominciata la sua lunga Storia, nel 13° secolo, lontano da Londra, dal Business e dalle Esposizioni Canine.

Bulldog Inglese

Standard di Razza

Il Bulldog inglese appare armoniosamente proporzionato. Il Bulldog inglese presenta, proporzionatamente, grandi masse muscolari con una forte ossatura. Visto frontalmente la distanza tra il petto e il terreno deve essere uguale alla distanza intercorrente tra gli arti anteriori formando un quadrato perfetto. Il Bulldog Inglese è corto, brevilineo, con la testa proporzionatamente grande e piatta. La testa del Bulldog inglese è rettangolare,vista di fronte appare quadrata , il muso è corto, rincagnito. Visto dall' alto il Bulldog inglese evidenzia la tipica forma a pera, visto lateralmente il caratteristico dorso di carpa, esattamente sopra i reni. Gli arti posteriori del Bulldog Inglese sono forti visibilmente più lunghi degli arti anteriori, il ventre è retratto, la coda, attaccata bassa, non è lunga, però neanche troppo corta, mai portata sopra la linea dorsale, a manico di pompa oppure anche a cavaturacciolo se non provoca stati patologici, gli occhi sono distanziati, rotondi e assolutamente neri, lo sguardo del Bulldog inglese è intenso, dolce e profondo, le orecchie, attaccate in alto, leggere a rosa possibilmente lontane tra loro nonchè dagli occhi.Caratteristico del Bulldog Inglese è il lay-back, il tartufo è nero. Una linea immaginaria attraversa gli occhi e la sommità del tartufo. I colori tradizionali del mantello del Bulldog inglese sono il bianco e il rosso. Il Bulldog inglese è brachicefalo e brachimorfo.

La Salute del Bulldog Inglese

Il bulldog ha caratteristiche tipiche che sono in relazione diretta con quelle condizioni che sono considerate desiderabili per la sua razza.
L'alimentazione determina un ruolo importante e deve essere appropriata ai diversi stadi dello sviluppo del cucciolo bulldog fino all'età adulta. L'apporto calorico varia tra le 850 kcal e le 950 kcal al giorno E' considerata la razza canina più brevilinea del mondo. Non tollera il clima caldo e umido.
Necessita esercizio moderato,buona ventilazione e temperature fresche.
E' richiesta una attenta supervisione durante l'attività all'aperto sopratutto in primavera e in estate per prevenire il colpo di calore Dopo un esercizio fisico è meglio aspettare che la temperatura interna del bulldog si ricomponga prima di dare l'acqua da bere (30 minuti).
Le rughe sul viso, le secrezioni lacrimali e l'area intorno alla coda vanno pulite quotidianamente per evitare infezioni batteriche e funghi. Dopo il bagno il bulldog deve essere asciugato perfettamente. Se il naso è troppo secco un leggero strato di vaselina aiuta,ammorbidendolo e proteggendendolo dalle screpolature.
Il bulldog non può nuotare bene e, se l'acqua è profonda, bisogna fare estrema attenzione. Il bulldog è un cane "indoor",molto idoneo alla vita di appartamento. Il bulldog deve essere integrato nell'ambiente familiare. E' adatto ai bambini sopra i sei anni. Rispetto al suo comportamento con gli altri cani le opinioni sono discordi. E' meglio evitare che venga addestrato per l'attacco.
Il bulldog deve essere integrato nell'ambiente familiare, troppo isolato si stressa. E' una razza con problemi di riproduzione
Per effettuare un intervento chirurgico è necessario un veterinario con esperienza nella somministrazione di anestesia ai bulldog. Trovare un veterinario che conosca profondamente le caratteristiche della razza.
La vita media si aggira intorno ai 10 anni, secondo le ultime statistiche in UK sui 6,5 anni.

TRATTA CUCCIOLI BULLDOG EST EUROPA: acquistare cuccioli di almeno 4 mesi di eta'.

Il The Original Bulldog Club, che, da sempre, combatte ogni tipo di speculazione o strumentalizzazione legata alla Razza Bulldog dichiarandosi, quindi, contrario, in assoluto, anche alla vendita dei cuccioli, consiglia, per numerose ragioni, di non acquistare cuccioli che siano stati allontanati dalla madre prima dei 4 mesi ( 120 giorni ) di eta'.

Dagli studi effettuati dal The Original Bulldog Club emergerebbe che il comune denominatore presente in questi i cuccioli e, quindi, il fattore da studiare con particolare attenzione sembrerebbe essere l' eta'. Infatti, gli studi effettuati dal The Original Bulldog Club, riguardanti i piu' conosciuti allevamenti ungheresi, hanno rivelato una elevata qualita' di questi ultimi, di conseguenza i numerosi problemi riscontrati nei cuccioli giunti in Italia sembrerebbero dipendere principalmente dal precoce allontanamento dalla madre ed all' eta' del cucciolo in relazione alle condizioni del viaggio ed alle condizioni del luogo di accoglienza. Considerando che il trasporto di grandi quantita' di cuccioli, a prezzi molto bassi, e' possibile proprio per la tenerissima eta' di questi ultimi, si ritiene che, vietando o sconsigliando l' acquisto dei cuccioli prima dei 4 mesi di vita, eviteremmo, in ogni caso, l' allontanamento precoce dalla madre e dai fratelli, i cuccioli potrebbero gia' usufruire di una buona protezione anticorpale e sarebbe, inoltre, molto piu' difficoltosa e meno redditizia , per molte ragioni oggettive, la loro importazione da paesi stranieri. In ogni caso la normativa esistente indica che l' eta' minima dei cani importati in Italia, sia da paesi comunitari che extracomunitari, dovrebbe essere non inferiore ai tre mesi e ventun giorni a causa della vaccinazione obbligatoria da effettuare dopo i tre mesi di et? ed al relativo vaccino che diviene efficace solo dopo ventun giorni dalla somministrazione.

