Bulldog,Inglese,Razza Pura,Americano,Francese

 

LE PATOLOGIE OCULARI NEL BULLDOG INGLESE

 

121 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130

LE PATOLOGIE OCULARI NEL BULLDOG INGLESE: STUDIO RETROSPETTIVO

(Barbara Simonazzi, Stefano Zanichelli) Sezione di Clinica Chirurgica Veterinaria e Medicina d’Urgenza, Dipartimento di Salute Animale, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Parma

INTRODUZIONE

Il Bulldog Inglese discende con molta probabilità dall’antico Molosso dell’Epiro, cane da guerra, parente del Bull Mastiff ed antenato dei Mastini. E’ stato introdotto in Inghilterra quasi sicuramente dai navigatori Fenici nel VI secolo a.C. e denominato “Pugnaces Britannie” dai Romani. Era un cane selezionato ed addestrato per combattere nelle arene e nei circhi contro orsi, leoni, tori ed altri mastini. Questi “combattimenti dell’orrore” continuarono per secoli, fino a quando nel 1835, Re Guglielmo IV, disgustato dalla loro crudeltà, li vietò con un decreto. La razza, non più utilizzata, ebbe un crollo improvviso e, verso la metà del XIX secolo, rischiò addirittura l’estinzione. Gli allevatori allora decisero di intervenire e dopo, accurate selezioni, ottennero un cane più massiccio e dal muso più corto e prognato, ma dal carattere tranquillo, dolce, affettuoso, pur conservando un coraggio impareggiabile. Nel 1875 fu pubblicato il primo standard di razza (6). Il Bulldog ha una struttura del corpo particolare, la circonferenza del cranio (misurato “a cerchio” davanti alle orecchie), ad esempio, deve essere più o meno pari all’altezza dell’animale al garrese. La testa è decisamente sproporzionata rispetto al corpo, anche se nelle esposizioni canine questa sproporzione viene considerata un pregio: più grossa è la testa dell’animale, più il soggetto viene ritenuto di valore. La testa del Bulldog Inglese deve essere massiccia, la faccia corta ed il cranio largo. Il muso deve essere corto, largo e retratto, le narici larghe, le labbra pendenti e spesse. La mascella deve essere larga e quadrata e la mandibola curvarsi verso l’alto. Il dorso è corto e non diritto in quanto forma un arco accentuato. Questo particolare, denominato “dorso di capra”, costituisce un difetto in gran parte delle razze canine, mentre nel Bulldog è considerato una qualità. Gli arti del Bulldog devono essere forti e molto muscolosi, quelli anteriori molto distanti tra loro con i piedi leggermente mancini (6). La selezione e la ricerca degli allevatori, per avere Bulldog Inglesi sempre più vitali e sani, hanno indotto a sottoporre molti soggetti a controlli sanitari di vario tipo. Oggi esistono soggetti, sottoposti a controllo veterinario specialistico, in possesso di certificazioni di assenza di patologie tipiche della razza. Lo stesso ENCI sta avvertendo l’esigenza di migliorare sempre più le varie razze con certificazioni che ne comprovino la salute e la riproduzione di qualità. Esiste, infatti, da qualche anno, il problema dei soggetti provenienti da paesi non convenzionati o poco attenti alla salute degli animali: in genere paesi dell’est europeo o paesi extraeuropei. In questo caso, per un’economia di acquisto, si portano in casa, spesso e volentieri, elementi malati o destinati a malattie anche molto gravi. Gli allevatori seri e appassionati della razza proseguono nel tentativo di tutela, anche se con difficoltà; molti altri invece si ritirano 122 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 e lasciano il passo al business e alla speculazione, con danni terribili e irreparabili. Gli occhi del Bulldog, il cui standard di razza descrive come “molto distanti, di media grandezza, rotondi e molto scuri”, presentano spesso patologie correlate alla struttura ed alla conformazione della testa (6). Il College Americano degli Oftalmologi Veterinari ha riportato come patologie oculari supposte di natura ereditaria nel Bulldog Inglese, la distichiasi (Foto 1), le ciglia ectopiche, l’ectropion, l’entropion, il prolasso della ghiandola della terza palpebra, la cheratocongiuntivite secca, la cataratta e la displasia retinica (1, 3, 10, 12, 13). Scopo di questo studio è stato quello di segnalare la nostra esperienza, relativamente alle patologie oculari riscontrate nei Bulldog Inglesi presentati alla nostra attenzione per visita specialistica. In particolare abbiamo cercato di evidenziare e differenziare le patologie oculari di sospetta origine ereditaria da quelle definite di natura acquisita. Foto 1: distichiasi palpebra superiore occhio destro (caso n. 7)