Riproduzione

Riproduzione nei bulldog

Come molti sanno le conosciute difficolt? di accoppiamento dovute alla mole, la bassa percentuale in cui la femmina di bulldog rimane gravida, il fatto che raramente il parto ? facile e naturale, i pericoli connessi all'anestesia totale, lo sconvolgimento dell'ambiente domestico costituiscono problemi su cui il proprierario di una bulldog deve ben riflettere prima di decidere se ? il caso di accoppiare la propria femminuccia. Se a tutto questo aggiungiamo la cifra non indifferente, richiesta quasi sempre con pagamento in contanti prima della monta, necessaria per incrociare la propria fattrice con uno stallone possessore di un pedigree completamente inglese ci rendiamo conto del perch? moltissimi proprietari, anche se ben intenzionati, rinuncino a far partorire la propria bulldoggina.

Il problema della riproduzione rappresenta un serio limite per la razza ,dovuto a particolari anatomici a fisiologici fissati dalla selezione.

Accoppiamento difficile-Molto pesante e compatto il maschio ha difficolt? nell'accoppiamento naturale.L'aiuto dell'uomo ? quasi sempre necessario.

La percentuale in cui la fattrica rimane gravida ? bassa. Nonostante si conoscano i cicli ormonali delle cagne, nei bulldog la data della ovulazione ? estremamente variabile. Esiste una percentuale molto alta di femmine poco fertili.

Raramenta il parto ? facile e naturale
E' spesso necessario il taglio cesareo in anestesia generale.
Notoriamente ? una razza con problemi di riproduzione; lo standard richiede richiede il terzo anteriore del corpo ampio e potente e la parte posteriore stretta e leggera, inoltre nessuna altra razza ha una testa cosi' grande rispetto al corpo contribuendo a rendere il parto ancora pi? difficile, che avviene normalmente effettuando il taglio cesareo. La selezione fu basata sulla grandezza della testa e sulla larghezza delle spalle senza preoccuparsi del parto.Statistiche realizzate indicano una percentuale molto bassa per una femmina di bulldog di partorire naturalmenta una cucciolata intera. Molti cuccioli vengono persi per soffrimento fetale da chi non conosce questa statistica o preferisce non considerarla.

L'ACCOPPIAMENTO
E' giunto il momento dell'accoppiamento!
Scelto precedentemente il partner giusto per caratteristiche e linea di sangue, si fanno incontrare i due solitamente tra l'11? ed il 13? giorno dall'inizio del calore della femmina, che in questo periodo presenta un mestruo pi? chiaro. Bene sarebbe se i due potessero correre insieme per qualche minuto per affiatarsi prima dell'atto. Di solito l'accoppiamento avviene senza l'aiuto dell'uomo, ma qualora necessario, il proprietario della femmina la tiene con fermezza, mentre il proprietario del maschio lo guida. Importante ? che la femmina sia tenuta ferma durante il tempo della monta per evitare lesioni.
Un accoppiamento normale dura in genere dai 5 ai 30 minuti durante il quale il maschio ha la prima eiaculazione densa, seguita a diversa distanza da altre eiaculazioni, emettendo in questo tempo da 7 a 15 cc. di liquido seminale nell'utero della femmina. Questo liquido viene diluito da una secrezione prostatica che ne accelera il trasporto degli spermatozoi nelle tube aumentandone la probabilit? di fecondazione. Circa 0,7-1,5 miliardi di spermatozoi di cui solo 6-12 arrivano a fecondare l'ovocita.
Dopo l'accoppiamento i cani restano uniti per distaccarsi poi naturalmente, l'unione finale ? auspicabile ma non indispensabile per il successo della monta. Prima della formazione del nodo, avviene la prima eiaculazione densa di 1 cc. di liquido seminale pari a 100 mila spermatozoi, sufficienti per la fecondazione.
La sopravvivenza dello spermatozoo all'interno dell'apparato genitale femminile ? di circa 5-6 giorni, quindi risulteranno fecondati tutti gli ovuli compresi tra 1-2 giorni prima e 5-6 giorni dopo l'accoppiamento che supponiamo sia avvenuto il 12? giorno dall'inizio del calore della femmina, pertanto saranno fecondati gli ovuli prodotti tra il 11?-12? giorno e 17?- 18? giorno.
Forse dopo 4-5 settimane sar? possibile per il veterinario sentire i minuscoli embrioni, grandi come noci, mentre si vedranno i capezzoli della cagna diventare pi? grandi e rosa e aumenter? l'appetito della nostra amica. Un esame ecografico ? consigliabile intorno ai 30 giorni di gravidanza.
Attenzione a non farla ingrassare, 1/3 in pi? di alimento, specie se proteine andranno benissimo, integriamo vitamine A, E, ferro e calcio, quest'ultimo sottratto in grande quantit? dai cuccioli. La femmina gravida andrebbe sverminata. La consueta attivit? fisica, senza esagerare, l'aiuter? a tenere i muscoli in esercizio ed a rimettersi in forma dopo il parto.
Verso la 7^ settimana, la cucciolata scender? verso il basso ventre e la cagna potrebbe mostrare segni di inappetenza a causa della riduzione di spazio nell'addome, aiutiamola somministrando cibo pi? digeribile e distribuendolo su tre pasti. E' consigliabile un secondo esame ecografico circa 10 giorni prima della data presunta del parto. Lo stato di gravidanza dura normalmente 63 giorni (pu? variare da 60 a 66 giorni), qualche giorno in pi? non ? preoccupante al contrario l'anticipo del parto ? sempre spiacevole e pericoloso sia per i cuccioli che per la madre. La cassa-parto da predisporre deve misurare cm. 100x90 con sponde alte almeno cm. 20.
A grandi passi si avvicina il momento fatidico!!! Tranquilli, la natura far? il suo corso. Si consiglia di contattare il Veterinario ed aprire con lui un filo diretto. Termometro alla mano; se la temperatura ? di 38,5?, il momento del parto non ? ancora arrivato, se la temperatura sale e sintomatico di un parto che presenter? delle complicazioni pi? o meno gravi ma, se la temperatura scende, ? imminente un parto probabilmente senza problemi.
La cagna potr? impiegare anche circa 2 ore per mettere alla luce il primo cucciolo che si presenter? al mondo esterno dentro un sacco (placenta). La mamma provveder? a lacerarlo e leccando il cucciolo lo stimoler? alle funzioni vitali, taglier? il cordone ombelicale ed il primo cucciolo sar? pronto ad attaccarsi alle mammelle per un lauto pasto che divider? con i fratelli, che verranno alla luce con le stesse modalit? mediamente a distanza di 20-50 minuti l'uno dall'altro. Se i tempi si allungano o insorgono complicazioni ? meglio affidarsi al Veterinario preventivamente allertato per il parto. Non allarmarsi inutilmente, ma vigilare.
E' necessario rammentare che i cuccioli vengono alla luce da un ambiente molto pi? caldo ed ? quindi opportuno posizionare la cassa-parto in un luogo dove sia possibile mantenere una temperatura di circa 25? al momento della nascita e che non scenda sotto i 20? per le prime tre settimane di vita. La loro posizione sparpagliata nella cassa ? sintomo di benessere.
Con le prime poppate i cuccioli ricevono dalla madre gli anticorpi (gammaglobuline) che hanno il compito di neutralizzare i germi patogeni invasivi. In aiuto dei cuccioli pu? intervenire il Veterinario somministrando gammaglobuline entro 24 ore ed il 10? giorno di vita. La presenza degli anticorpi va via via scemando fino a scomparire quasi del tutto alla 10^ settimana, ? da questo momento che il cucciolo inizia a produrne per proprio conto ed ? il momento giusto per vaccinarlo contro il cimurro, l'epatite e la leptospirosi.
All'inizio della 4 settimana pu? iniziare lo svezzamento dei cuccioli con mangime secco inumidito con brodo e carne omogeneizzata (frullata). Alla 4 settimana e da ripetere dopo 15 giorni, ? consigliato sverminare madre e cuccioli con prodotti idonei in quanto sono quasi certamente presenti gli Ascaridi. A 28, 35 e 40 giorni si porteranno i pasti giornalieri di svezzamento a 2, 3 e 4 distribuiti regolarmente nelle 12 ore. A 40 giorni verr? lasciata la madre insieme ai cuccioli solo di notte e 45 giorni verr? allontanata del tutto, lasciando una ciotola di latte vicino ai cuccioli. A 60 giorni i pasti giornalieri diventeranno tre distribuiti nelle 12 ore.

IL CICLO ESTRALE DELLA CAGNA

Il ciclo estrale o calore, rappresenta una importante fase della vita della
cagna, tanto che sar? una costante ciclica che l'accompagner? per tutto il
resto della sua esistenza, nelle cagne infatti,non si verifica una fine
precisa del ciclo, e le femmine di questa specie continueranno ad andare in
estro per tutta la vita.
Per molte persone , soprattutto alle prime esperienze, l'inizio della
attivit? estrale della propria cagnolina pu? risultare motivo di ansia, sia
perch? non sanno bene come si manifester? esteriormente questo calore sia
perch? dovranno cominciare a pensare che da quel giorno la loro cagnolina
diventer? pubere..si insomma.. una cagna a tutti gli effetti.
Ricordo ancora quella volta in cui una anziana signora mi disse piena di
gioia " dottore la mia Lilly ? diventata donna, ha avuto le sue prime
mestruazioni.." certo la mia cliente aveva un pochino esagerato nell'
umanizzare la sua cagnolina, comunque il senso di questo evento ? lo stesso,
un passaggio da una fase di silenzio ormonale ad una di esplosione ormonale
, la maturit? sessuale e quindi la capacit? di procreare illimitatamente.
Il cane ? l'unico tra gli animali domestici ad essere monoestrale
stagionale, per essere pi? chiari, ha un solo estro durante un ciclo
riproduttivo che dura in media sei mesi. ,la durata infatti, non ? uguale
per tutte le razze, anzi ? soggetta a considerevoli variazioni ( considerate
che razze come il Basenji presentano il ciclo una volta all'anno, razze
come il pastore tedesco e il rottweiler hanno periodi interestrali di durata
ridotta e al contrario Labrador e Collie intervalli tra i cicli pi? lunghi).
Ma quand'? che la nostra cagnolina diventa "adulta"?
Diciamo subito che, anche in questo caso, dovremmo considerare un range di
tempo che va dai 6 ai 24 mesi di vita, da un punto di vista generale si pu?
dire che l'inizio del primo estro si verifica a 10-12 mesi e che nelle razze
di piccola taglia, l'estro puberale inizia prima che in quelle grandi.
Le razze di piccola taglia,infatti, tendono a presentare il loro primo
calore tra i 6 e i 10 mesi, mentre le razze di taglia maggiore possono non
avere il primo ciclo fino ai 18-20 mesi d'et?.
Da un punto di vista statistico, per quanto riguarda l'inizio dell'estro,
non si hanno influenze stagionali ad eccezione di alcune razze ( Basenji per
esempio) che hanno dei cicli annui.
Vediamo ora quali sono le varie fasi che si ripetono durante il ciclo
estrale della cagna:

- Proestro
- Estro
- Diestro
- Anestro

PROESTRO

L'inizio del proestro coincide con quello di una perdita vulvare ematica (
sanguinamento vaginale) e dell'ingrossamento vulvare e termina quando
comincia la recettivit? all'accoppiamento , la durata di questa fase ?
estremamente variabile, ma in media si protrae per 8-13 giorni.
Durante questa fase, i maschi sono attratti dalla femmina ( quando
cominciamo a vedere un sospetto traffico di cani davanti alla nostra casa il
dubbio ci deve venire.. che stia per andare in calore la nostra
cagnolina?..), ma la femmina, per ora, non ne vuol sapere mostrando
aggressivit? nei confronti dei cani che esaminano la sua regione posteriore,
oppure, verso la fine del proestro si siede per evitare l'accoppiamento.
Sicuramente un occhio esperto pu? accorgersi dell'imminenza dell'inizio del
calore gi? qualche settimana prima in seguito a piccole modificazioni
comportamentali e anche da un aumento della frequenza delle minzioni.
Tralasciando l'aspetto endocrinologico e citologico ( per evitare che la
scheda diventi troppo complessa e tecnica), bisogna precisare che l'entit?
del sanguinamento proestrale ? molto variabile tra le razze e tra i vari
individui e che raramente le perdite di sangue sono tali da causare anemie.

ESTRO
E' il periodo in cui la cagna accetta di accoppiarsi ( attenzione, accettare
di accoppiarsi non vuol dire solo che non rifiuta il maschio, ma vuol dire
anche che ? lei stessa che lo pu? andare a cercare!!), anche qui per?
bisogna fare una precisazione, non ? detto che la cagna accetti tutti i
maschi che si fanno avanti, infatti, pu? respingere vigorosamente le
"avances"di un certo maschio,mentre invece accetta con entusiasmo quelle
fatte da un altro maschio!..insomma verrebbe da dire che non ? solo una
"questione di sesso"..
In questo periodo la vulva si presenta pi? morbida e piccola, rispetto al
proestro, le perdite vaginali si manifestano anche durante questo periodo e
possono contenere ancora del sangue oppure assumere un colore paglierino.
La durata media dell'estro ? di 9 giorni, e pu? andare dai 4 ai 15 giorni,
questo periodo ? molto importante in quanto ( ed ? l'unico accenno che far?
sull'endocrinologia del ciclo)coincide con la secrezione dell'ormone
luteinizzante ( LH), fenomeno a cui fa seguito l'ovulazione entro le 24-72
ore, dati che gli allevatori conoscono benissimo in quanto determinare il
momento dell'ovulazione della cagna ? sinonimo di riuscita fecondazione e
quindi di nuovi nati.
La percentuale pi? alta ( superiore al 95%) di concepimento si registra
quando l'accoppiamento ha luogo nell'arco di tempo compreso fra i 4 giorni
che precedono l'ovulazione e i 3 giorni successivi e la quantit? di cuccioli
? ottimale ( il 96% degli ovuli liberati diventa un cucciolo) quando l'
accoppiamento viene effettuato 2 giorni dopo l'ovulazione.
Esistono molti modi per determinare quando una cagna ovula e tralasciando
tutti quelli per gli addetti ai lavori, vorrei soffermarmi su alcuni che
definiremo

Momenti empirici per determinare l'ovulazione della cagna

- Contare 12 gg dall'inizio delle perdite ematiche
- Contare 2 giorni dall'inizio della recettivit? della cagna o dall'inizio
dell'estro ( citologia)
- Contare 63 gg indietro rispetto alla data di un parto precedente per
sapere a quale giorno, dall'inizio delle perdite, aveva ovulato.Questo
metodo, rispetto agli altri, ? pi? accurato in quanto nella maggior parte
delle cagne il momento della ovulazione durante il ciclo ? abbastanza
costante per tutta la vita ( soprattutto tra i 2-5 anni). Lo svantaggio,
chiaramente, ? quello di avere dati relativa alla gravidanza precedente e
soprattutto che in alcune cagne l'ovulazione avviene in momenti diversi dal
ciclo per tutta la vita.

Tanto per fare un esempio:
se la cagna ha partorito 58 giorni dopo un accoppiamento avvenuto il
giorno 12, e l'intervallo fra l'ovulazione e il parto ? di 63 gg, essa deve
aver ovulato 5 giorni prima dell'accoppiamento, ovvero il giorno 7
( 58-63= -5; g12-5=g7)

DIESTRO
Il primo giorno di diestro (inizia con il primo giorno di non recettivit?)
ha luogo mediamente circa 6 giorni dopo l'ovulazione oppure 9 giorni dall'
inizio del calore, e pu? andare da 3 a 17 giorni dopo il primo comportamento
di accettazione, o dall'inizio dell'estro, la durata ? di circa 60 giorni, e
pu? variare dai 50 agli 80 giorni.
Chiaramente questo stadio si verifica se la cagna non ? gravida ed ? in
questo periodo che la femmina pu? mostrare segni di pseudo-gravidanza