MATERIALI E METODI

In questo studio sono stati inclusi 34 cani di razza Bulldog Inglese sottoposti a visita specialistica per una patologia oftalmica. Tutti gli animali sono stati sottoposti a visita oculistica. Sono stati valutati la reazione di ammiccamento alla minaccia, i riflessi pupillari diretti e consensuali, la produzione delle lacrime (Schirmer tear test, Schering Plough Animal Health) e la pressione intraoculare mediante tonometria per applanazione (Tono-Pen XL, Mentor). E’ stato inoltre eseguito il test di colorazione con fluoresceina (Fluorescein sterile strips, HS International). L’esame del segmento anteriore è stato condotto mediante biomicroscopia, il segmento posteriore è stato valutato mediante oftalmoscopia diretta previa dilatazione pupillare con tropicamide 0,5% e fenilefrina 10% (Visumidriatic Fenilefrina collirio, Visufarma). Sono state quindi esaminate le palpebre e la terza palpebra, sia mediante un semplice esame esterno, sia mediante biomicroscopia, prestando attenzione alla loro integrità, posizione e movimenti. Sono state esaminate la superficie esterna cutanea, quella interna congiuntivale ed il margine palpebrale. In primo luogo sono stati osser123 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 vati l’aspetto del tegumento, la posizione reciproca delle palpebre, l’orientamento delle ciglia e poi, con maggiore attenzione, la fessura palpebrale: la simmetria delle due fessure, la dimensione della loro apertura e la posizione dei due canti. La superficie esterna è stata esaminata per evidenziare eventuali difetti di malposizionamento (entropion ed ectropion), alterazioni, infiammazioni, peli maldirezionati (trichiasi), movimenti anomali e corpi estranei. A questo punto sono stati presi in esame i margini palpebrali, sono state esplorate la linea grigia, i pori delle ghiandole tarsali, i punti e le caruncole lacrimali al fine di evidenziare eventuali ulcere, rigonfiamenti, masse o distichie. Infine, è stata esaminata la faccia congiuntivale della palpebra mediante eversione della stessa per osservare la congiuntiva palpebrale e le ghiandole tarsali alla ricerca di possibili neoplasie, calazi, ciglia ectopiche e corpi estranei. La terza palpebra è stata ispezionata nelle sue facce esterna ed interna mediante l’ausilio di una pinza apposita previa applicazione di anestetico locale a base di ossibuprocaina cloridrato (Novesina collirio, Mipharm).