ANESTRO
Rappresenta il momento di quiescenza riproduttiva ( inattivit? sessuale tra
i cicli) e termina con l'avvio del proestro successivo, la durata quindi ?
di circa 4.5 mesi.
E' quindi la variazione della durata dell'anestro che determina la frequenza
dei calori nella cagna e tanto per ricordarlo ancora, il normale intervallo
tra due cicli ? di 5-10 mesi.
PRECAUZIONI
Pu? esserci molta variabilit? individuale nella durata di queste fasi. Alcune femmine hanno calori di quattro settimane, altre di due soltanto. Alcune hanno un proestro molto lungo seguito da un estro breve, altre fanno il contrario. La maggior parte delle femmine per? segue le fasi lunari, con calori di 21 giorni suddivisi in proestro, estro e metaestro della durata di una fase lunare ciascuno. Se il calore compare regolarmente in corrispondenza di una nuova fase lunare, si pu? star certi che l'ovulazione avr? inizio con la fase lunare successiva.
Ricapitolando, sebbene il calore duri una ventina di giorni, il periodo fertile ? abbastanza limitato: normalmente dall'ottavo al tredicesimo giorno, ma con probabile piena fertilit? solo dall'ottavo al decimo. Nei casi pi? dubbi, quando le perdite di sangue permangono durante tutto il calore o non vi sono per nulla, e comunque, soprattutto quando si debbono percorrere molti chilometri per raggiungere il maschio, ? possibile verificare l'ovulazione attraverso uno striscio vaginale o con un'analisi del progesterone. Se la cagna ha calori molto lunghi o molto irregolari ? meglio fare un controllo (ecografia) per scongiurare la presenza di cisti ovariche.
Consigliati per tutte invece sono invece gli esami batteriologici per assicurasi che non vi siano infezioni che possano compromettere l'esito della gravidanza. Opportunissimo, sia per il maschio che per la femmina, quello per la brucellosi, che potrebbe essere trasmessa con l'accoppiamento. E' bene valutare anche la presenza/assenza dell' herpes virus canino che potrebbe compromettere la cucciolata e se opportuno testare la cagna per accertarsi dell'assenza di filaria e eventualmente leishmania.Le vaccinazioni dovrebbero essere fatte in un periodo sufficientemente anteriore al momento in cui la cagna ? coperta, ma tale da evitare di dover fare richiami durante la gravidanza. E' altres? importante che la cagna sia sverminata affinch? non trasmetta ai cuccioli larve di vermi durante la gestazione o l'allattamento, compromettendone la crescita regolare o provocandone addirittura la morte. Ma non si pensi che questo accorgimento basti a preservare i cuccioli dai vermi: alcuni di essi passano anche la barriera placentare, per cui i cuccioli nascono gi? parassitari e la loro sverminazione ? sempre necessaria.
Per quanto riguarda l'alimentazione della cagna in gravidanza, non c'? molto di pi? da dire se non ci? che potrebbe essere intuito da una persona di normale buon senso: dalla quinta settimana di gravidanza, si deve aumentare la quantit? del cibo e migliorarne la qualit?, fornendo alimenti pi? energetici. Attenzione per? a non fare ingrassare la cagna oltremodo, perch? sarebbe controproducente: le cagne grasse partoriscono con pi? difficolt?. Nelle ultime due settimane, si consiglia, inoltre, di aumentare la frequenza di pasti.
Se opportuno chiedere al veterinario per un'eventuale integrazione vitaminica/minerale, ma senza esagerare: un eccesso di calcio potrebbe portare effetti collaterali.
La gravidanza non ? una malattia e la cagna dovrebbe vivere, per quanto possibile una vita normale. Solo quando la pancia ? notevolmente ingrossata si deve fare attenzione a non farla affaticare troppo, evitando corse e salti, anche se di regola questi sforzi sono spontaneamente rifiutati dalla cagna. E' per? importante assicurare alla futura mamma una corretta quantit? di moto. Senza esagerazioni e assecondando la sua volont? non devono mancare le frequenti passeggiate che tonificheranno la muscolatura dell'addome favorendo un parto rapido e senza problemi.
Preparazioni per il lieto evento
Nel corso della gravidanza ? opportuno predisporre uno spazio adatto alla nascita e alla crescita della cucciolata. E' meglio abituare la femmina gi? due settimane prima del parto a dormire in questo luogo affinch?, il fatidico giorno, si senta perfettamente a suo agio. Per quanto possibile, cerchiamo di intuire le sue preferenze e di assecondarle. Alcune cagne, per mancanza di istinto materno, o per alcuni, solo per minore sensibilit? cutanea, a volte schiacciano i cuccioli col loro corpo. Se si intravede il rischio di questa possibilit?, sono in commercio casse di legno appositamente studiate per il parto, con bordi antischiacciamento alle pareti. Non ? questa la sede per richiedere un impegno, da parte degli allevatori di tutte la razze, a selezionare brave madri, morfologicamente predisposte alla riproduzione e con istinto integro. Non pu? per? non trapelare da questo mio articolo la mia opinione sull'opportunit? di conservare nel cane la capacit? di riprodursi in modo naturale.
Molte cagne dimostrano di non gradire casse per il parto, ceste o giacigli scoperti e, seguendo istinti ancestrali cercano d'intanare i cuccioli in un rifugio pi? protetto (sotto qualche mobile, o in anfratti naturali). E' bene cercare di assecondare i desideri della cagna e tenere pronta, in ogni caso, anche una cuccia coperta di tipo tradizionale, nel caso fosse maggiormente gradita.
Si cerchi di accoppiare nella stagione pi? propizia (primavera) perch? i cuccioli possano essere allevati come in natura, evitando il pi? possibile interferire con la normale selezione naturale. I cuccioli deboli e poco vitali moriranno da soli nelle prime 48 ore dopo il parto, senza troppe sofferenze.
Se, per qualsiasi ragione, ci trovassimo nella condizione di affrontare un parto (anche non programmato) in pieno inverno o se malauguratamente il parto avvenisse in una primavera particolarmente fredda, ci sono invece serie possibilit? che il parto non abbia buon esito, senza particolari aiuti da parte dell'uomo. Un accessorio molto utile in questi casi ? la lampada a raggi infrarossi per il riscaldamento dei cuccioli, indicato anche in tutti i casi in cui si debbano far crescere cuccioli senza mamma.
Per quanto riguarda il momento del parto, un colloquio col veterinario ci dar? chiarimenti riguardo a tutti i comportamenti che dovremmo tenere in caso di particolari emergenze.
Pu? essere utile tenere a portata di mano: un termometro per misurare la febbre, un orologio per verificare e annotare gli intervalli tra ogni espulsione, bilancia, forbici disinfettate, disinfettanti a base di sali di ammonio quaternario, borsa dell'acqua calda e salviette pulite. Generalmente la femmina fa tutto da sola; ? bene tenersi pronti per intervenire in caso di necessit?, ma se tutto procede regolarmente, ? meglio non interferire.
Se decidessimo di eliminare speroni o accorciare la coda (io sono contro) ? necessario organizzare un appuntamento col veterinario che coglier? l'occasione per fare un controllo generale sulla mamma e sui cuccioli.
Il parto
La gestazione dura mediamente nove settimane; per calcolare la presunta data del parto si contano, quindi, 63 giorni dalla data della monta, sempre supponendo che questa sia avvenuta in corrispondenza dell'ovulazione. Anche a causa della possibile discrepanza di alcuni giorni tra monta e ovulazione, sono documentati parti normalissimi a soli 58 giorni dopo la monta, e altri in cui si ? arrivati a 70 giorni. Molte cagne partoriscono in corrispondenza dell'inizio di una nuova fase lunare.
Quando il parto ? imminente la cagna diviene ansiosa e rifiuta il cibo o vomita ci? che ha mangiato. La temperatura corporea si abbassa al di sotto dei 38,5 gradi fino a 37 gradi. A volte si pu? gi? notare fuoriuscita di latte dalle mammelle che si presentano piuttosto gonfie gi? alcuni giorni prima. Le cagne che vivono all'aperto frequentemente scavano, quasi volessero costruire una tana e non gradissero la cuccia dove poi finiranno per partorire.
Si tratta di un comportamento atavico, dettato dal DNA di alcune zone cerebrali, retaggio del periodo "brado".
E' importante non arrecare disturbo alla cagna in questa fase. Il parto ha inizio con la rottura delle acque.
Il primo cucciolo compare invece entro due ore dalla rottura delle acque, avvolto da una pellicola aderente, che viene subito lacerata e mangiata dalla madre che provvede anche a recidere il cordone ombelicale con gli incisivi.
Di regola non si dovrebbe aiutare la femmina in quest'operazione. Se (e soltanto se!) dovessimo costatare una sua totale mancanza d'istinto, provvederemo a liberare subito la testa e massaggeremo il cucciolo per favorire il primo respiro (vedi paragrafo sulla rianimazione del cucciolo). Per quanto possibile ? meglio fare tutto con le mani imitando ci? che la madre dovrebbe fare con la lingua. Le forbici, seppur sterilizzate, sono rischiose, se messe in mani inesperte o che tremano per l'emozione. . Se la femmina non dovesse nemmeno recidere il cordone ombelicale, questo va prima schiacciato con le unghie a qualche centimetro dal cucciolo, poi strappato (non con troppa forza) Lo strappo imita l'effetto del morso che ha propriet? cicatrizzanti. Se si decide di tagliare con forbici, si consiglia prima di annodare o se si hanno strumenti adatti clampare o almeno pinzare. La mancanza di istinto materno si ricollega pi? a un fattore fisico che mentale: si tratta di mancanza di prolattina. In ogni caso ? sempre meglio escludere dalla riproduzione futura le femmine che abbiano manifestato comportamenti di questo tipo.
I cuccioli possono presentarsi indifferentemente con la testa o con il posteriore (parto podalico). Sono avvolti dal sacco come se fossero un uovo ed escono comunque facilmente.
Il parto pu? durare poche ore o protrarsi per un'intera giornata, anche in relazione al numero dei cuccioli, ma non ci sono regole fisse. Di norma, nasce un cucciolo ogni 15-30 minuti. Nelle primipare, nelle cagne piuttosto anziane o quando il numero di cuccioli ? molto elevato l'intervallo tra un cucciolo e l'altro tende ad allungarsi.
Comunque, non ? nemmeno detto che questi intervalli siano regolari: alcune femmine hanno intervalli crescenti nel corso del parto (es. 10 minuti dal primo al secondo, 15 dal secondo al terzo.. fino ad arrivare a quasi un'ora con gli ultimi nati). Altre cagne partoriscono velocemente due o pi? cuccioli, fanno seguire una pausa e riprendono con il resto della cucciolata. L'importante ? che, una volta che il cucciolo che ha impegnato il canale pelvico, l'espulsione avvenga in poco tempo.
E possibile qualche tempo prima del parto, fare un'ecografia o ancor meglio, qualche giorno prima del parto una lastra per sapere quanti cuccioli ci sono. Tuttavia i risultati non sono mai certi e un cucciolo pu? sempre non essere visto. Capiremo quando il parto ? finito dall'atteggiamento della femmina ha un'espressione rilassata e spesso si addormenta allattando.
Ogni placenta (1 per cucciolo) viene generalmente espulsa nell'arco di 15-30 minuti ed ? prontamente mangiata dalla cagna. Questo comportamento corrisponde a un istinto ancestrale che ha la finalit? di eliminare ogni traccia che possa attirare predatori. Mangiando le placente, inoltre, la madre provvede a una reintegrazione proteica che favorisce la produzione del latte. Perci? ?' bene lasciarglielo fare. Sarebbe bene, se possibile, controllare se il numero di cuccioli partoriti corrisponda al numero di placente espulse. Infatti, qualora, malauguratamente, la placenta dovesse essere ritenuta, si deve interpellare il veterinario senza indugio: per la cagna potrebbe anche essere fatale.