RISULTATI

L’età media dei 34 soggetti presi in esame è risultata di 21 mesi, con un minimo di 1 mese ed un massimo di 84 mesi (7 anni). Sono stati esaminati 25 maschi e 9 femmine. In 9 casi è stato colpito l’occhio destro, in 5 il sinistro (14 casi monolaterali) ed in 20 cani la lesione si è presentata bilateralmente (Foto 2). Otto cani hanno presentato contemporaneamente patologie oculari diverse tra loro (Tabella 1). Foto 2: prolasso bilaterale della ghiandola della terza palpebra (caso n. 12) Complessivamente sono stati diagnosticati 9 casi di cheratocongiuntivite secca (KCS), di cui sette monolaterali (3 probabilmente conseguenti ad asportazione della ghiandola della terza palpebra) e solo 2 bilaterali, 5 casi di prolasso della ghiandola della terza palpebra (3 bilaterali), 4 casi di congiuntivite follicolare (2 bilaterali) ed un caso di alterazione qualitativa del film lacrimale. Per quanto riguarda le palpebre, invece, 8 cani erano interessati bilateralmente da entropion (in 3 casi dorsale e ventrale, in 3 mediale inferiore e superiore, in uno dorsale ed in un altro ventrale) ed uno da ectropion 124 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 bilaterale (Foto 3). Otto cani presentavano distichiasi (in sette casi bilaterale) e 3 ciglia ectopiche (2 monolaterali). In 2 casi è stata diagnosticata un’erosione corneale epiteliale di tipo recidivante monolaterale, in un caso un’ulcera ed in un altro un descemetocele (Foto 4). Solo in un cane è stata diagnosticata una patologia del segmento posteriore, nel caso specifico una displasia retinica (Tabella 1). Complessivamente le patologie oculari riportate sono 44 di cui 35 di natura ereditaria o presunta tale e 9 di tipo acquisito (congiuntivite follicolare, erosione corneale epiteliale di tipo recidivante, ulcera e descemetocele). Tra queste ultime rimane comunque il dubbio che l’ulcera ed il descemetocele fossero patologie secondarie, correlate, nel primo caso, ad entropion, e nel secondo a cheratocongiuntivite secca. Foto 3: entropion mediale ed ectropion ventrale occhio sinistro (caso n. 24) Foto 4: descemetocele occhio destro (caso n. 8) 125 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 Il valori osservati dei test di Shirmer hanno presentato una media di 9 mm/min con un range da 1 a 13 mm/min. I casi di cheratocongiuntivite secca ed alterazione qualitativa del film lacrimale, sono stati trattati con una terapia a base di sostituti delle lacrime (localmente 3-4 volte al giorno) e ciclosporina locale (mattino e sera) continuata nel tempo. Nei casi di KCS secondaria ad asportazione della terza palpebra è stato proposto l’intervento di trasposizione del Dotto di Stenone (3). I casi di congiuntivite follicolare sono stati trattati con cortisone locale (1 goccia 3-4 volte al giorno per 15 giorni), associato a ciclosporina locale (mattino e sera per 15 giorni) (11) (Foto 5). I soggetti interessati da prolasso della ghiandola della terza palpebra sono stati poi sottoposti ad intervento chirurgico di riposizionamento della suddetta ghiandola mediante tecnica “pocket” (3, 7, 9). I casi di entropion ed ectropion sono stati trattati tutti con terapia chirurgica, gli entropion dorsali sono stati corretti mediante tecnica di Stades, quelli ventrali mediante tecnica di Hotz-Celsus e quelli mediali mediante cantoplastica mediale. Il caso di ectropion è stato sottoposto ad intervento correttivo mediante tecnica “a cuneo” (3, 4). Nei cani che presentavano distichie multiple evidenti e responsabili di manifesto fastidio oculare, si è provveduto all’esecuzione della criochirurgia (7 cani). I soggetti sono stati tutti sottoposti ad intervento di crioepilazione eseguito con 2 cicli di congelamento uno dopo l’altro (11). I soggetti interessati da ciglia ectopiche sono stati trattati mediante asportazione chirurgica dell’intero ciglio compreso il follicolo pilifero ectopico. Le erosioni corneali epiteliali recidivanti sono state sottoposte ad intervento combinato di debridement e cheratotomia a griglia, seguito da terapia locale fino a guarigione, a base di antibiotico in collirio (1 goccia 3-4 volte al giorno) e atropina solfato collirio 1% (una goccia mattino e sera per i primi 3 giorni e poi 1 goccia al mattino per i giorni restanti). L’ulcera è stata sottoposta a trattamento con antibiotico in collirio (1 goccia 3-4 volte al giorno fino a guarigione) e atropina solfato collirio 1% (una goccia mattino e sera per i primi 3 