Dopo 25 giorni dall'accoppiamento si possono rilevare formazioni embrionali e il battito cardiaco dei feti.
Dopo 50 giorni si rilevano i nuclei di ossificazione dei feti tramite l'esame radiografico.
1-2settimane prima le mammelle si inturgidiscono
12-24 ore prima la temperatura rettale scende di un grado.Normalmente da 38.5 fino a 37.5.
Da un cucciolo all'altro normalmente passano 2-3 ore, tra il primo e il secondo, poi l'intervallo diminuisce.
L'ultimo cucciolo potrebbe nascere anche dopo 18 ore di distanza dal primo.
Parti problematici
Non sempre tutto procede regolarmente. Ci troviamo di fronte ad una situazione "problematica" se:
a) ci sono 20/60 minuti di forti contrazioni senza la nascita di alcun cucciolo
b) passano pi? di 4-6 ore dalla nascita di un cucciolo all'altro
c) non vi sono nascite 24 ore dopo l'abbassamento della temperatura corporea
d)la gestazione ? durata pi? di 70 gg dal primo accoppiamento o pi? di 60 gg dal primo giorno di diestro.
Trovandosi di fronte a situazioni simili il veterinario pu? tramite, palpazione, esame vaginale e eventualmente radiografia valutare la posizione in cui si presentano i feti e la loro grandezza. Se appaiono correttamente posizionati e di taglia non eccessiva rispetto al canale del parto, si pu? attendere ponderando l'eventuale somministrazione di appositi farmaci per aiutare le contrazioni, a seconda delle valutazioni del veterinario.
In certi casi di malposizionamento o taglia eccessiva si valuta la possibilit? di effettuare un cesareo.
Di fronte ad un cucciolo che sta uscendo ma che fatica ad uscire (la pozione pi? problematica ? se il cucciolo si presenta di "spalla")
Meglio manipolare piuttosto che tirare. Si tiri solo in caso di presentazione cefalica o podalica e lo si faccia in concomitanza delle contrazioni. Non si tiri dalla testa o dal collo, ma si cerchi di far presa, molto delicatamente, sul corpo o, in casi estremi, anche sugli arti, ma procedendo molto delicatamente. La stesso procedimento ? indicato anche per i cuccioli rimasti chiusi nelle placente.
Se, una volta estratto il cucciolo ci si accorgesse che questi non respira, si seguano le seguenti istruzioni:
1) liberare le vie aree aprendo delicatamente la bocca con un dito e, se necessario, usare una peretta per aspirare i liquidi nelle vie aeree. Mettere il cane a testa in gi? pu? aiutare la fuoriuscita del liquido dai polmoni;
2) soffiare delicatamente (e non eccessivamente) mettendo la bocca sul cucciolo in modo di soffiare sia nel suo naso che nella sua bocca;
3) controllare la presenza del battito cardiaco (con le dita o con lo stetoscopio) se il battito ? assente premere rapidamente e rapidamente sul cuore (la posizione la si trova in prossimit? del gomito sx) , premere e lasciare velocemente: la frequenza dei battiti di un cucciolo varia dai 120 a oltre i 180 al minuto.
Ogni 15-20 secondi soffiare di nuovo nella bocca e nel naso. Controllare ogni minuto se il battito ? presente.
Proseguire per 5 minuti con la rianimazione cario polmonare; se il cuore non inizia a battere autonomamente in questo lasso di tempo, c'? poco da fare.
Se il cuore batte lentamente cercare di stimolarlo strofinandolo con una salvietta e continuare queste procedure per circa 20 minuti. Si pu? anche dare qualche goccia di atropina sulle mucose o somministrare cortisone in piccolissime dosi.
Dopo la nascita.
Alcuni giorni dopo il parto, possono comparire perdite di materiale bruno-rossastro che possono durare fino a due o tre settimane, calando in quantit? e presentandosi sempre pi? scure. Alcune cagne, in seguito al parto possono perdere una notevole quantit? di pelo. Questo ? dovuto alle secrezioni acide al momento del parto. Per ovviare all'inconveniente, si possono fare spugnature con una soluzione di acqua e bicarbonato. In ogni caso, la cosa non deve preoccuparci pi? di tanto: il pelo ricrescer? senza problemi tornando ad essere quello che era in 4 o 5 mesi.
Ci si preoccupi gi? dai primi giorni a tenere la cuccia pulita e igienizzata il pi? possibile. Bench? la stessa cagna provveda alla pulizia dei cuccioli, le sue cure non sono certo sufficienti ad evitare infestazioni di parassiti.
Per sincerarsi che tutto proceda regolarmente ? consigliabile tenere sott'occhio il peso dei cuccioli, annotandone la crescita.
Il primo latte della cagna ? detto colostro e ha un'importanza fondamentale per i cuccioli, poich? contiene anticorpi materni che vengono passati al cucciolo. Gli anticorpi sono presenti nel colostro la cui produzione avviene per un periodo variabile tra le prime 36- 48 ore dopo il parto.
L'immunit? fornita dal colostro ? un'immunit? "passiva" in quanto gli anticorpi vengono importati dal corpo della madre e non vengono prodotti direttamente dal cucciolo. L'immunit? "passiva" a differenza dell'immunit? "attiva" (suscitata direttamente dalla malattia o dal vaccino) ha durata limitata nel tempo (poche settimane) e di efficacia variabile. La quantit? di anticorpi presenti nel colostro ? infatti legata al tipo e alla concentrazione di anticorpi presenti nella madre. Se una cagna non ? stata vaccinata per una particolare malattia (o non ha elaborato difese naturali per la stessa) il cucciolo non sar? protetto. I "titoli anticorpali" indicano orientativamente la qualit? e il tipo di anticorpi presenti nella madre: in linee generali un titolo elevato si associa ad un maggior numero di anticorpi presenti e garantiscono quindi una miglior protezione al cucciolo.
Nella normalit?, le femmine allattano per quasi due mesi, anche se ? opportuno iniziare a integrare l'alimentazione dei cuccioli con pappine ad alto contenuto proteico e facilmente digeribili gi? dopo trenta giorni, o addirittura prima in caso di cucciolate particolarmente numerose. La produzione del latte comporta un notevole dispendio d'energie per la cagna. L'alimentazione deve essere energetica, abbondante (circa 2-4 volte la dose normale) e ricca di alimenti ad alto contenuto di calcio. Una corretta alimentazione a volte non ? sufficiente a evitare tutti i problemi che possono anche essere dovuti a fattori metabolici e a una predisposizione della cagna.