giorni e poi 1 goccia al mattino per i giorni restanti). In quest’ultimo caso è risultato determinante l’intervento di correzione dell’entropion che era probabilmente la causa della lesione corneale. Il cane con descemetocele è stato trattato mediante l’esecuzione di un flap congiuntivale peduncolato e la KCS, probabile responsabile della patologia è stata gestita come sopra indicato. Per quanto riguarda il cane coinvolto da displasia retinica, non è stato effettuato nessun tipo di trattamento. I cani sottoposti sia a terapia farmacologica che chirurgica hanno presentato la completa risoluzione del quadro clinico. Un miglioramento significativo, ma non una guarigione definitiva si è avuto nei cani interessati da KCS e alterazione qualitativa del film lacrimale. 126 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 Foto 5: congiuntivite follicolare occhio sinistro (caso n. 25) SESSO ETA’ OCCHIO PATOLOGIA (mesi) 1 M 8 OU Entropion dors. e vent., distichiasi, prolasso gh. os 2 M 72 OU Cheratocongiuntivite secca 3 M 84 OU Cheratocongiuntivite secca 4 F 24 OU Entropion dors. e vent. 5 F 8 OU Entropion mediale sup. ed inf. 6 M 6 OU Prolasso gh., entrop. dors. e vent. (ulcera od) 7 M 3 OU Distichiasi 8 M 5 OD Cheratocongiuntivite secca, descemetocele 9 M 3 OD Prolasso ghiandola della terza palpebra 10 M 7 OU Congiuntivite follicolare, distichiasi 11 M 7 OD Congiuntivite follicolare 12 F 8 OU Prolasso ghiandola della terza palpebra 13 F 30 OU Distichiasi, ciglio ectopico od palpebra sup. 14 F 60 OD Cheratocongiuntivite secca 15 M 3 OD Prolasso ghiandola della terza palpebra 16 M 20 OS Cheratocongiuntivite secca 17 M 15 OD Erosione corneale epiteliale 18 M 1 OS Cheratocongiuntivite secca (asportazione ghiandola) 19 F 24 OS Cheratocongiuntivite secca 20 M 36 OS Cheratocongiuntivite secca (asportazione ghiandola) 21 F 4 OD Erosione corneale epiteliale 22 M 24 OU Entropion mediale sup. ed inf., ectropion ventrale 23 F 60 OS Congiuntivite follicolare 24 M 24 OU Alterazione qualitativa del film lacrimale 25 M 18 OU Congiuntivite follicolare 26 M 41 OU Distichiasi 27 M 4 OD Cheratocongiuntivite secca (asportazione gh. e terza palpebra) 28 M 3 OU Distichiasi, ciglio ectopico od palpebra sup. 29 M 18 OU Entropion dorsale 30 M 18 OD Distichiasi 31 M 30 OU Displasia retinica 32 M 12 OU Entropion mediale sup. ed inf. 33 M 12 OU Entropion ventrale 34 F 24 OU Distichiasi, ciglia ectopiche palpebra sup. Legenda OD: occhio destro; OS: occhio sinistro; OU: entrambi gli occhi Tabella n°1 127 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 DISCUSSIONE E CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Da questo lavoro emerge come la maggior parte delle patologie oculari nel Bulldog Inglese siano patologie di tipo ereditario (79,5%) e a carico del segmento anteriore dell’occhio (97%). Trentatré dei 34 casi esaminati hanno, infatti, presentato patologie palpebrali, della terza palpebra, dell’apparato lacrimale e corneali, mentre in un solo cane si è avuta una patologia a carico del segmento posteriore dell’occhio. Le patologie più frequenti sono state osservate a carico delle palpebre, della terza palpebra e del sistema lacrimale. Le razze brachicefaliche, come il Bulldog Inglese hanno la larghezza della testa maggiore della mezza lunghezza del cranio. Sono razze caratterizzate da testa massiccia, orbite poco profonde ed occhi situati in posizione frontale che possono facilitare lo sviluppo di patologie oculari, ed in particolare modo di quelle palpebrali. In questa razza, inoltre, l’abnorme sviluppo delle pieghe cutanee frontali spesso pesanti ed eccessive, e la cute facciale lassa, concorrono a favorire quest’aspetto. Poiché anche per quanto riguarda il prolasso della ghiandola della terza palpebra, sembra esservi una propensione per i soggetti appartenenti alle razze brachicefale, è possibile che all’insorgenza della patologia contribuisca anche la conformazione dell’orbita. L’elevato numero di soggetti di sesso maschile (73,5%), ci induce a pensare come questo dato possa essere correlato allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari quali l’aumento e la conformazione particolare delle pieghe facciali attorno all’orbita. E’ possibile quindi pensare come la spinta delle pieghe facciali sulle palpebre possa creare alterazioni di posizione del margine palpebrale e portare ad esacerbare minime alterazioni di conformazione o relative ai disordini ciliari. Questo dato oggettivo