L'allattamento artificiale
Se la cagna non avesse latte, si consiglia la somministrazione ai cuccioli di un preparato polivitaminico per poi proseguire l'allattamento artificiale con latte in polvere in commercio nei negozi specializzati; un metodo molto approssimativo per riprodurre il latte di cagna ? mescolare latte di mucca diluito e tuorlo d'uovo. Molti cuccioli sono sopravvissuti a questa alimentazione, che ? certamente meno idonea del latte in polvere specifico per cani.
I cuccioli dovrebbero essere allattati ogni due ore utilizzando un biberon di giuste dimensioni. Man mano che i cuccioli crescono il latte sar? integrato con pappe a base di carne o appositi cibi per lo svezzamento dei cuccioli, seguendo indicativamente la tabella dietetica preparata dal veterinario, ma regolandosi anche sulla taglia , la fame, ed il temperamento del cucciolo. All'et? di circa 2/3 settimane i cuccioli inizieranno a bere acqua. Nel malaugurato caso in cui cuccioli dovessero crescere senza madre ? necessario anche massaggiare regolarmente la zona genitale dei cuccioli con una spugna umida per favorire la minzione e la defecazione. I cuccioli poppanti, infatti, non sono in grado di provvedere autonomamente a regolare le loro funzioni corporee che sono provocate dallo stimolo esterno apportato dalla madre quando li lecca per tenerli puliti.
La tetania da ipocalcemia
La tetania da ipocalcemia si presenta genericamente da 1 a 3 settimane dopo la nascita, ma pu? manifestarsi anche nell'immediatezza del parto Pu? colpire tutte le cagne, anche se le indagini pi? recenti attestano una maggior frequenza nelle razze di piccola taglia, specie al primo parto, e nelle cagne che partoriscono un numero elevato di cuccioli. Le cagne colpite da questa patologia mostrano segni di nervosismo, rigidit? muscolare, appaiono disorientate, hanno un'andatura molto rigida, respiro accelerato e innalzamento della temperatura, tachicardia, si strofinano contro i muri. Possono essere salvate solo con un intervento tempestivo del veterinario, che somministrer? in endovena un preparato a base di calcio e glucosio. Nella convalescenza ? necessario somministrare integratori di calcio, dare un'alimentazione ricca di questo elemento ( latte, formaggi, ricotta) e interrompere l'allattamento nei casi pi? gravi e resistenti alle terapie, cosa tutt'altro che facile in un periodo in cui l'istinto materno ? cos? fortemente radicato e con cuccioli non ancora indipendenti e psicologicamente vulnerabili. Se siamo fortunati potremo trovare una balia e i piccoli non avranno a soffrirne. Per la madre invece ? una sofferenza atroce, venire separata dai cuccioli anzitempo. Per questo, almeno con le razze pi? a rischio, ? bene farsi prescrivere dal veterinario dei farmaci di sostegno e degli integratori alimentari che servano come prevenzione per i problemi sopraddescritti.
Nel caso una cagna abbia avuto in passato problemi in gravidanza, quali crisi convulsive, insufficienza renale, e perdita di albumine con le urine ? probabile che questi si ripetano con le cucciolate future. In questi casi la somministrazione di calcio durante la gravidanza va ben valutata, al contrario di quanto si possa pensare, pu? essa stessa essere un fattore predisporre a questi problemi.
Inoltre, l'integrazione di calcio deve essere opportunamente combinata con il fosforo. La dose ideale ? 1:1 (una parte di calcio e una di fosforo). Alcune ricerche hanno dimostrato che i cibi industriali ricchi di soia possono favorire l'ipocalcemia poich? alcuni componenti della soia (fitati) si combinano al calcio rendendolo indisponibile. E' bene controllare che il cibo con cui si alimenta la cagna abitualmente non contenga elevate quantit? di soia.
Cura dei cuccioli e prime vaccinazioni
La prima sverminazione dei cuccioli pu? avvenire all'et? di 2 settimane da ripetersi poi a 4, 6 e 8 settimane. Quando si procede alla sveriminazione dei cuccioli ? bene effettuare lo stesso trattamento anche sulla madre. Bisogna inoltre fare attenzione a non diventare noi stessi (o chi entra in casa) "veicolo" di trasmissione di infezioni pericolose. Se si frequentano luoghi dove vi sono altri cani (canili, ambulatori veterinari, mostre, parchi ad alta densit? canina ecc), ? opportuno cambiarsi le scarpe (e se possibile disinfettare le suole con candeggina). Certi virus, come il Parvovirus (parvovirosi) sono molto resistenti e si attaccano anche alle gomme dell'auto.
La prima vaccinazione si effettua generalmente intorno alle 8 settimane , ma ? possibile in caso il rischio di contrarre la parvovirosi (e/o il cimurro) sia elevato, vaccinare i cuccioli con speciali vaccini, generalmente chiamati "Puppy", all'et? di 6 settimane. Se i cuccioli sono nati nella stagione estiva e in zone a rischio, il primo trattamento antifilarico pu? essere effettuato all'et? di 8 settimane.
Un'altra cosa a cui occorre badare ? la mastite, sintomo di un'infezione che pu? essere trasmessa ai cuccioli durante l'allattamento. E' opportuno controllare quotidianamente i capezzoli. Se risultano arrossati, di colore anomalo, induriti e se vi ? fuori uscita di pus ci si trova di fronte ad una mastite. Se la mastite interessa una singola mammella ed ? presa agli inizi sono possibili trattamenti locali, se il problema interessa tutti (o la maggior parte) dei capezzoli ? necessario interrompere temporaneamente l'allattamento e farsi descrivere dal veterinario antibiotici idonei al trattamento.


Dott. Fabio Vergoni
Rossella Di Palma
Denis Ferretti