è chiaramente riferito ai soggetti che sono stati presi in considerazione nel nostro lavoro. Per quanto riguarda l’età, possiamo evidenziare come la media sia piuttosto bassa (21 mesi). Pur non presentandosi direttamente alla nascita, infatti, molte patologie compaiono nei primi mesi o anni di vita, poiché la predisposizione alla patologia può manifestarsi in concomitanza con il completo sviluppo morfologico dell’animale. Le patologie palpebrali ereditarie sono in genere correlate a conformazioni particolari del cranio, delle orecchie ed alla struttura della testa tipiche di alcune razze selezionate. Molte anomalie ereditarie delle palpebre sono associate alla conformazione, alle dimensioni ed alla forma della fessura palpebrale, nonché alla posizione o alle dimensioni del globo Entropion, ectropion, distichiasi, ciglia ectopiche, prolasso della ghiandola della terza palpebra e cheratocongiuntivite secca sono spesso il risultato di intensi programmi di incrocio basati su soggetti portatori di tali patologie. Le modificazioni genetiche nel Bulldog, come anche nelle altre razze canine, sono state prodotte sia in modo inconsapevole, sia al fine di ottenere determinate caratteristiche morfologiche, esasperandone alcune particolarità. Pertanto, i problemi sono insorti sia accidentalmente, associati a questo processo di selezione, sia come conseguenza di una precisa volontà nell’esasperare lo standard. Mentre le malattie acquisite non si possono evitare, i problemi patologici ereditari con le loro gravi manifestazioni cliniche, devono essere prevenuti. I difetti ereditari si possono, infatti, eliminare o si può ridurre al massimo la loro incidenza, mediante misure di controllo efficaci fonda128 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 te su accoppiamenti tra soggetti sani. Al fine della prevenzione delle malattie ereditarie del segmento anteriore, dell’occhio del Bulldog come anche nelle altre razze canine, sarebbe interessante una politica di sensibilizzazione in allevamento, tra i giudici ed i proprietari, per la selezione di soggetti esenti da questo tipo di patologie, come si sta verificando ad esempio per il controllo delle patologie della lente, della retina e per il glaucoma (8). Nonostante le oculopatie palpebrali ereditarie come l’entropion, l’ectropion e la distichiasi non rappresentino un’urgenza, poiché non comportano gravi rischi di cecità, andrebbero comunuque prevenute e non sottovalutate ai fini di preservare l’integrità della cornea ed evitare i pericoli di perforazioni corneali ad esse correlate. Purtroppo patologie quali l’entropion ed il prolasso della ghiandola della terza palpebra sono ormai ritenute malattie comuni nel Bulldog Inglese, per cui si ripone quasi più fiducia nell’abilità del chirurgo veterinario a correggere il difetto, piuttosto che nello sforzo prolungato della selezione genetica volto ad ottenere miglioramenti attraverso variazioni nella politica d’allevamento (2). Vi sono casi in cui le patologie vengono trattate in modo assolutamente non corretto. Nella nostra esperienza, infatti, abbiamo osservato ben 3 casi di KCS (sui 9 segnalati) probabilmente dovuti all’ asportazione della ghiandola della terza palpebra (in un caso era stata asportata anche la terza palpebra) effettuata impropriamente dal veterinario referente, o addirittura dallo stesso allevatore (5). In alcuni programmi d’allevamento, infatti, non si perseguono abbastanza vigorosamente queste tendenze al miglioramento, e le malattie ereditarie non solo sopravvivono, ma divengono sempre più radicate. Un passo importante sarebbe quindi il garantire l’assenza di segni di malattie oculari ereditarie nei cani utilizzati per la riproduzione (12). Per ottenere questo risultato, è importante non solo che tutti i cani destinati a tale impiego vengano esaminati nell’ambito del progetto, indipendentemente dal fatto che nella razza sia nota o meno la presenza di disordini oculari ereditari, ma anche che il progetto stesso sia sottoposto a continue revisioni. Per molte patologie si parla di “predisposizione razziale”, poiché non sempre sono disponibili i dati necessari a dimostrare il comportamento ereditario di determinate oculopatie. La crescente incidenza di alcune forme, all’interno di specifiche razze, e il Bulldog ne è un esempio, può indicare come tali manifestazioni patologiche possano essere determinate geneticamente. BIBLIOGRAFIA 1. ACVO Genetics Committee: Ocular disorders or suspected to be hereditary in dogs. ACVO ed., 2nd ed., 1996. 2. Bedford P.G.C.: Malattie oculari ereditarie del cane e loro controllo in Gran Bretagna. Vet. Int., 1990, 1, 23-46. 3. Gelatt K.N.: Veterinary ophthalmology. 3 rd ed. Philadelphia, Lea & Febiger, 1999. 4. Gelatt K.N., Gelatt J.P.: Handbook of Small Animal Ophthalmic Surgery. Vol. 1: Extraocular Procedures”, Oxford, Pergamon, 1994. 5. Gionfriddo J.R., McIlnay T., Powell C.: An English bulldog with a red, squintingVet. Med., 2003, 7, 556-566. 129 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 6. Grandjean D.: Enciclopedia del cane. Parigi, Ed. Aniwa Publishing, 77, 2001. 7. Guandalini A., Rovesti G., D’Anna N.: Studio retrospettivo sulla tecnica di ancoraggio alla rima periorbitale per il prolasso della ghiandola della terza palpebra nel cane in 49 casi. Veterinaria, 1997, 11, 4, 7-11. 8. Jégou J.P.: Patologie ereditarie e congenite del cane e del gatto. Summa, 1997, 43-70. 9. Morgan R.V., Duddy J.M., McClurg K.: Prolapse of the Gland of the Third Eyelid in Dogs: A Retrospective Study of 89 Cases (1980 to 1990). J Am. Anim. Hosp. Assoc., 1993, 29, 56-60. 10. Peiffer R.L.: Inherited ocular diseases of the dog and cat. The Comp. on Cont. Ed., 1982, 2, 152-168. 11. Severin G.A.: Veterinary ophthalmology notes. 2 nd ed. Ft. Collins, Colorado State University, 1996. 12. Stades F.C., Wyman M., Boevé M.H., Neumann W.: Ophthalmology for the Veterinary Practitioner. Hannover, Schlütersche GmbH & Co., 1998. 13. Whitley R.D., McLaughlin S.A. Gilger B.C.: Update on eye disorders among purebred dogs. Vet. Med., 1995, 577-592. Con la collaborazione tecnica di Giuseppe Bertaccini Parole chiave: cane, occhio, Bulldog Inglese, malattia Key words: dog, eye, English Bulldog, disease Mots Clés: chien, oeil, Bulldog Anglais, maladie Riassunto In questo studio vengono presi in considerazione 34 cani di razza Bulldog Inglese sottoposti a visita specialistica per un problema oculare. Vengono esaminati 25 maschi e 9 femmine, l’età media è di 21 mesi con un minimo di 1 ed un massimo di 84 mesi. La patologia è bilaterale in 20 casi. Complessivamente sono state diagnosticate le seguenti patologie oculari: cheratocongiuntivite secca (KCS, 9 casi), prolasso della ghiandola della terza palpebra (5 casi), congiuntivite follicolare (4 casi), alterazione qualitativa del film lacrimale (un caso), entropion (8 casi), ectropion (un caso), distichiasi (8 casi), ciglia ectopiche (3 casi), erosione corneale recidivante (2 casi), ulcera (un caso), descemetocele (un caso), displasia retinica (un caso). Le patologie oculari ereditarie sono risultate il 79,5% delle patologie complessivamente diagnosticate in questa razza. Summary In this study we considered 34 English Bulldog referred to a specialistic visit for an ocular problem. We examined 25 males and 9 females, the average age was 21 months with a range of 1 to 84 months. Pathology is bilateral in 20 cases. Overall, the following ocular pathologies were diagnosed: keratoconjunctivitis sicca (KCS, 9 cases), prolapse of the gland of the third eyelid (5 cases), follicular conjunctivitis (4 cases), qualitative tear deficiency (a case), entropion (8 cases), ectropion (a case), distichiasis (8 cases), ectopic cilia (3 cases), recurrent epithelial corneal erosion (2 cases), ulcer 130 Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol. XXIII, 2003) - pag. 121 - pag. 130 (one case), descemetocele (one case), retinal dysplasia (a case). Hereditary ocular pathologies have turned out to be 79.5% of all pathologies diagnosed in this breed. Résumè Dans cette étude nous avons soumis 34 Bulldog Anglais à une visite specialistic pour un problème oculaire. Nous avons examiné 25 mâles et 9 femelles, l’âge moyen est de 21 mois, la plus bas est de 1 mois et la plus grande est de 84 mois. La pathologie est bilatérale dans 20 cas. En conclusion, on a diagnostiqué: kératoconjonctivite sèche (KCS, 9 cas), prolapsus de la glande de la troisième paupière (5 cas), conjonctivite folliculaire (4 cas), alteration qualitative de larme (un cas), entropion (8 cas), ectropion (un cas), distichiasis (8 cas), cils ectopiques (3 cas), érosion cornéenne récurrente (2 cas), ulcère (un cas), descemétocèle (un cas), dysplasie rétinienne (un cas). Les pathologies oculaires héréditaires sont resultées le 79.5% de toutes les pathologies diagnostiquées dans cette race.

 

 

 

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